Presbyteri

Presbyteri Rivista di spiritualità pastorale

🗞️ Papa Francesco aprì il tempo del Giubileo con quel la Bolla di indizione, Spes non confundit, dove veniva proposta un...
18/11/2025

🗞️ Papa Francesco aprì il tempo del Giubileo con quel la Bolla di indizione, Spes non confundit, dove veniva proposta un'intensa e significativa immagine: il parallelo tra vita cristiana e pellegrinaggio. La vita cristiana è «un cammino, che ha bisogno anche di momenti forti per nutrire e irrobustire la speranza, insostituibile compagna che fa intravedere la meta: l'incontro con il Signore Gesù... Non a caso il pellegrinaggio esprime un elemento fondamentale di ogni evento giubilare. Mettersi in cammino è tipico di chi va alla ricerca del senso della vita»
La prassi del pellegrinaggio giubilare ha rinnovato la riflessione attorno a questa pratica, ormai considerata non solo da un punto di vista esperienziale religioso, metafora e icona del camminare verso Dio, ma, in senso ampio, antropologico e culturale.
Si potrà constatare che le ricerche attorno a questo fenomeno non si sono esaurite e continuano a fiorire importanti studi pluridisciplinari per comprendere tale tenomeno, cos diversificato e complesso.
Oggetto di tali ricerche non riguarda semplicemente il classico pellegrinaggio religioso, ma anche le forme di turismo, religioso e no, di viaggi-avventura, di esperienze-limite, di movimenti diversificati. Cosa risulta, in sintesi, da queste ricerche?
Il centro dell'interesse è certamente il fenomeno in se stesso, ma l'oggetto primario del focus conoscitivo è l'homo viator e la sua domanda di identità. Il pellegrinaggio, come conviene la riflessione antropologica in generale, diventa una espressione orientata a rispondere alla domanda di senso relativa all'esistenza, alla sua origine, alla finalità del vivere. In sintesi, il pellegrino è l'uomo alla ricerca della conoscenza di se stesso. Per ritrovare la propria identità è portato a seguire la sua…Continua 👓la lettura 📖 su https://www.presbyteri.it/presbyteri-4-anno-2025

Di fra. Antonio Bertazzo ofm. Conv.
Facoltà Teologica del Triveneto - FTTR - pagina ufficiale

🗞️E adesso, che fare?" si chiedeva don Matteo mentre cercava la chiave della canonica. Rientrava sconsolato dopo l'ennes...
13/11/2025

🗞️E adesso, che fare?" si chiedeva don Matteo mentre cercava la chiave della canonica. Rientrava sconsolato dopo l'ennesima riunione del consiglio pastorale: tanta discussione, nessuna scelta. Il messaggio di Maria, rimasta silenziosa tutto il tempo, arrivò appena chiusa la porta. "Che serata... E pensare don che non abbiamo nem-meno letto l'ultimo documento del Papa, così bello".
"Che fare?": la domanda è tutt'altro che banale. La questione è di grande importanza e si potrebbe tradurre in questo modo: come agire bene perché la vita sia buona per tutti e ciascuno in quella comunità e in quel territorio?' Il contesto in cui la domanda è posta ne influenza radicalmente la risposta, un contesto che non può trovare spazio in un documento mgisteriale, per quanto completo e fondato. La domanda chie-de dunque una disponibilità al discernimento che non si può improvvisare nei modi, nei tempi, negli attori, pena il soffrire e far soffrire chi la pone.
Perché la domanda è seria? L'essere umano inizia per via pratica ad esprimersi, a vivere, a comprendere la realtà, a rap-portarsi con gli altri, con il mondo, con se stesso: le sue azioni sono all'origine della sua esperienza. La fede si inserisce in questo dinamismo: non si accede all'essere credenti per via gnostica (una tentazione mai del tutto abbandonata), ma per via pratica. L'azione precede il pensiero (come già accennato), lo eccede (perché in ogni gesto c'è un significato più grande dell'idea a cui si richiama) e lo "incide", nel senso che segna qualcosa di irreversibile. Ognuno vive di "atti di fede"…Continua 👓la lettura 📖 su https://www.presbyteri.it/presbyteri-4-anno-2025

