OLTRE

OLTRE Andiamo OLTRE le solite notizie su Terni. Vi raccontiamo storie, fatti, statistiche e approfondimenti su ciò che è importante e utile per il nostro territorio.

Il centro storico di Terni non è fatto solo di strade, piazze e negozi 🏢È fatto anche di palazzi che raccontano come la ...
30/07/2026

Il centro storico di Terni non è fatto solo di strade, piazze e negozi 🏢

È fatto anche di palazzi che raccontano come la città è cambiata nel tempo.

Tra Medioevo, Rinascimento ed età moderna, il centro storico cambia volto: case-torri, residenze nobiliari, cortili, loggiati e sale affrescate raccontano l’evoluzione urbana della città.

Palazzo Mazzancolli, oggi sede dell’Archivio di Stato, conserva tracce importanti della Terni medievale e quattrocentesca.

Palazzo Manassei, secondo la tradizione, sarebbe nato dall’unione di edifici preesistenti, legando la propria storia a uno dei nuclei più antichi della città.

Poi arrivano le grandi dimore nobiliari e familiari: Palazzo Alberici, Palazzo Bianchini Riccardi, Palazzo Montani, Palazzo Carrara, Palazzo Gazzoli.

Edifici diversi tra loro, ma legati da un filo comune: raccontano il ruolo delle famiglie, il prestigio sociale, le trasformazioni economiche e culturali della città.

Con l’Ottocento, l’espansione urbana e l’apertura dell’attuale Corso Tacito cambiano ancora il volto del centro storico. Palazzo Montani Leoni e Palazzo Primavera mostrano bene come alcuni edifici abbiano cambiato funzione nel tempo, diventando spazi culturali, istituzionali o aperti alla città.

Sono nomi che spesso attraversiamo senza fermarci.

Eppure, edificio dopo edificio, raccontano una parte della storia di Terni.

Perché il patrimonio non è solo quello che visitiamo da turisti.

È anche quello che passiamo ogni giorno, magari senza guardarlo davvero.

Vorresti approfondire la storia di un edificio ternano o hai qualche informazione in più? Raccontacelo nei commenti!

Nota editoriale OLTRE: questo contenuto si basa su fonti pubbliche e materiali divulgativi disponibili al momento della pubblicazione. Alcuni edifici citati possono avere funzioni, proprietà e accessibilità diverse: il contenuto ha finalità culturale e non sostituisce informazioni ufficiali su visite, aperture o vincoli.

Al 30 giugno 2026, nella provincia di Terni risultano conclusi e operativi 326 progetti PNRR su 354 🏗️Significa che è st...
28/07/2026

Al 30 giugno 2026, nella provincia di Terni risultano conclusi e operativi 326 progetti PNRR su 354 🏗️

Significa che è stato completato il 92% degli interventi finanziati, per un valore complessivo di 152,5 milioni di euro.

La parte più consistente riguarda la trasformazione digitale della Pubblica amministrazione: 189 progetti, pari al 58% del totale concluso. Seguono la valorizzazione dei borghi e del patrimonio culturale, con 55 interventi, e l’edilizia scolastica e per l’infanzia, con 41.

Tra gli esempi indicati ci sono la riconversione dell’ex scuola dell’infanzia “Grillo Parlante” di Terni e gli interventi legati al Bando Borghi di Cesi, dedicati al recupero storico, al turismo outdoor, alla sentieristica e al sostegno dell’imprenditorialità locale.

Restano da completare 28 progetti, prorogati fino al 31 agosto 2026. Le principali difficoltà riguardano varianti in corso d’opera, complessità tecniche, ritardi nelle forniture, collaudi e procedure autorizzative.

Ma il numero dei progetti conclusi racconta solo una parte della storia.

Un intervento può essere completato e operativo senza aver ancora dimostrato il proprio impatto. Per capire se il PNRR sta producendo opportunità reali nella provincia di Terni bisognerà osservare anche altro: quanto vengono utilizzati i nuovi servizi, come vengono gestiti gli spazi, quali benefici arrivano alle comunità e se esistono risorse e competenze per mantenerli nel tempo.

Il completamento è un traguardo. L’effetto sul territorio si misura dopo.

Nota editoriale OLTRE: questo contenuto si basa su fonti pubbliche disponibili al momento della pubblicazione. I dati indicano lo stato di completamento dei progetti, ma non misurano ancora il loro utilizzo o il loro impatto nel tempo. In alcuni casi le informazioni possono essere incomplete, provvisorie o soggette a revisioni. Se noti imprecisioni o puoi contribuire con informazioni documentate, il confronto è parte del progetto OLTRE.

