CLASSIX METAL & CLASSIX! Magazines

CLASSIX METAL & CLASSIX! Magazines LE MIGLIORI RIVISTE ROCK ITALIANE DI OLD & NEW CLASSIC ROCK E HEAVY METAL & HARD ROCK OLD SCHOOL
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CLASSIX: il vecchio e il nuovo classic rock. Le grandi rock band del passato e quelle che saranno grandi domani. Interviste, retrospettive, discografie.. il rock come non ve lo hanno mai raccontato! CLASSIX METAL: heavy metal & hard rock old school! Thrash, Glam, Aor, Power, Death, Street, Nwobhm, Epic, True, Speed... in una parole: METAL! Oggi ci trovi anche su www.sayyespublishing.com

STRYPER: L'ApocalissePrecisi, taglienti e affilati, forgiati nel fuoco come una spada giapponese del XIII secolo del leg...
03/05/2026

STRYPER: L'Apocalisse

Precisi, taglienti e affilati, forgiati nel fuoco come una spada giapponese del XIII secolo del leggendario Goro Nyudo Masamune. Le aspettative, già altissime, non sono state tradite: chi li aveva visti, sempre al FRF, nel lontano maggio 2014, sapeva bene cosa aspettarsi da una band capace di mantenere intatta la propria identità scenica e musicale. È innegabile che la voce di Michael Sweet abbia risentito delle sue recenti vicissitudini fisiche, ma si tratta di dettagli che non hanno compromesso la sostanza della loro performance. Una gran bella coppia di chitarristi old school come Juda comanda (vedi la stessa cover dei Priest, un classico dei loro live set) e un batterista sopra le righe hanno dato vita ad un’esibizione compatta e viscerale, che non ha trascurato i loro brani più celebri, da ‘Soldier Under Command’ a ‘To Hell with the Devil’. Probabilmente l’unico vero gruppo metal di una rassegna incentrata più che altro sull’AOR, ma, sicuramente, una degna chiusura per questa edizione 2026 del FRF. (Tony Arcuri)

NELSON: Attesa ripagata!È difficile recensire il concerto dei Nelson, perché qui si va sul personale, su quanto certe so...
03/05/2026

NELSON: Attesa ripagata!

È difficile recensire il concerto dei Nelson, perché qui si va sul personale, su quanto certe sonorità facciano parte del DNA dei fan che hanno finalmente potuto assistere a una performance in Italia dopo 36 anni di attesa dal debutto. È stato un manifesto di nostalgia, sì, ma carica di energia, professionalità e autentica riconoscenza, con cori appassionati che all'unisono hanno accompagnato ogni singola traccia contenuta nell'album 'After The Rain'. I gemelli Nelson, Matthew e Gunnar, hanno riscaldato l'atmosfera con 'Fill You Up', '(It's Just) Desire' e 'More Than Ever', per poi cimentarsi con l'allegra 'Two Heads are Better than One', scritta insieme a Dweezil Zappa a fine anni '80 per la commedia "Bill & Ted's Excellent Adventure" con i giovanissimi Alex Winter e Keanu Reeves protagonisti. Gli aneddoti continuano e questa volta riguardano la ballad 'To Get Back From You' intorno alla quale, James Gunn (co-presidente e direttore creativo dei DC Studios), fan dei biondissimi, realizza il finale della seconda stagione della Serie TV "Peacemaker" ispirandosi alla canzone, addirittura intitolando l'episodio "Full Nelson" e reclutando gli stessi per esibirsi sullo schermo durante il momento culminante dell'episodio (domani tutti a cercarlo). Lo show non poteva non concludersi senza l'iconica '(Can't Live Without Your) Love and Affection', con le sue armonie e l'intro intramontabile. Piacevolissima è stata l'esibizione in anteprima di 'Steamroller', contenuto nel nuovo lavoro che uscirà ad inizio 2027: canzone energica, priva dei "fronzoli" che caratterizzavano gli anni '80 e i primi '90, capace di mostrare una maturità artistica che oggi sembra calzare loro alla perfezione. (Mary Guarisco)

JOHN CORABI & FRIENDS!Sicuramente, Night Ranger esclusi, la cosa più bella e coinvolgente di questi tre giorni, almeno f...
03/05/2026

JOHN CORABI & FRIENDS!