Di Rolando Covi
Teologo Pastoralista
Facoltà Teologica del Triveneto - FTTR - pagina ufficiale

Si terrà domenica 9 novembre la 75ª Giornata Nazionale del Ringraziamento che quest’anno ha per tema “Giubileo, rigenera...
08/11/2025

Si terrà domenica 9 novembre la 75ª Giornata Nazionale del Ringraziamento che quest’anno ha per tema “Giubileo, rigenerazione della terra e speranza per l’umanità”. Le celebrazioni saranno ospitate dalla Diocesi di Acerra.

Si terrà domenica 9 novembre la 75ª Giornata Nazionale del Ringraziamento che quest’anno ha per tema “Giubileo, rigenerazione della terra e speranza per l’umanità”. Le celebrazioni saranno ospitate dalla Diocesi di Acerra. In occasione di questo tradizionale appuntamento, la Commissione E...

🗞️Due discepoli stanno andando da Gerusalemme verso un piccolo villaggio, discutendo degli eventi recenti riguardanti Ge...
06/11/2025

🗞️Due discepoli stanno andando da Gerusalemme verso un piccolo villaggio, discutendo degli eventi recenti riguardanti Gesù. Il Signore stesso si unisce a loro lungo la strada, ma loro non lo riconoscono. Durante il tragitto, egli spiega loro il significato delle Scritture riguardo al Messia. Arrivati a destinazione, i discepoli lo invitano a restare; a tavola, Gesù spezza il pane e in quel momento i loro occhi si aprono e lo riconoscono, ma lui scompare subito. Emozionati, i due corrono a Gerusalemme per raccontare agli altri discepoli ciò che è accaduto, confermando che Gesù è davvero risorto.

Se un giorno qualcuno si sognasse di mettere i dazi anche sui testi biblici, sono certo che il più penalizzato sarebbe Lc 24,13-35, il brano dei discepoli di Emmaus. È infatti uno di quei brani ever green che, come direbbe il mio amico gesuita, "funziona" sempre bene per ogni stagione e per ogni incontro pastorale sia che si tratti di una veglia di preghiera con i cresimandi o di un ritiro per i ministri straordinari della comunione o di un incontro con gli operatori della Caritas.
Questa pagina si presta a essere letta da angolature differenti e sono sicuro che molti di noi l'hanno usata più volte, in circostanze assai diverse, riuscendo sempre a ricavarne un pensiero bello, nuovo, originale. Proprio come quel «padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13,52).
Forte di questa mia convinzione ho pensato di provare a rileggere il racconto pasquale che chiude il terzo vangelo…Continua 👓la lettura 📖 su https://www.presbyteri.it/presbyteri-4-anno-2025

Di don Stefano Zeni
Redazione Presbyteri

🗞️Non ho la certezza che tutto sia al posto giusto, e forse mai l’avrò.Forse è proprio da qui che bisognerebbe partire: ...
04/11/2025