"Lo sai che una scena del film "Odissea" di Christopher Nolan è stata girata negli Studios di Papigno?." Questo è ciò ch...
27/07/2026

"Lo sai che una scena del film "Odissea" di Christopher Nolan è stata girata negli Studios di Papigno?." Questo è ciò che a Terni tutti avrebbero voluto raccontare (e che qualche anno fa poteva anche essere credibile).

Putroppo non è vero, non esiste alcun un legame diretto tra l’Odissea di Christopher Nolan e Terni.

Ma il ritorno dei grandi kolossal al centro dell’attenzione ci permette di riaprire una domanda locale molto concreta: "i grandi set potrebbero ancora passare da Papigno?".

Papigno, vicino alla Cascata delle Marmore, è stato per un periodo un esperimento raro nel panorama italiano: trasformare un’area industriale in spazio cinematografico.

Gli ex Studios sono legati soprattutto alla stagione di Roberto Benigni, dopo il successo mondiale de “La vita è bella”, e a produzioni come “Pinocchio”.

Oggi però il tema non è la nostalgia. È la possibilità.

Negli ultimi anni l’area è tornata al centro del dibattito pubblico tra recupero, riuso, progetti culturali e nuove funzioni legate al Cantamaggio e all’archeologia industriale.

La domanda quindi resta aperta: "Papigno può tornare a essere un luogo dove si produce immaginario?".

Non necessariamente come prima, ma forse in un modo nuovo.

Nota editoriale OLTRE: questo contenuto utilizza un collegamento culturale indiretto tra un tema cinematografico contemporaneo e la storia locale di Papigno. Non risultano fonti che colleghino direttamente l’Odissea di Nolan alla città di Terni. Il riferimento serve come spunto per raccontare una vicenda documentata: gli ex Studios di Papigno e la loro evoluzione nel tempo.

24/07/2026

Cosa possiamo imparare da chi vive altrove? 🌍 / ALTROVE! ep. 2 da Monza a Terni

Continua ALTROVE!, il format di OLTRE che raccoglie le voci di ternani e ternane che oggi vivono fuori città.

In questo episodio ascoltiamo Sofia Lorenzoni, ternana che da tre anni vive in Lombardia, a Monza.

La sua proposta è concreta: più spazi condivisi per giovani, studenti e persone che lavorano da remoto. Spazi dove studiare, lavorare, incontrarsi, restare fuori casa senza dover per forza consumare o pagare troppo. Perché non tutti hanno una stanza tranquilla, una casa adatta allo smart working o luoghi dove passare ore a studiare in compagnia.

A Terni, la biblioteca è stata per molti uno dei pochi punti di riferimento. Ma basta una biblioteca, da sola, a rispondere ai bisogni di una generazione che studia, lavora da remoto, prepara concorsi, fa freelance, cerca luoghi di confronto?

Il tema non è solo avere “posti con tavoli e sedie”.

È costruire spazi accessibili, riconoscibili e vivi: coworking, aule studio, sale condivise, biblioteche di quartiere, luoghi ibridi tra formazione, lavoro e socialità.

Secondo te a Terni ci sono abbastanza spazi condivisi per chi studia o lavora?

Nota editoriale OLTRE: ALTROVE! raccoglie idee, esperienze e punti di vista di ternani e ternane che vivono fuori. Non propone modelli da copiare, ma spunti da discutere per immaginare nuove possibilità per Terni.

-

P.S. Vivi fuori e vuoi raccontarci anche tu una soluzione che potremmo portare a Terni? Scrivici, commenta o inviaci una nota audio direttamente in DM!

Frazioni e borghi ternani che si svuotano: cosa dicono i dati? 🏘️In estate molti borghi sembrano pieni.Sagre, seconde ca...
23/07/2026

Frazioni e borghi ternani che si svuotano: cosa dicono i dati? 🏘️

In estate molti borghi sembrano pieni.

Sagre, seconde case, turisti, eventi, rientri familiari. Ma la domanda vera è un’altra: “quante persone ci vivono tutto l’anno?”.

Nella provincia di Terni, al censimento 2011, i residenti erano 228.424. Al 31 dicembre 2024 erano 215.285.

In circa 13 anni il territorio ha perso oltre 13 mila residenti, circa -5,8%.

Nei piccoli comuni il fenomeno è spesso ancora più visibile.

Tra 2011 e 2024, ad esempio, Parrano perde circa il 17% dei residenti, Montegabbione e Polino circa l’11%, Allerona e Ferentillo circa il 9%, Ficulle circa l’8%.

Ma attenzione: non è solo una questione di “giovani che se ne vanno”.