Sicuramente, Night Ranger esclusi, la cosa più bella e coinvolgente di questi tre giorni, almeno fino ad ora. Atmosfere 70s, alla James Gang, per intenderci, con le quali Corabi e i suoi “amici” ci hanno accompagnato per quasi un’ora. Brani tratti dal suo passato con The Scream, Mötley Crüe, Union e The Dead Daises. Pezzo dopo pezzo, a partire dall’opener ‘New Day’ (tratto dall’omonimo album appena uscito) passando per ‘I’m gonna ride’ (TDD), ‘1969’ (sempre da New Day) ed una travolgente versione di 'Midnight Moses' della Sensational Harvey Band, che il nostro era solito proporre con i TDD, la band ha conquistato letteralmente il pubblico, che si è scatenato in balli e cori.
Formazione di altissimo profilo: al fianco di Corabi, troviamo Troy Lucchetta (Tesla) alla batteria, Michael Devin (Whitesnake) al basso, Paul Taylor (da Aldo Nova ai Winger) alle tastiere e il talentuoso Jeremy Asbrock alla chitarra. Un vero supergruppo di "amici". (Mary Guarisco / Tony Arcuri)

03/05/2026

🌡️𝐅𝐑𝐎𝐍𝐓𝐈𝐄𝐑𝐒 𝐑𝐎𝐂𝐊 𝐅𝐄𝐒𝐓𝐈𝐕𝐀𝐋 – 𝐃𝐀𝐘 𝟑 🌡️
La lunga cavalcata volge al termine ed oggi, terzo ed ultimo capitolo del festival, incontreremo nuove promesse e protagonisti che hanno contribuito a definire quel linguaggio che tanto bene si parla da queste parti. Un viaggio che mescola blues, chitarre dirette, melodie AOR e momenti più ruvidi e che accompagna il pubblico dal pomeriggio alla chiusura di giornata.
Per citare i Nelson che si esibiranno questa sera, 'I Can Hardly Wait'!

𝟏𝟒:𝟏𝟓 – 𝐈𝐓’𝐬𝐀𝐋𝐈𝐄
Ad aprire la giornata sono gli italiani IT’sALIE, guidati dalla carismatica Giorgia Colleluori, vocalist dal timbro potente e dalla forte identità espressiva, la band propone un sound che parte dal blues ma attraversa anche l’hard rock classico e quello più heavy. Il recente album ‘Wild Games’ (2026), mette in luce una scrittura matura e una produzione di livello, curata da Mat Sinner (Primal Fear, Sinner). Sebbene i riferimenti dichiarati siano i Black Sabbath era Dio/Martin, Lynch Mob, southern rock e le grandi donne del rock classico degli anni ‘70, in alcune tracce emerge anche una sensibilità più profonda, a volte melodica a volte più dura.

𝟏𝟓:𝟎𝟓 – 𝐓𝐑𝐀𝐍𝐒𝐀𝐓𝐋𝐀𝐍𝐓𝐈𝐂 𝐑𝐀𝐃𝐈𝐎
Con i Transatlantic Radio, band svedese/americana, si entra nel territorio dell’AOR internazionale di alto profilo. Il progetto, fondato dal produttore e bassista Victor Brodén, riunisce musicisti di primissimo piano in una vera e propria superband transcontinentale. L’album di debutto ‘Midnight Transmission’ (2026) è una lettera d’amore al melodic rock classico, con evidenti richiami a Toto, Journey e aggiungo anche Danger Danger, ma filtrati attraverso una produzione moderna e professionale, considerando la caratura della formazione in cui troviamo il cantante Mattias Osbäck, il chitarrista R.J. Ronquillo (Stevie Wonder, Santana), il tastierista Fred Kron (Jimmy Kimmel Live!) e il batterista Chris Reeve (Avril Lavigne).

𝟏𝟔:𝟎𝟎 – 𝐒𝐌𝐎𝐊𝐈𝐍𝐆 𝐒𝐍𝐀𝐊𝐄𝐒
Il cambio di marcia è netto con gli svedesi Smoking Snakes, anch’essi new entry del bill, portabandiera di una nuova generazione che guarda allo sleaze metal e all’hard rock più viscerale. Il debutto “Danger Zone” (2024) colpisce per riff diretti ma al tempo stesso sorretti da una sensibilità melodica, capace di richiamare lo spirito più tagliente dei W.A.S.P.