🗞️Non ho la certezza che tutto sia al posto giusto, e forse mai l’avrò.
Forse è proprio da qui che bisognerebbe partire: da questa scomoda verità che si annida nel cuore di ogni percorso, soprattutto di quelli che ci spingono a guardare in profondità. Non so esattamente da dove sia cominciato tutto. O forse, più onestamente, lo so, ma non voglio ammetterlo.Un tempo la mia fede occupava un posto centrale nella mia vita. Mi dava sicurezza e un forte senso di appartenenza.
Come moglie cercavo di costruire una famiglia stabile; come madre volevo trasmettere valori ai miei figli; e come scout credevo fermamente nel servizio e nell'aiuto reciproco. La parrocchia era il mio punto di riferimento, il luogo dove trovavo risposte e conforto. Almeno così credevo.
Poi, lentamente, quel vestito ha cominciato a starmi stret-to. Non c'è stato un crollo improvviso, ma una sensazione crescente di disagio, come se l'aria non circolasse più. Le prime crepe sono apparse quando la vita ha iniziato a colpire duro: quando ho visto persone buone soffrire ingiustamente, quando le mie preghiere per situazioni difficili sembravano cadere nel vuoto. Le risposte che ricevevo erano spesso complica-te, oppure troppo semplici, a volte persino banali. E poi, la sensazione che la Chiesa parlasse una lingua che non era più la mia: discorsi su regole, peccato, tradizioni, ma meno di vita concreta, di dubbi onesti, di mani che ti sollevano quando cadi, che si sporcano nel momento del bisogno. Ho visto piccole meschinità, pettegolezzi, mancanza di vera accoglienza. lo, che nello scoutismo avevo imparato il valore della lealtà e della fratellanza, mi sentivo a volte più sola dentro la comunità che fuori.
Un giorno, dopo l'ennesimo episodio di incomprensioni, bugie e delusioni con una persona che credevo amica, ho semplicemente smesso di andare. Non ci fu una decisione formale, solo un lento scivolare via. Per un po' ho sentito un…Continua 👓la lettura 📖 su
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Testimonianze

🗞️Sono un uomo di sessant'anni, cresciuto con la frequentazione della chiesa che c’era in quegli anni nei paesi piccoli,...
29/10/2025

🗞️Sono un uomo di sessant'anni, cresciuto con la frequentazione della chiesa che c’era in quegli anni nei paesi piccoli, dove non sapevi distinguere tra l'obbligo sociale, la consuetudine, il timor di Dio e la tede. Poi da ragazzo un prete di buona volontà ci ha allevato, con il senso della comunità e di fratellanza che puoi avere a quindici anni. Sono stato attivo in parrocchia finché le domande sono diventate più grandi, la curiosità verso la vita e le possibilità più lontane hanno preso il sopravvento. Il dissenso che fa crescere e plasma l'identità ha cercato risposte altrove, l'orizzonte culturale e sociale è diventato un altro. Non sono stato un universitario cattolico e non ho vissuto i vent'anni nella chiesa, che ho abbandonato con quel senso sufficienza che i vent'anni concedono e talvolta impongono, pur mantenendo contatti e amicizie. Tra le amicizie più importanti e tutt'ora coltivata con cura, c'è un amico divenuto frate.
Non mi sono mai pentito di aver preso altre strade ed esplorato altre inquietudini, coltivato interessi e vissuto esperienze lontane. Oggi però mi chiedo se poteva essere diverso, se mi fossi trovato in un contesto che le domande e qualche risposta le poteva contenere, valorizzare, stimolare. E credo che la Chiesa qualche riflessione sull'appartenenza e sul senso identitario debba farla.
Poi il mio primo figlio a 7 anni ha chiesto di partecipare alla catechesi con i suoi coetanei, e si trattava di catechesi familiare. Mia moglie ed io abbiamo ritenuto di assecondarlo, è stato difficile e faticoso all'inizio. Il gruppo però era guidato da una bella coppia, che poi è diventata amica, da una suora che era stata in missione e da un prete a cui questo piaceva, anche lui ora è un amico. E questo ha aiutato e i semi piantati in gioventù sono germogliati e le domande sono riaffiorate e con esse la volontà di riprenderle in mano… Continua 👓la lettura 📖 su
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Testimonianze

🗞️Anche se abbiamo oramai alle spalle la cristianità e si parla di esculturazione del cristianesimo nell'occidente, rima...
21/10/2025

