02/06/2026
2 giugno 2026 festa della Repubblica In questa giornata ricorrono gli ottant’anni dal diritto di voto concesso alle donne, 1946 - 2026. Infatti il 2 giugno 1946 le donne ,per la prima volta, furono chiamate alle urne per votare il referendum popolare con il quale l’Italia sceglieva tra la Monarchia e la Repubblica e votava anche per l’elezione dei deputati all’assemblea costituente. Questo suffragio esteso alle donne era stato sancito per la prima volta con il decreto Bonomi del 10 febbraio 1945, n 23, ma con tale decreto luogotenenziale le donne potevano esercitare il diritto di voto ma non potevano essere votate. Grazie a due donne siciliane del Udi di Palermo , Ida Panepinto e Maria Musotto, f irmatari di un telegramma del 12 febbraio 1945, indirizzato al presidente del Consiglio dei Ministri, Ivanoe Bonomi, richiedevano il diritto all’eleggibilità delle donne. Tale riconoscimento venne accolto il 10 marzo 1946 il Presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi emette il decreto legislativo n• 74, con il quale veniva sancito l’elettorato attivo e passivo delle donne. Alle prime elezioni amministrative, compiute 25 anni, le donne potevano votare ma soprattutto essere elette. In quelle consultazioni amministrative furono elette sei sindaci donne in Italia. Il 2 giugno 1946 gli italiani a suffragio universale sono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica e a eleggere i loro rappresentanti all’assemblea costituente. le candidature femminili complessive sono 226 e su un totale di 556 deputati eletti, le donne sono 21 donne :9 appartenenti alla democrazia cristiana, 9 del partito comunista italiano, 2 del partito socialista, 1 deputata del Fronte dell’uomo qualunque . Per la maggior parte di loro la partecipazione alla resistenza fu un’esperienza determinante e pensiamo soprattutto a donne come Teresa Mattei che furono staffette Nilde Iotti , Angela Cotelli , Laura Bianchini e molte altre ognuna di esse partecipa alla fondazione della nuova Repubblica democratica . Tra le elette furono cinque le deputate che fecero parte della commissione dei 75 padri costituenti: Teresa Mattei ,Angelina Merlin, Teresa Noce Longo, Maria Agamben Federici , Nilde Iotti. Pur appartenendo a forze politiche molto distanti, le costituenti seppero trovare modi e punti di incontro per fare fronte comune e garantire all’italiane agli italiani eguaglianza dei diritti è pari opportunità nella nuova carta costituzionale dell’Italia democratica, entrata in vigore il 1 gennaio del 1948 Si spendono soprattutto per fissare il principio di eguaglianza nell’art. 3 della carta costituzionale dove appunto si recita che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…Naturalmente questo principio con l’art. 29 il matrimonio ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi… e con l’art. 37 la donna lavoratrice ha gli stessi diritti a parità di lavoro e le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.. questi costituiscono gli articoli fondamentali sanciti nella nostra carta costituzionale sulla parità tra gli uomini e le donne. Ma poi un altro passo fondamentale sarà la riforma del diritto di famiglia del 1975 promosso appunto da Nilde Iotti raggiunto grazie al lavoro collettivo con tutte le altre parlamentari. Scaturisce da qui l’impegno delle donne, di “ tessere la pace”, custodire il futuro, interrompere un’economia di guerra , affinché la guerra sia fuori dalla storia . In guerra i diritti vengono calpestati. Sez. ANPI G.Li Causi di Termini Imerese