𝟏𝟕:𝟎𝟎 – 𝐂𝐎𝐍𝐅𝐄𝐒𝐒
Con i Confess (da non confondere con l’omonimo gruppo nu metal iraniano/norvegese!) si resta in Svezia e in tema sleaze metal ma le sonorità della band e il cantato del frontman John Elliot, risultano sicuramente più melodiche e liriche. L’ultimo album ‘Metalmorphosis’ (2026), in uscita a maggio, si avvale della collaborazione di Erik Mårtensson degli Eclipse al missaggio e alla masterizzazione.

𝟏𝟖:𝟏𝟎 – 𝐉𝐎𝐇𝐍 𝐂𝐎𝐑𝐀𝐁𝐈
Pochi nomi incarnano il concetto di “rock survivor” come John Corabi. Voce storica di The Scream, ex frontman dei Mötley Crüe negli anni ’90, collaboratore instancabile, oggi nei The Dead Daisies ma anche artista solista. Il recente ‘New Day’ (2026) è un album profondamente radicato nel classic rock anni ’70, tra soul, blues e riff dal sapore vintage, prodotto da Marti Frederiksen (Aerosmith, Foreigner, Scorpions, ecc.) e arricchito da collaborazioni con Richard Fortus (Guns N’ Roses) e Charlie Starr (Blackberry Smoke) alla chitarra e Paul Taylor (Winger, Steve Perry) al piano. Corabi resta una garanzia assoluta di carisma, voce e sincerità, che sono convinta non ci deluderà.

𝟏𝟗:𝟒𝟎 – 𝐍𝐄𝐋𝐒𝐎𝐍
I Nelson occupano un posto significativo nella storia dell’hard rock melodico nordamericano tra la fine degli anni ‘80 e i primi ‘90. Matthew e Gunnar Nelson, cresciuti all’interno di una delle famiglie più iconiche dello spettacolo statunitense, hanno saputo costruire una carriera autonoma e riconoscibile, fondata su solide doti compositive e su un uso raffinato delle armonie vocali. I dati parlano chiaro: un singolo al numero uno, cinque Top 10, quattro video al vertice della classifica MTV e oltre cinque milioni di dischi venduti nel mondo. Figli di Ricky Nelson, figura centrale del rock’n’roll anni ’50 e ’60 e membro della Rock and Roll Hall of Fame, Matthew e Gunnar iniziano a scrivere e suonare in tenera età, ma la svolta arriva con la storica apparizione al Saturday Night Live come band non ancora sotto contratto, evento che segna l’inizio di una carriera di respiro internazionale. Il suono dei Nelson si definisce compiutamente con il debutto (che ho personalmente consumato) ‘After the Rain’ (1990) e con ‘Because They Can’ (1992), grazie a una formula che unisce rock, melodie di matrice pop, liriche influenzate dal country rock californiano e armonizzazioni fraterne, elementi che restano centrali anche nelle produzioni successive. Brani come ‘(Can’t Live Without Your) Love and Affection’ o ‘After The Rain’ sono ormai classici senza tempo, e dal vivo mantengono un’eleganza rara, richiamando l’eredità di Journey, Bad English e dell’AOR più radiofonico. Sicuramente la loro sarà una delle esibizioni più attese.

𝟐𝟏:𝟐𝟎 – 𝐒𝐓𝐑𝐘𝐏𝐄𝐑
Gran finale affidato agli Stryper, vere leggende dell’hard rock mondiale. Attivi dal 1983, sono stati i primi a portare l’heavy metal cristiano nel mainstream, senza mai rinunciare a potenza, tecnica e grandi melodie. Album come ‘To Hell With The Devil’ e ‘Soldiers Under Command’ hanno definito un’epoca, mentre la produzione più recente – culminata con ‘When We Were Kings’ (2024) – dimostra che la band guidata da Michael Sweet è ancora assolutamente rilevante. Oltre quarant’anni dopo gli esordi nella scena dei club della California meridionale, gli Stryper continuano a incidere dischi, andare in tour e suonare davanti a un pubblico fedele in tutto il mondo. La band può ancora contare su tre membri storici, a partire dai fratelli Michael Sweet (voce solista e chitarra) e Robert Sweet (batteria), affiancati dal chitarrista Oz Fox e dal più recente ingresso in formazione, il bassista Perry Richardson, veterano già noto per il suo lavoro con i FireHouse. Uno show che promette talento, professionalità e una scaletta capace di attraversare quarant’anni di carriera, chiudendo la giornata nel modo più “solenne” possibile.
(Mary Guarisco)