🗞️Anche se abbiamo oramai alle spalle la cristianità e si parla di esculturazione del cristianesimo nell'occidente, rimane che il patrimonio simbolico della religione cristiana non e del tutto scomparso nelle persone. Per questo il fenomeno di coloro che approdano alla comunità cristiana e chiedono di intraprendere un cammino di fede viene definito con un termine entrato nel vocabolario pastorale: i ricomincianti. Si indica non una realtà che parte da zero, ma una ripresa di sentieri interrotti o appena appena iniziati, lasciando tracce labili. Si tratta peraltro di capire se questo ricominciamento riguardi unicamente loro o non sia un appello alla chiesa stessa, affinché attraverso questi ricomincianti ritrovi la grazia degli inizi. Non tuttavia con operazioni di recupero nostalgico, ma con un'azione che la riformi nell'oggi della storia e a contatto con le storie, di cui queste persone sono portatrici.
Ecco allora la sfida: possono essere profeti di un nuovo inizio?
Le provocazioni dei profeti.
Lo si sa, ma è bene ricordarlo: i profeti non predicono il fu-turo, ma fanno discernimento sulla realtà storica in cui sono immersi. Ciò non toglie che la Parola, di cui si fanno tramite, apra squarci che vanno oltre la situazione che loro e il popolo stanno sperimentando. Non si tratta di fughe, ma di orizzonti entro i quali guardare alla concretezza del momento, per non esserne bloccati. I profeti aiutano a stare nell'oggi con atteggiamento di fede, cogliendo e accogliendo gli appuntamenti che lo Spirito delinea per la comunità credente. Sarebbe quindi tuorviante interpretare il tenomeno dei ricomincianti come una provvidenziale possibile uscita dalla situazione di minoranza, per tornare finalmente a riempire le chiese. Lo snodo della storia attuale ci offre l'opportunità di vivere la minorità evangelica e anche questo è grazia
La Parola affidata permette inoltre ai profeti di avere una libertà tale, che li rende tutt'altro che conservatori di una tradizione intoccabile, anche se richiamano alla fedeltà al Signore e all'alleanza con Lui. Sono addirittura iconoclasti, quando non esitano…Continua 👓la lettura📖 su
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Di don Dario Vivian
Teologo Pastoralista, Diocesi di Vicenza

🗞️Pensando alla comunità cristiana come casa accogliente mi sono posto la domanda su come debba essere tatto questo edif...
16/10/2025

🗞️Pensando alla comunità cristiana come casa accogliente mi sono posto la domanda su come debba essere tatto questo edificio e quali caratteristiche siano necessarie a renderlo ospitale. Alla fine ritengo che il luogo più adeguato per trovare risposta possa essere solo la Scrittura che però non va mai utilizzata come un deposito a cui attingere, ma avvicinata con la consapevolezza di doverci fare insieme un lungo viaggio.
La prima cosa che ci insegna è che ogni evento va sempre letto nel suo contesto. Nella narrazione biblica non ci sono fotogrammi isolati ma avvenimenti distesi nel tempo, connessi con il prima e il dopo di un disegno che prende la forma di una storia di salvezza. Così il tema della casa come luogo in cui si identifica una comunità, richiede una mappatura dei territori nei quali è biblicamente collocato.
Secondo la tradizione rabbinica l'intera Scrittura si apre con il richiamo al fondamento. Sta scritto che «in principio Dio creò il cielo e la terra (Gen 1). Infatti in principio, esa (beresh*t), indica sì l'inizio nel tempo ma soprattutto il fondamento, il punto d'appoggio dell'intera creazione.
Ebbene, nell'architettura della prima parola della Bibbia, la prima lettera, la bet di beresh*t, richiama la sagoma di una casa aperta, di cui un lato intero si affaccia verso l'esterno.
Ecco l'immagine di una dimora che non potrà mai diventare un fortino nel quale rifugiarsi con un dentro e un fuori, un noi e gli altri.
L'essere accogliente di questa casa sta proprio nell'essere pensata come una postazione da cui partono e a cui approdano le relazioni umane.
L'essere accogliente di questa casa sta proprio nel suo disegno aperto, nell'essere pensata come una postazione da cui partono e a cui approdano le relazioni umane: «La Bet ci ricorda fin dall'inizio che la creazione, la vita stessa di ogni essere umano, non può prescindere dal rapporto con il prossimo, il fondamento dell'identità umana è nella disponibilità a stabilire un rapporto di khesed, di generosità con altri, simili o diversi da noi che siano» (Giuseppe Momigliano, rabbino capo di Genova).
Nella simbolica biblica la casa è comunque una metafora complessa. La matrice nomadica del popolo di Israele… Continua 👓la lettura 📖 su
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Di don Ivan Bettuzzi
Delegato Rpiscopale per la Pastorale dell’Arcidiocesi di Udine

