23/04/2026
Buongiorno a tutti! Questa mattina ci troviamo davanti ad una lettera molto fredda scritta da Franz alla moglie Sisi. Come viene riportato in tutte le biografie dedicate all'imperatrice Elisabetta, è questo uno dei periodi di maggior crisi della coppia imperiale austriaca. Questo perché la sovrana, che in quei giorni si trovava a Budapest, spingeva il marito ad assecondare a tutti i costi le richieste indipendentiste degli ungheresi. Francesco Giuseppe, giustamente, aveva in quei giorni ben altri pensieri e non poteva occuparsi delle questioni del popolo magiaro. Così, le lettere di questo periodo tra l'imperatore e la moglie risultano molto fredde e distaccate poiché, se da un lato Elisabetta pretendeva una maggiore attenzione alle richieste degli ungheresi, dall'altro Francesco Giuseppe era troppo assorbito dalle questioni politiche della Terza guerra d'indipendenza italiana. Seguirono allora settimane di gelo tra moglie e marito che si risolsero solamente quando Franz assecondò la capricciosa Sisi.
Schönbrunn, 7 agosto 1866. Ore 5:30 del mattino.
Mia cara Sisi,
i miei più sentiti ringraziamenti per la tua lettera del 5, che ho ricevuto ieri in città e il cui intero contenuto ha l'unico scopo di dimostrarmi, con una serie di ragioni, che vuoi e intendi restare a Buda con i bambini. Poiché devi comprendere che io, in questo momento di ripresa della guerra in Italia e di trattative di pace con la Prussia, non posso muovermi di qui - e che sarebbe contrario al mio dovere adottare esclusivamente il tuo punto di vista ungherese, trascurando quei territori che hanno sopportato sofferenze indicibili con salda fedeltà e che proprio ora necessitano di particolare considerazione e cura - capirai bene che non posso ve**re a farvi visita.
Se trovi che l'aria di qui sia malsana, così sia; a Ischl non potrei comunque farti visita più di quanto possa farlo a Buda, e quindi devo rassegnarmi e sopportare di nuovo con pazienza la mia solitudine a cui sono ormai abituato. In questo senso ho già imparato a sopportare molto e alla fine ci si abitua. Non perderò una parola di più su questo punto, altrimenti la nostra corrispondenza diventerebbe troppo noiosa, come giustamente osservi, e aspetterò con calma ciò che deciderai in seguito.
Ieri l'altro, le trattative per l'armistizio in Italia non hanno ancora portato ad alcun risultato. Il generale italiano, giunto come diplomatico, non ha potuto accettare le nostre richieste e la risposta alle stesse arriverà domani sera. Lì si vedrà se sarà guerra o pace. Nel frattempo, il trasporto delle truppe per ferrovia procede molto rapidamente e regolarmente. È la più grande prestazione che le nostre ferrovie abbiano mai realizzato.
Nel Südtirol si registra uno spirito particolarmente buono. La popolazione rurale non vuole diventare italiana a nessun costo e la popolazione di lingua italiana accorre alle compagnie di bersaglieri e alla milizia territoriale. Ieri, in Moravia, la legione ungherese era quasi completamente circondata dalle nostre truppe e difficilmente riuscirà a tornare dietro la linea di demarcazione prussiana. Continuano a presentarsi disertori della stessa presso le nostre truppe; un certo conte Scherr-Thoss, un noto rivoluzionario, è stato catturato con documenti importanti e portato a Cracovia, dove non sfuggirà al suo meritato destino. Si dice che Klapka, il noto conte Bethlem e un conte Károlyi siano con la legione. Quale Károlyi possa essere non riesco a immaginarlo, a meno che non sia uno dei promettenti figli di Georg Károlyi.
Ieri sono stato in città dalle 8 alle 14, ho avuto udienze, ho pranzato da solo alle 16 e alle 18 sono andato a passeggiare in giardino.
Adieu, mia cara Sisi. Bacia i bambini da parte mia e vuoi un po' di bene al tuo
Franz"