NIGHT RANGER: ovvero, l’arte di non infierireEsiste un limite sottile tra il resoconto giornalistico e la crudeltà gratu...
02/05/2026

NIGHT RANGER: ovvero, l’arte di non infierire

Esiste un limite sottile tra il resoconto giornalistico e la crudeltà gratuita verso chi non c’era. Per questo motivo, abbiamo deciso di adottare un approccio di estrema clemenza. Non infieriremo.
Dovremmo forse ricordarvi quanto brilli ancora, accecante, la stella dei Night Ranger nel firmamento dell’AOR? Non lo faremo. Sarebbe come spiegare il concetto di luce al sole.
Dovremmo parlarvi dell'entusiasmo quasi fanciullesco di questi “ragazzi”? Del modo in cui dominano il palco con una gioia che farebbe sembrare un ventenne un pensionato alle poste? No, passeremo oltre.
Sentite il bisogno di un paragrafo sul leggendario "one band drum solo" o di una disamina tecnica su come Brad “Mr. Vibrato” Gillis continui a sottoporre la sua super strat Fernandes a torture e sevizie elettro-meccaniche vietate dalla Convenzione di Ginevra? Non verseremo una goccia d’inchiostro a tale riguardo.
Volete che tessiamo le lodi della perizia chirurgica e della musicalità di Keri Kelli? O che facciamo notare come, in un'epoca di penuria vocale, questa band possa permettersi il lusso sfacciato di schierare ben due voci soliste di caratura? Non siamo così cinici.
E che dire dei momenti dedicati ai Damn Yankees in scaletta? Nulla. Il silenzio è d'oro.
In sostanza, abbiamo deciso di non scendere nei dettagli di questa serata memorabile. Non lo faremo per un solo, nobile motivo: evitare che gli assenti debbano trascorrere il resto dei loro giorni nel logorante pentimento di non aver varcato quella soglia.
Voto: Non pervenuto (per eccesso di stile).
(Tony Arcuri)

H.E.A.T: The Heat Is On!Gli H.E.A.T riscaldano immediatamente il Live con un’apertura esplosiva affidata a 'Disaster' e ...
02/05/2026

H.E.A.T: The Heat Is On!

Gli H.E.A.T riscaldano immediatamente il Live con un’apertura esplosiva affidata a 'Disaster' e 'Rock Your Body', conquistando il pubblico fin dai primi minuti. A guidare lo show è Kenny Leckremo, carismatico e potente, che in 'Rise' lancia il motto “No one can make us hide away”, perfetta sintesi dell’attitudine della band. Il paragone di qualcuno con un giovane Bruce Dickinson ai tempi del "World Piece Tour" non appare affatto esagerato. La scaletta, composta da quindici brani, scorre tra hard rock, epic e melodic anni ’80, alternando mid-tempo di 'Take Cover' dei Mr. Big (con i giusti distinguo) e atmosfere eroiche più in stile Helloween, senza perdere coerenza. Non manca il momento più giocoso e nostalgico, con un medley che unisce 'Bag Bag Bag' a 'War Pigs' dei Black Sabbath, accolto con entusiasmo dal pubblico. Il risultato è una performance impeccabile, intensa e coinvolgente, capace di soddisfare tanto i rocker quanto i metallari. Alla fine, una cosa è certa: l’asticella — e la temperatura — si sono alzate decisamente. (Mary Guarisco)

Direttamente da Philadelphia, gli Heavens Edge approdano sul palco portando con sé quell'attitudine "stradaiola" e genui...
02/05/2026