🗞️La notizia che in Francia, nella settimana santa del 2025, sarebbero stati battezzati circa 20.000 catecumeni, è rimba...
09/10/2025

🗞️La notizia che in Francia, nella settimana santa del 2025, sarebbero stati battezzati circa 20.000 catecumeni, è rimbalzata su tutti i mezzi di comunicazione generando, anche in contesti laicali, stupore, sorpresa e non poca curiosità. Duplice l'effetto. Da una parte, si è messa in discussione la valutazione depressiva e talvolta catastrofica che attanaglia il contesto pastorale europeo. Dall'altra, la sorpresa di come ancora gli uomini e le donne si lasciano interpellare dalla buona notizia della proposta cristiana.
Anche se con numeri decisamente inferiori rispetto alla Francia, anche in Italia si assiste ad un aumento progressivo di adulti che chiedono di entrare nella comunità cristiana. La presenza del catecumenato sta divenendo ormai una componente abituale delle chiese locali in Italia. Dai dati che si dispongono, risulta che circa
110 diocesi vedono domande di battesimo di adulti ogni anno, tra le quali alcune che attestano un centinaio di persone (vedi le grandi città, come Roma, Milano, Torino) o svariate decine (vedi nelle città come Bologna, Firenze, Caserta, Aversa, Brescia, Mantova, Bergamo, Acireale, Arezzo, Padova, Perugia, ecc). Anche in Italia si assiste ad un aumento progressivo di adulti che chiedono di entrare nella
comunità cristiana. Molte diocesi si sono dotate di un apposito Servizio diocesano per il catecumenato secondo le indicazioni della Nota del 19971. Da rilevare che in non pochi casi sono diversi ambiti pastorali che collaborano insieme per accogliere la domanda: cate-chesi, liturgia, carita, migranti, universita! Mentre la teoria dispone in termini di pastorale integrata, senza grandi risultati, la realtà costringe a praticare quanto "faticosamente" si teorizza.
Inoltre, con l'aiuto del Servizio Nazionale per… Continua 📖la lettura👓 su
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Di Mons. Valentino Bulgarelli
Direttore dell’ufficio Catechistico Nazionale

🗞️I ricomincianti... chi sono?Possono essere persone battezzate che, a un certo punto del loro cammino di vita, si sono ...
06/10/2025

🗞️I ricomincianti... chi sono?
Possono essere persone battezzate che, a un certo punto del loro cammino di vita, si sono allontanate dalla Chiesa. Mediamente la loro età è compresa tra i 35 e i 50 anni e chiedono alla comunità cristiana di essere accompagnati in un percorso di riscoperta della fede. Ad essi si aggiungono poi dei neofiti che per la prima volta desiderano scoprire la fede e fanno richiesta del Battesimo. Il punto in comune tra coloro che desiderano ricominciare è l'avere alle spalle un "sentiero interrotto", con un progressivo distacco dalla comunità cristiana di appartenenza. Si mettono insieme perché, dopo tanto tempo, è ricomparsa in loro una domanda: «Cosa c'entra il Signore con la mia vita?». Questi percorsi si basano su esperienze già consolidate in Francia e in Belgio; tra tutte quella elaborata dalla diocesi di Annecy e guidata dal teologo p. Roland Lacroix?.
Il numero sempre crescente di adulti che bussano oggi alle porte della Chiesa per chiedere il battesimo o per riprendere il proprio cammino di fede, testimonia la forza e l'auda-cia dello Spirito che continua ad agire con la sua capacità di rinnovare la Chiesa nel profondo. Come non ricordare l'espressione che torna come un refrain nei capitoli 2 e 3 del libro della Apocalisse: «Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese»? L'esperienza dei ricomincianti, là dove è presente, rappresenta una sfida pastorale che rimette in discussione prassi ripetitive, forse inaridite, di catechesi e di annuncio del Vangelo: come accompagnare concretamente i catecumeni adulti? Quali piste aprire per un autentico percorso catechistico e liturgico? Una serie di suggestioni teologiche e pastorali le offe proprio p. Roland Lacroix in un recente testo sull'accompagnamento dei catecumeni adulti.
Lo stupore del mistero
I racconti di catecumeni o neofiti che rileggono la proposta… 👓Continua la lettura 📖
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Di don Nico dal Molin
Redazione Presbyteri

