27/09/2022
"Volevo magia" è l'ottavo disco dei Verdena che, dopo 7 anni di lunga attesa, finalmente è uscito arrivando alle orecchie dei critici e ovviamente dei loro fan, che non aspettavano altro che nuovi lavori del gruppo bergamasco.
Ma la domanda rimane una: È valsa la pensa aspettare così tanto?
Dal punto di vista tecnico il disco presenta 13 brani, con una lunghezza complessiva di 50 minuti, in cui l'ambiente creato nell'ascoltatore è particolare, solito ai Verdena, in cui la sperimentazione non manca. Quest'ultima però non è più tanto presente nella qualità di mix e master dei brani, ma nella vera e propria scelta di suoni, strumenti ed arrangiamenti. Insomma, non si sono smentiti.
La loro sperimentazione, come detto, sì è andata a tramutare in una via più stilistica, che come si può bene ascoltare, strizza l'occhio all'era dei Beatles, ricorrendo più volte a suoni e scelte stilistiche molto più vicine al loro mondo, piuttosto che alle cose più soft-noise degli ultimi dischi (citando Endkadenz vol1 e vol2).
Personalmente ho trovato quest'album un buon lavoro, degno di nota, ma bisogna dire anche che il gruppo bergamasco, attraverso questo disco, si è creato una propria nicchia di ascoltatori, in grado di cogliere da sé i loro lavori, perché non è un disco per tutti. E questo lo dico senza l'atteggiamento da spocchioso, ma bensì da ascoltatore medio a cui piace rompere al vicino sparando la musica a mille.
È un disco complicato da capire; un disco che non passa inosservato certo, ma che prima di cogliere il suo senso, la sua "magia", bisogna ascoltare attentamente dalle singole note, alle singole parole, su certi punti strozzate, del buon Alberto Ferrari che ormai grazie alle sue stesse creazioni ci ha abituati alla parafrasi di ciò che vuol dire veramente. Non è un disco estroverso, radiofonico, da canticchiare senza pensare (anche se i suoi suoni ce lo possono suggerire). Piuttosto è un disco riservato, da condividere con i propri amici, in camera, con una birra, parlando del più intero senso della vita, oppure della stessa "magia".