Direttamente da Philadelphia, gli Heavens Edge approdano sul palco portando con sé quell'attitudine "stradaiola" e genuina che è il marchio di fabbrica di un certo hard rock statunitense. La band ha dimostrato, fin dalle prime battute, di avere le canzoni giuste e il carisma necessario per reclamare un posto di rilievo nel cartellone di questo festival. Sotto i riflettori, il frontman, Mark Evans, ha offerto una performance di buon impatto visivo. Sebbene la tenuta vocale non sia apparsa sempre al top delle sue potenzialità, ha saputo compensare con una presenza scenica magnetica: in certi frangenti, osservando le sue movenze da lontano, si è avuta la sensazione (o forse solo la suggestione) di rivedere le movenze e l'estetica del David Lee Roth degli anni passati. Nel complesso, quella degli Heavens Edge è stata una prova solida e genuina. (Tony Arcuri)

ATLANTIC: One more!Le premesse c’erano tutte e gli Atlantic non le hanno disattese, regalando al pubblico uno spettacolo...
02/05/2026

ATLANTIC: One more!
Le premesse c’erano tutte e gli Atlantic non le hanno disattese, regalando al pubblico uno spettacolo intenso e curato sotto ogni aspetto—con un’unica, significativa pecca: una scaletta decisamente troppo breve. Nonostante i soli due album all’attivo, la band dimostra una scrittura solida che dal vivo acquista ancora più forza: esecuzioni precise, grande trasporto e un coinvolgimento palpabile, condiviso con il pubblico e con il fondatore Simon Harrison, visibilmente emozionato. Brillano i brani di 'Another World', come 'Without Love' e 'Missing You', in linea con il debutto da cui spicca 'Nothing To Lose'. Resta però il rammarico per il poco tempo a disposizione, che ha escluso altri pezzi attesi. Alla luce della qualità della performance e dell’elevato livello compositivo dei brani, gli Atlantic avrebbero meritato uno spazio più ampio all’interno del bill. Un sentimento condiviso dai presenti, che a gran voce hanno invocato un “one more” finale, segno inequivocabile di un’esibizione capace di lasciare il segno—ma anche la voglia di qualcosa in più. (Mary Guarisco)

02/05/2026

💣𝐅𝐑𝐎𝐍𝐓𝐈𝐄𝐑𝐒 𝐑𝐎𝐂𝐊 𝐅𝐄𝐒𝐓𝐈𝐕𝐀𝐋 – 𝐃𝐀𝐘 𝟐 💣
Dopo una prima giornata che ha già messo l’asticella molto in alto, il Frontiers Rock Festival entra oggi nel vivo con una seconda serata che è tutto tranne che un semplice “bis”.
Sul palco del Live Music Club di Trezzo sull’Adda si alterneranno band più giovani e ritorni attesissimi, una giornata in cui sicuramente dimostreremo che “possiamo ancora rockeggiare” non solo in America, per citare gli illustri Night Ranger closing act di questa seconda giornata di Festival.
E allora facciamo ordine, e prepariamoci a vivere tutto quello che ci aspetta oggi, dal primo attacco di chitarra all’ultimo applauso.

𝟏𝟒:𝟒𝟓 – 𝐅𝐈𝐆𝐇𝐓𝐄𝐑 𝐕
Ad aprire le danze sono i Fighter V, portabandiera del nuovo hair/melodic rock europeo con base in Svizzera. Il loro è un suono che pesca a piene mani dall’hard rock più solare e melodico degli anni ’80, quello fatto di riff puliti, tastiere e ritornelli orecchiabili da cantare insieme, una versione più moderna e leggera di band quali Whitesnake, Survivor e Bon Jovi.
Dal debutto “Fighter” (2019) al più recente “Heart Of The Young” (2024), la band ha dimostrato di saper stare alla grande sui palchi importanti, sia come opening act di lusso per band come The Dead Daisies e Bonfire che come attrazione principale.

