05/06/2026
"Lo chiamavano il Joker. Frank Rosolino, il pagliaccio del jazz. Il più dotato trombonista in circolazione che intratteneva i colleghi con le sue scenette comiche - e quei musicisti si chiamavano Chet Baker, Howard Rumsey, Benny Carter, Buddy Collette, Bob Cooper, Stan Kenton, Dizzy Gilespie, Shelly Manne, Gerry Mulligan, Shorty Rogers: il suo strabiliante trombone e i suoi scatti di buon umore insostituibili per i grandi del jazz. Un vero spasso quel virtuoso dalle origini italiane coi folti baffi e lo sguardo vispo. Tutti ridevano.
[...]
disse.
Non scherzava quando sparò ai suoi figli, nel sonno. Dalla pi***la non uscì la bandierina con scritto BANG!
Anche quel giorno di febbraio del 1972 Jason dormiva. Aveva un anno. Suo fratello Justin, tre. C'era anche una terza bimba, Parris, nove anni, avuta da un precedente matrimonio della donna che ora si stava lasciando morire nel garage di casa.
Non c'era più bisogno di un giudice né di periti del tribunale e assistenti sociali per l'affido dei bambini. Ultimo respiro e la sentenza."
da Rockriminal e altre storie
di Sergio Gilles Lacavalla
Tempesta editore