26/07/2026
Caro cogoi, semo cagai.
IN PRINCIPIO GUARDIOLA, IL MODO MIGLIORE DI NASCONDERE LA POLVERE SOTTO IL TAPPETO
Il nostro calcio ha problemi per più profondi del CT. Va rivoluzionato il sistema calcio e il CT è soltanto l’ultimo tassello del puzzle. Se non si producono giocatori di livello internazionale, come pensate potrebbe giocare Guardiola?
È più verosimile che Pep fosse un bluff annunciato per aprire la pista ad un altro pensatore come si è sempre detto di Andreino da Brescia, una sorta di strategia di marketing che non riesce a glitterare a sufficienza la mancanza di sostanza.
DA UN ESTREMO ALL’ALTRO: PIRLO E LA PIRLATA DELLA SUA NOMINA
Una volta la Nazionale veniva raggiunta dopo una carriera di successo a livello di club, o per lo meno molto più che discreta. Nel terzo millennio ricordiamo Trapattoni, Lippi, Prandelli, Conte, Mancini e Spalletti. Ma anche Ventura, che non viene ricordato particolarmente bene, ha avuto una carriera di tutto rispetto. Pirlo? Fallimentare ovunque, anche con attenuanti, certo, ma fallimentare.
Ma non solo: è anche ambasciatore globale di una piattaforma di betting russa. Un connubio alquanto discutibile sia per un rapporto - quello coi russi - non esattamente in linea con la diplomazia occidentale (ipocrita quanto volete se guardiamo a Israele, ma tant’è) e soprattutto antitetica ai valori sportivi che - almeno con la retorica - ci premuriamo di voler preservare.
LA MERITOCRAZIA DIVENTA OPTIONAL
Un allenatore senza particolari meriti, con una carriera breve, avara di soddisfazioni e priva di acuti viene nominato CT perché amico del direttore tecnico. Se quel direttor non si fosse chiamato Paolo Maldini, apriti cielo: si sarebbe scatenata una rivolta che - francamente - sarebbe stata più che giusta.
Ma Maldini ha intorno a sé quell’aura da intoccabile che anche al cospetto di una situazione di questo tipo viene toccato da meno critiche di quante meriterebbe.
EPPURE LE ALTERNATIVE NON MANCANO
Antonio Conte e Roberto Mancini sono i nomi che conciliano di più le ambizioni di rinascita con una sorta di garanzia: entrambi hanno fatto bene in azzurro e hanno una credibilità che gli altri candidati non hanno. Ma è libero anche Raffaele Palladino, se proprio si volesse premiare “il nuovo che avanza”. Un nuovo che sta avanzando sicuramente meglio di Pirlo.
E BALDINI?
In tutto questo, pure Baldini avrebbe avuto maggior credibilità come CT del prescelto di Maldini e Leonardo. Sia per una carriera a livello di club comunque di maggior sostanza rispetto alla leggenda di Milan e Juve, ma anche per una questione di maggior esperienza da selezionatore.
Ma il problema di Baldini sta nel non trovare il gradimento da parte dei club di Serie A, i famosi “lestofanti” che si confermano essere tali. E questo conferma ancora di più come ci sia bisogno di una rivoluzione da cima a fondo.
E magari smetterla con questa italianissima abitudine di affidarci agli amici e agli amici degli amici.