𝟏𝟓:𝟑𝟓 – 𝐇𝐄𝐋𝐋 𝐈𝐍 𝐓𝐇𝐄 𝐂𝐋𝐔𝐁
Gli Hell in the Club, dal 2009 arricchiscono il panorama hard rock europeo, e arrivano al Frontiers Rock Festival in uno dei momenti più delicati della loro carriera.
Dopo l’uscita di scena dello storico cantante Dave Moras nel 2024, la band, fondata da Andrea “Andy” Buratto (Secret Sphere), Dave “Damna” Moras (Elvenking) e Andrea “Picco” Piccardi, ha avuto il coraggio di rimettersi in discussione, scegliendo una strada tutt’altro che scontata. L’ingresso di Terese “Tezzi” Persson ha dato nuova linfa a un sound che resta fedele alla scuola 80s, ma porta la band verso territori più ruvidi e diretti, grazie alla grinta e alla dinamicità della cantante svedese. L’ultimo lavoro in studio, ‘Joker In The Pack’, è il biglietto da visita di questa nuova era: non rinnega, ma rilancia.

𝟏𝟔:𝟑𝟎 – 𝐀𝐓𝐋𝐀𝐍𝐓𝐈𝐂
Con gli Atlantic il festival cambia registro, virando verso coordinate più melodiche e raffinate. Il progetto guidato dal chitarrista Simon Harrison si inserisce con decisione nella tradizione dell’AOR britannico, puntando su un’eleganza compositiva ben definita, atmosfere ariose, tastiere avvolgenti e riff incisivi, il tutto sorretto da una spiccata sensibilità melodica.
Dopo il ritorno sulle scene negli ultimi anni, la band conferma la propria identità artistica già emersa con l’eccellente debutto ‘Power’ del 1994 — un lavoro che richiama per intensità e gusto sonoro le migliori produzioni dei Giant. Il più recente ‘Another World’ (2024) rappresenta oggi un punto di equilibrio maturo: un album che valorizza una scrittura solida, fatta di melodie curate, arrangiamenti puliti e un’impronta dichiaratamente old school, capace di evocare una sottile e piacevole nostalgia.
Le premesse lasciano intravedere una setlist di grande interesse, in grado di coniugare passato e presente con coerenza e qualità.

𝟏𝟕:𝟑𝟎 – 𝐃𝐄𝐆𝐑𝐄𝐄𝐃
Torna la Svezia con i Degreed, attivi dal 2010, con una proposta che si distingue per un approccio più orientato al pop rock e a sonorità contemporanee con accenni quasi metal rispetto alla tradizione AOR più classica. Una scelta stilistica che, pur risultando talvolta prevedibile, consente alla band di collocarsi in una dimensione moderna del rock melodico, anche grazie alle linee vocali di Robin Eriksson. Le pubblicazioni più recenti, ‘Public Address’ (2023) e l’EP ‘The Leftovers – Volume I’, evidenziano una fase di maturità artistica, con brani costruiti su strutture immediate e una scrittura accessibile, pur mantenendo una certa cura negli arrangiamenti.

𝟏𝟖:𝟒𝟎 – 𝐇𝐄𝐀𝐕𝐄𝐍𝐒 𝐄𝐃𝐆𝐄
Gli Heavens Edge arrivano dal cuore della scena hard rock di Philadelphia, una realtà che a cavallo tra anni ’80 e ’90 ha prodotto band capaci di coniugare impatto live, tecnica e grandi ritornelli, muovendosi tra hard rock melodico, AOR e glam metal senza rigidi steccati. Il loro debutto omonimo del 1990 li colloca pienamente in quella stagione, anche grazie alla produzione di Neil Kernon (Daryl Hall John Oates, Dokken, Queensrÿche, ecc.), figura chiave nel definire un sound potente ma estremamente curato, con forte attenzione alle linee vocali e ai cori. Dopo una carriera segnata da interruzioni e vicissitudini, il ritorno con ‘Get It Right’ (2023) segna una fase di ritrovata continuità: la band riprende il proprio linguaggio storico, aggiornandolo quanto basta senza snaturarne l’identità. L’ingresso del bassista Jaron Gulino ha contribuito a dare maggiore solidità a una formazione che vanta decenni di esperienza maturata sul palco.