📣Carissimi lettori,🗣️📖questa monografia nasce dalla constatazione che sono ormai in molti coloro che, dopo un periodo pi...
03/10/2025

📣Carissimi lettori,

🗣️📖questa monografia nasce dalla constatazione che sono ormai in molti coloro che, dopo un periodo più o meno lungo di allontanamento dalla Chiesa, per motivi diversi, vogliono ricominciare un cammino di fede. Che cosa chiedono, e che cosa trovano? Vogliamo leggere questo fenomeno come una chiamata rivolta alla comunità cristiana intera ad assumere un volto accogliente e a rivedere la propria organizzazione, promuovendo le ministerialità e rivedendo la pastorale degli adulti, nella consapevolezza che quella dei ricomincianti è una vera e propria profezia, un appello alla Chiesa di oggi che non può cadere nel vuoto.

🗞️Dopo l’Editoriale di don Nico Dal Molin, mons. Valentino Bulgarelli ci introduce al tema richiamando la necessità che la comunità cristiana si faccia “luogo” dove le molte domande di chi cerca possano trovare “casa” e siano un punto di partenza per recuperare la capacità di dire la fede. Don Ivan Bettuzzi fa emergere proprio da questo concetto di “casa” preziose suggestioni utili a recuperare un atteggiamento di accoglienza essenziale, che esprimano l’identità profonda della comunità cristiana e non siano solo funzionali alla risposta di chi bussa alle nostre realtà. Don Dario Vivian ci conduce in prospettiva spirituale a vedere i “ricomincianti” quali portatori di istanze profetiche, preziose per rivedere la forma di chiesa, accettando il rischio e la bellezza del cambiamento.
Il tema è completato da due testimonianze di chi ha intrapreso un cammino di riavvicinamento alla comunità cristiana e dagli Spunti di meditazione di don Stefano Zeni, nostro Redattore.

📰Nella rubrica dedicata al rapporto del prete con la teologia don Rolando Covi ci parla dell’utilità della Teologia pastorale, mettendoci in ascolto di una possibile esperienza di discernimento comunitario. Per le “parole del Giubileo” padre Antonio Bertazzo riflette sulle motivazioni e il senso del pellegrinaggio, esperienza privilegiata dove si intrecciano desideri e domande anche molto diverse.
Concludono la monografia le pagine dell’UAC dedicate ancora al tema della gioia nella vita del presbitero, a cura di don Emilio Salvatore.

📚Con questo fascicolo vengono inviati anche gli Atti del nostro Convegno sul tema: Strada facendo. Preti oggi in un contesto missionario. Il video del Convegno rimane disponibile sul nostro Canale youtube e gli atti sono acquistabili dai non abbonati in pdf attraverso il sito.

Ringraziando per i riscontri e i suggerimenti che giungono al nostro lavoro ([email protected]), auguriamo a tutti un buon inizio del nuovo anno pastorale.

Buona lettura!✨👓

Don Nico Dal Molin, editorialista, presenta il quarto numero dell’annata 2025 della rivista Presbyteri

Auguri Santo Padre!
14/09/2025

Auguri Santo Padre!

Indirizzo

Via Dei Giardini, 36/A
Trento
38122

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