Nel 2024, in provincia di Terni, sono nate 1.130 persone e ne sono morte 2.979. Il saldo naturale è quindi molto negativo, mentre il saldo migratorio complessivo è positivo.

Tradotto: arrivano anche nuove persone, ma non abbastanza da compensare invecchiamento e poche nascite.

Il turismo può aiutare alcuni borghi a restare visibili, creare lavoro e generare movimento.

Ma un borgo pieno nei weekend non è automaticamente un borgo abitato tutto l’anno.

Per questo il tema non è solo “valorizzare i borghi”.

È renderli vivibili: con servizi, mobilità, scuole, case, lavoro e connessioni.

Vivi in una frazione o in un borgo della provincia di Terni?

Cosa è cambiato negli ultimi anni?

Nota editoriale OLTRE: questo contenuto usa dati comunali e provinciali disponibili. Per molte frazioni non esiste un aggiornamento pubblico semplice e uniforme sulla popolazione residente. I piccoli comuni citati sono esempi utili a leggere il fenomeno, non un censimento completo di tutti i borghi del territorio.

Fonti/Dati: ISTAT; Tuttitalia su dati ISTAT; Regione Umbria - Strategia Aree Interne; Agenzia per la Coesione Territoriale; ricognizione editoriale OLTRE.

21/07/2026

Cosa comprano i ternani al mercato del mercoledì? 🛍️ / STRADA!

Abbiamo fatto una domanda semplice tra i banchi del mercato: “cosa compri di solito qui?”

Le risposte ci hanno rivelato che c’è chi cerca una camicia da trasformare con ago, filo e tecniche di stampa. Chi era arrivato per un paio di sandali ed è tornato a casa con un cappello. Chi compra uova, verdura e frutta. E chi osserva ogni bancarella pensando già a cosa potrebbe rivendere online.

Tra vestiti di marca a buon prezzo, taglie trovate “miracolosamente”, pomodori, porchetta e abitini da 2 euro, emerge una cosa interessante: il mercato non è solo un posto dove comprare, ma uno spazio fatto di abitudini, occasioni, intuizioni e piccoli rituali settimanali.

Perché a volte non si va solo per quello che serve, ma per quello che si può trovare.

E tu? Cosa compri più spesso al mercato del mercoledì? Faccelo sapere nei commenti!

Nota editoriale OLTRE: questo contenuto raccoglie risposte individuali in forma leggera. Non rappresenta una rilevazione statistica, ma una fotografia spontanea di abitudini, percezioni e modi di vivere il mercato in città.

Terni è nella ZES: ma cosa vuol dire? 🤔Dal 20 novembre 2025 una legge nazionale ha esteso la Zona Economica Speciale anc...
20/07/2026

Terni è nella ZES: ma cosa vuol dire? 🤔

Dal 20 novembre 2025 una legge nazionale ha esteso la Zona Economica Speciale anche a Umbria e Marche, entrambe classificate dall’Unione europea come regioni “in transizione”. Per le semplificazioni amministrative, il perimetro comprende l’intera Umbria.

Ma questo non significa che tutto il territorio abbia accesso agli stessi incentivi.

Queste le cose da sapere:
- Tutto il Comune di Terni è quindi nella ZES, ma non tutto il suo territorio può accedere all’agevolazione fiscale;
- Il credito d’imposta non è un finanziamento versato direttamente all’impresa, ma un importo che può essere utilizzato tramite modello F24 per ridurre imposte e altri versamenti dovuti allo Stato;
- Possono rientrare progetti iniziali di almeno 200.000 euro che comprendono nuovi macchinari, impianti e attrezzature, oppure l’acquisto di terreni e la realizzazione, acquisizione o ampliamento di immobili utilizzati dall’impresa.
- Non tutte le attività sono ammesse, poiché il credito ordinario esclude, tra gli altri, il settore siderurgico (un limite particolarmente importante per leggere le possibili ricadute dello strumento su Terni);
- La ZES può semplificare alcuni procedimenti e ridurre il costo di determinati investimenti privati, ma non assegna automaticamente al Comune risorse per strade, reti, bonifiche o servizi.

La vera domanda non è quindi soltanto quali incentivi siano disponibili, ma se piani comunali, infrastrutture e investimenti pubblici siano pronti a trasformarli in sviluppo verificabile.

Hai presentato un’istanza ZES o programmato un investimento a Terni? Raccontaci di più!

Fonti: Presidenza del Consiglio dei ministri; Regione Umbria; Gazzetta Ufficiale · Legge 18 novembre 2025, n. 171 · 2025; Agenzia delle Entrate.

