24/04/2026
SAN PIETRO A MAIDA
DIAMO VOCE A Laura Giannini
Si chiamava Pandino.
Era un ‘mio gatto’.
Mio per affetto, per accudimento, per la fiducia che mi aveva accordato, per il suo corrermi incontro.
Non posso dire che era mio in quanto appartenente alla mia colonia. Perché in certi paeselli le colonie non le fanno censire. Regna l’abusivismo, sai com’è…
Fatto sta che me lo hanno ucciso.
Con lui, forse, siamo a una ventina.
Perché?
Non lo so.
Dicono che i gatti sporcano
Dicono che è per i piatti di plastica per strada
Dico che sì, vero: fanno la c***a in un rione degradato di un paesello. Sono gatti di strada e appartengono al Comune, questo dice la legge. E se il Comune, al paesello, non prevede una settimanale pulizia delle strade ma le fa pulire solo quando c’è la processione con quella povera Madonnina che ondeggia tra la folla… che ci possono fare i gatti? Io? Gli altri?
La fanno nelle viuzze dove è rotto l’asfalto e trovano sabbia. Un po’ di catrame a coprir le buche no eh? Troppo faticoso trovar soluzioni, più facile avvelenarli o fare strike con la macchina… (pezzi di merxx)
La fanno insieme ai cani che, nel paesello, vengono mandati fuori da soli, sia mai che qualcuno esca con gu**to e sacchetto… tanto chi li multa? Le regole? Il paesello vive di luce propria…
La fanno all’ombra dei tetti d’amianto. La fanno dietro alle lavatrici arrugginite abbandonate per strada. La fanno vicini ai cottonfioc sporchi che qualche indigeno del paesello butta dalla finestra insieme a mozziconi di si*****te.
La fanno sui cumuli di macerie di case cadute, così ad un tratto, come fossero ubriache.
Sporcano?
Mai quanto voi. Mai quanto è sporca la vostra coscienza ignorante ed incivile. Mai quanto è sporca la vostra anima quando andate a Messa la domenica mattina con i nipotini per la mano
Piatti di plastica? Dopo il pranzo della domenica i piatti di plastica per le viuzze sono pieni di ‘pasta di casa’ al sugo e ossa di pollo. Un modo come un altro per differenziare i rifiuti dei paesanielli… chè io la pasta di casa non la so fare. I gatti mangiano nel mio terrazzo, ma può essere che il vento ne abbia fatto volare uno in strada… basta raccoglierlo e metterlo tra gli indicati rifiuti. Ah! Non ci sono cestini, è vero. E per lunghi mesi neanche le lampadine dei lampioni. Al buio si uccide meglio.
È un paesello degradato, fatiscente, sporco, incuria e inosservanza delle regole parlano uno stretto e incomprensibile dialetto.
Inutile ogni tentativo di dialogo.
Inutile ogni visita in Municipio
Inutile ogni colloquio con il sindaco
Falsa promessa di telecamere
Falso interessamento al censimento della colonia
Rigettata perché mancavano i dati catastali della casa. Credo sia una richiesta illegittima.
È un paesello in cui un ex rappresentante delle forze dell’ordine dice che con me non parla perché sono una donna.
È un paesello dove i vicini si sentono in dovere di doverti dire dieci volte al giorno che non devi dare da mangiare ai gatti, che la devi smettere di dare da mangiare ai gatti, non sanno che si può fare, e che quindi se lo voglio fare lo faccio.
È un paesello che credevo accogliente.
Ma temo proprio di poter oggi dire che se i gatti fossero compagni di vita di un loro paesano li lascerebbero vivere. Invece sono di una romena e di una fiorentina. Si, sono fiorentina seppur mi chiamate ‘la romana’…
Comunque
Siccome si può far denuncia per conto terzi e io di cosette dette da terzi e VISTE da terzi ne so tante, il tempo di arrivare e so cosa fare e soprattutto dove andare. Nel frattempo ho raccontato tutto a chi si occupa di reportage.
Un tempo mi batteva il cuore quando vedevo il cartello ‘Città dell’olio d’oliva’. Vi resta l’olio. Forse.
Sii felice sul Ponte, dolce Pandino.
Di laura Giannini