𝟐𝟎:𝟏𝟎 – 𝐇.𝐄.𝐀.𝐓.
Gli H.E.A.T. rappresentano una delle realtà più solide emerse negli ultimi anni all’hard rock melodico europeo, capaci di raccogliere l’eredità del passato e tradurla in chiave contemporanea. Formati in Svezia nel 2007, hanno, fin dall’inizio, mostrato un chiaro legame con la tradizione anni ’80, puntando su ritornelli incisivi, tastiere in evidenza e un suono fortemente orientato alla dimensione live.
Nel tempo hanno consolidato il proprio profilo anche grazie a esperienze dal vivo di rilievo al fianco di nomi storici come Scorpions, Toto e Alice Cooper, inserendosi in una linea di continuità con il classic rock. Il loro percorso li ha portati a diventare un punto di riferimento della nuova generazione, spesso accostati per attitudine e scrittura a Europe, Treat e Survivor, pur mantenendo un’impronta più energica e moderna e direi anche epica.
Il ritorno del cantante originale Kenny Leckremo nel 2020 — dopo l’uscita di Erik Grönwall, passato agli Skid Row — ha segnato una svolta, riportando una vocalità più ruvida e diretta, con un impatto ancora più efficace in sede live. Questa fase trova conferma in ‘Welcome To The Futur’e (2025), ottavo album in studio, che evidenzia un equilibrio ormai maturo tra radici classiche e produzione contemporanea.

𝟐𝟏:𝟓𝟎 – 𝐍𝐈𝐆𝐇𝐓 𝐑𝐀𝐍𝐆𝐄𝐑
Signore e signori, è un onore, da parte nostra, introdurre sul palco del Frontiers Rock Festival, una delle band più rappresentative e tecnicamente dotate della scena hard rock mondiale: i Night Ranger da San Francisco! Un gruppo che ha saputo coniugare l'estetica sonora ed il gusto edonistico degli anni Ottanta, vendendo milioni di dischi in tutto il mondo ed in grado di regalarci inni senza età, come ‘Sister Christian’, ‘Don't Tell Me You Love Me’, l'energica ‘(You Can Still) Rock In America’ o la più recente, ‘Growin’ up in California’. Guidati dal bassista e cantante Jack Blades, dalla voce inconfondibile del batterista Kelly Keagy e dal leggendario guitar hero, Brad Gillis, oggi sono affiancati dal talento di Keri Kelli all’altra chitarra e da Eric Levy alle tastiere. Una band che rappresenta la perfetta sintesi tra melodia cristallina, potenza esecutiva e una vitalità scenica che sembra ignorare quanto riportato sui loro documenti, confermandosi come una vera istituzione live capace di trasformare ogni concerto in una celebrazione della storia del rock.

(Mary Guarisco)

L’attesa è stata ripagata: la prima serata del Festival si chiude con un vigoroso Mickey Thomas che, con i suoi Starship...
02/05/2026

L’attesa è stata ripagata: la prima serata del Festival si chiude con un vigoroso Mickey Thomas che, con i suoi Starship ha regalato oltre un’ora di concerto ripercorrendo la sua carriera tra hit immortali e brani cardine del rock americano.
Thomas (classe 1949) resta un frontman carismatico, ancora in ottima forma vocale, ben supportato da una line-up compatta, tra cui spiccano l’eccellente chitarrista August Zadra e la cantante Chelsee Foster, chiamata a misurarsi con l’eredità di Grace Slick: una prova convincente, soprattutto su ‘White Rabbit’ e ‘Somebody to Love’, che riportano il pubblico alle atmosfere psichedeliche dei Jefferson Airplane.
I classici come ‘Jane’ (Jefferson Starship) e ‘Sara’ (Starship) vengono accolti da un pubblico caloroso e partecipe, ma di sicuro sono i brani come ‘Nothing’s Gonna Stop Us Now’ – la power ballad il cui duetto tra Grace Slick e Mickey Thomas viene immortalato nell’87 nella commedia “Mannequin” interpretata da Andrew McCarthy e Kim Cattrall – e l’immortale ‘We Built This City’ (firmata anche da un “certo” Bernie Taupin, co-autore storico di Elton John) che trasformano il festival in un coro collettivo e festoso, a conferma di quanto questi brani siano diventati inni generazionali. (Mary Guarisco)

Frontiers Rock Festival
Frontiers Music srl

Indirizzo

Via Mazzini 58
Trezzo Sull'Adda
20056

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