Nota editoriale OLTRE: questo contenuto si basa su fonti pubbliche disponibili al momento della pubblicazione, i dati possono essere incompleti, provvisori o soggetti a revisioni. Se noti imprecisioni o vuoi contribuire il confronto è parte del progetto OLTRE.

17/07/2026

Si può cantare in giapponese e trasformare Terni in uno studio a cielo aperto? 🎙️ / ESTRO! ep.4 con

Per un nuovo episodio di ESTRO! abbiamo incontrato Michele, in arte NEMO, artista ternano con un approccio alla musica decisamente fuori dagli schemi.

Niente studio di registrazione tradizionale: NEMO cerca luoghi, acustiche e suoni diversi in giro per la città. Un parco, una strada, perfino la stazione di Terni (che però ci svela un aneddoto particolare).

La sua ricerca parte dalla grande tradizione cantautorale italiana e arriva fino al Giappone, tra autori, melodie e testi che lo hanno portato a scegliere una strada particolare: interpretare cantautorato giapponese e registrarlo dal vivo, in un’unica take.

E poi ci sono i suoni che normalmente lasciamo sullo sfondo: il canto degli uccelli, i rumori della città, tutto quello che può essere catturato e diventare parte di un racconto.

Perché a volte ciò che ci sembra normale è proprio quello che vale la pena ascoltare meglio.

Questo è ESTRO!: uno spazio per conoscere chi, attraverso la propria creatività, prova a guardare il mondo - partendo dal territorio - con una prospettiva diversa.

Conoscevi già NEMO e il suo progetto?

Se conosci altri talenti artistici ternani che stanno costruendo il loro percorso, taggali nei commenti, scrivici i loro nomi o parlagli di noi.

Nota editoriale OLTRE: raccontiamo il territorio attraverso le voci che lo abitano. Le esperienze individuali non rappresentano un modello unico, ma offrono uno sguardo utile sul contesto culturale locale.

Cosa succedeva a Terni negli anni '60? / RETRO! (Speciale "Storie Ternane") 📜Nel decennio che parte nel 1960 Terni cresc...
16/07/2026

Cosa succedeva a Terni negli anni '60? / RETRO! (Speciale "Storie Ternane") 📜

Nel decennio che parte nel 1960 Terni cresce, cambia e si riorganizza.

Le Acciaierie vengono indirizzate verso produzioni di alta qualità, la città supera i 95 mila abitanti, la Fontana di Piazza Tacito viene riconsegnata alla città dopo la ricostruzione, la nazionalizzazione dell’energia cambia il peso della Società Terni e la Polymer entra nello scenario della grande chimica nazionale.

Ma non è solo un decennio industriale.

Corso del Popolo diventa uno dei luoghi su cui immaginare la nuova città amministrativa e direzionale. Alla fine del decennio cambia anche il ruolo dell’Ospedale Santa Maria, dentro una sanità che prova a organizzarsi in modo più strutturato.

Gli anni ’60 sono fondamentali perché molte tracce sono ancora visibili: nelle aree industriali, nel rapporto con l’energia, nel centro urbano, nei servizi pubblici e nei luoghi simbolici come Piazza Tacito.

Raccontarli significa capire come Terni ha provato a diventare moderna, e quali domande si porta ancora dietro su lavoro, città, ambiente, welfare e futuro.

Hai foto, documenti o ricordi familiari della Terni degli anni ’60?

Aiutaci a ricostruire meglio questa storia.

Fonti: Archivio Storico AST; ISTAT; Comune di Terni / Portale Turistico; Fondo Ridolfi-Frankl-Malagricci; Treccani; SIUSA / Ministero della Cultura.

Nota editoriale OLTRE: questo contenuto si basa su fonti pubbliche disponibili al momento della pubblicazione. In alcuni casi i dati possono essere incompleti, provvisori o soggetti a revisioni. Se noti imprecisioni o puoi contribuire con informazioni documentate, il confronto è parte del progetto OLTRE.

15/07/2026

Terni, estate: modalità microonde attivata 🔥

Non sappiamo se sia caldo percepito, caldo reale o una simulazione avanzata di cottura lenta. Sappiamo solo che uscire alle 13:00 richiede: acqua, coraggio, ombra, e un piano di rientro.

Nel dubbio: idratarsi, cercare spazi freschi e non sottovalutare il caldo.

Perché la Conca è bella, ma d’estate sa essere anche molto calorosa.

Nota editoriale OLTRE: questo contenuto ha tono ironico e non sostituisce bollettini meteo, allerte o indicazioni sanitarie ufficiali.

Indirizzo

Terni

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando OLTRE pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi