12/10/2026
A Piazza Messapia la motosega continua a lavorare e il quartiere Italia resta diviso a metà.
La riqualificazione da 360 mila euro non placa le polemiche: l’abbattimento dei pini storici e la spoliazione del verde stanno generando un’ondata di critiche, richieste di chiarezza e accuse di danno ambientale.
Tra le voci più autorevoli c’è quella dell’agronomo Francesco Pasculli, che prova a fare ordine:
gli alberi classificati in classe D – cioè a rischio schianto – vanno eliminati.
Ma qui, oltre ai pini, si stanno rimuovendo tutte le piante della piazza, anche quelle che non presentano alcun pericolo: ligustri, aranci amari, yucche.
Molte di queste, sottolinea Sculli, potrebbero essere trapiantate, non mandate al macero.
E poi c’è un tema culturale: la “pinofobia”, la demonizzazione dei pini nelle città italiane.
Alberi che, se gestiti correttamente, non rappresentano un pericolo intrinseco.
Lo dimostrano le grandi pinete dell’arco ionico, inserite in contesti turistici e perfettamente stabili.
Secondo l’esperto, tutto questo si sarebbe potuto evitare con una progettazione partecipata:
coinvolgere i cittadini, spiegare le scelte, condividere il piano.
Un percorso che avrebbe placato le polemiche e forse salvato parte del verde.
Il rione Italia, già uno dei quartieri con meno verde di Taranto, oggi vede scomparire alberi maturi che garantivano ombra e benefici ecosistemici.
La compensazione promessa dall’amministrazione non potrà sostituire ciò che è stato perso:
ci vorranno decenni per ricreare semplicemente l’ombra.
Intanto, la rivoluzione delle BRT continua a cambiare il volto del quartiere.
Ma il prezzo, per molti residenti, sembra essere troppo alto.
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Servizio a cura di Valentina Castellaneta
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