06/09/2026
N. 152
Nel V–IV secolo a.C., lungo il ramo meridionale del delta del Po, sorgeva Spina, una delle più importanti città etrusche dell’Adriatico, crocevia di commerci tra il Mediterraneo e il Nord Europa. La sua necropoli, fondata già nel VI secolo a.C., ha restituito migliaia di sepolture, molte delle quali appartenenti a donne di alto rango, oggi conservate al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.
I corredi funerari come quello ritratto in copertina testimoniano un livello di raffinatezza sorprendente. In questa immagine, un calco del volto femminile è impreziosito da un diadema in lamina d’oro, una collana a grani sbalzati e una coppia di orecchini a disco con pendente, lavorati con la tecnica della granulazione.
L’oro, cesellato con maestria orafa, e l’ambra proveniente dal lontano Baltico, raccontano una f***a rete di scambi internazionali. Non semplici ornamenti, ma segni di appartenenza e status: le donne sepolte con questi gioielli occupavano un ruolo che andava oltre la sfera domestica, toccando la dimensione politica e sacrale della città. Un frammento di eternità che continua a raccontare il potere femminile nell’antica Spina.
Illustrazione di Alice Manara
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Sono nata a Mantova, dove vivo. Fin da piccola mi è sempre piaciuto disegnare e creare oggettini di carta, ispirandomi ai cartoni animati. Dopo il Liceo Artistico ho frequentato la facoltà di Design del prodotto industriale a Ferrara e come pendolare per colmare il tempo ho iniziato a disegnare tutto ciò che mi circonda. Mi piace sperimentare nel design e nel disegno pittorico, anche se molti vedono questi due ambiti come due cose strettamente separate. Cerco sempre di esaltare ogni piccolo dettaglio, perché sono quelli che fanno la differenza.