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Ciao ragazzi :) Noi siamo carichi e gasatissimi per il  Festival che fra tre giorni riempirà Selva di Trissino (Vi) di g...
04/07/2023

Ciao ragazzi :)
Noi siamo carichi e gasatissimi per il Festival che fra tre giorni riempirà Selva di Trissino (Vi) di gente da tutta Italia per passare un fine settimana all'insegna della presabene, della musica triste e (occasionalmente) delle urla.

🎧Per preparavi ulteriormente abbiamo creato una playlist con la musica di tutti i gruppi che suoneranno, in modo da ascoltare e magari scoprire chi ci si troverà sul palco venerdì o sabato. Vi auguriamo un buon ascolto, ci vediamo lì

10/06/2023

É già arrivato il quarto appuntamento di Chit-Chat with… e per quest’occasione abbiamo invitato gli Attesa, che suoneranno il 7 luglio luglio a Selva di Tris...

"Volevo magia" è l'ottavo disco dei Verdena che, dopo 7 anni di lunga attesa, finalmente è uscito arrivando alle orecchi...
27/09/2022

"Volevo magia" è l'ottavo disco dei Verdena che, dopo 7 anni di lunga attesa, finalmente è uscito arrivando alle orecchie dei critici e ovviamente dei loro fan, che non aspettavano altro che nuovi lavori del gruppo bergamasco.

Ma la domanda rimane una: È valsa la pensa aspettare così tanto?
Dal punto di vista tecnico il disco presenta 13 brani, con una lunghezza complessiva di 50 minuti, in cui l'ambiente creato nell'ascoltatore è particolare, solito ai Verdena, in cui la sperimentazione non manca. Quest'ultima però non è più tanto presente nella qualità di mix e master dei brani, ma nella vera e propria scelta di suoni, strumenti ed arrangiamenti. Insomma, non si sono smentiti.

La loro sperimentazione, come detto, sì è andata a tramutare in una via più stilistica, che come si può bene ascoltare, strizza l'occhio all'era dei Beatles, ricorrendo più volte a suoni e scelte stilistiche molto più vicine al loro mondo, piuttosto che alle cose più soft-noise degli ultimi dischi (citando Endkadenz vol1 e vol2).

Personalmente ho trovato quest'album un buon lavoro, degno di nota, ma bisogna dire anche che il gruppo bergamasco, attraverso questo disco, si è creato una propria nicchia di ascoltatori, in grado di cogliere da sé i loro lavori, perché non è un disco per tutti. E questo lo dico senza l'atteggiamento da spocchioso, ma bensì da ascoltatore medio a cui piace rompere al vicino sparando la musica a mille.

È un disco complicato da capire; un disco che non passa inosservato certo, ma che prima di cogliere il suo senso, la sua "magia", bisogna ascoltare attentamente dalle singole note, alle singole parole, su certi punti strozzate, del buon Alberto Ferrari che ormai grazie alle sue stesse creazioni ci ha abituati alla parafrasi di ciò che vuol dire veramente. Non è un disco estroverso, radiofonico, da canticchiare senza pensare (anche se i suoi suoni ce lo possono suggerire). Piuttosto è un disco riservato, da condividere con i propri amici, in camera, con una birra, parlando del più intero senso della vita, oppure della stessa "magia".

Negli anni '70, periodo di grandi innovazioni musicali sia tecniche che artistiche, la musica ambient si propose come un...
24/08/2022

Negli anni '70, periodo di grandi innovazioni musicali sia tecniche che artistiche, la musica ambient si propose come una rielaborazione del concetto di paesaggio sonoro allora legato alla musica classica. Un'idea, quindi, di musica apprezzabile più per l'atmosfera che è in grado di creare o esaltare nel suo insieme, radicalmente diversa dalla tradizione idea di una musica basata sull'attenzione a singoli elementi data dall'ascoltatore. Se ora si unisce questa visione alle dottrine zen, che comunicano con mezzi superiori e universalmente comprensibili ci si trova davanti all'armonia naturale e minimalista del giapponese Hiroshi Yoshimura.

Si può dire che lui sia stato uno dei più grandi visionari del genere non solo in patria ma anche a livello mondiale. L'uso di suoni elettronici ricercati e sperimentali tuttavia era molto essenziale e semplice, aiutato da suoni campionati spesso derivanti dagli ambienti stessi che cercava di replicare nella musica. Un esempio può essere sentito nell'album "Green" del 1986, dove i suoni della vegetazione venivano ricreati e ripensati ma sempre proposti in chiave minimalista. La sua musica era considerata trasversale alle altre arti, infatti lavorò spesso come sound designer per mostre, musei e gallerie ma anche per installazioni in luoghi pubblici.

In virtù di questo il suo primo album "Music For Nine Postcards" del 1982 prima di essere pubblicato come tale era stato pensato come sottofondo per il Museo di Arte Contemporanea Hara di Shiagawa a Tokyo.

Questo genere, per quanto non molto convenzionale non necessita di spiegazioni complesse, ma più di una ricerca interiore del senso che ad esse si vuole dare e che scaturisce da un ascolto immersivo. Come scrisse l'autore stesso sulla copertina di un album : "Sarei contento se, quando ascolti quest'album, lo scenario che ti circonda fosse visibile sotto una diversa luce".

Con un po' di ritardo ci accingiamo a recensire quello che, ad oggi, si afferma come la migliore uscita del mondo metalc...
17/08/2022

Con un po' di ritardo ci accingiamo a recensire quello che, ad oggi, si afferma come la migliore uscita del mondo metalcore di quest'anno, ancora una volta tramite l'efficace formula singoli + EP. Time, infatti, è il secondo EP consecutivo della ormai storica band metalcore, dopo "ZII" uscito lo scorso anno.

Componendosi di quattro tracce, la release si afferma certamente semplice ed essenziale, ma proprio per questo commercialmente efficace e molto diretta. Il gruppo statunitense è riuscito in tutto e per tutto ad evolversi in una dimensione moderna e fresca, ma che a differenza di altre band che utilizzano simili formule, non risulta stucchevole perché ben bilanciata da rimandi al loro inzio carriera e da sezioni che lasciano da parte l'orecchiabilità delle canzoni per fare spazio a riff, blast beats e breakdowns.

Colpisce anche la presenza di elementi "post" che, elettronici o analogici essi siano, sono utilizzati tutt'altro che banalmente e conferiscono ai pezzi atmosfere e musicalità. Ciò si differenzia dagli standard del core moderno, capitalizzato da melodic hardcore da una parte e da derivanti del Djent dall'altra, trovando una terza via meno estrema di quella presa da gruppi come Silent Planet e Loathe, i quali ormai fanno scuola in autonomia. In sostanza un'ottima continuazione da parte di un gruppo storico della scena metalcore internazionale, che si spera possa proseguire portandoci sempre questo livello di musica.

L'Inghilterra, nazione che negli anni ha confermato più volte la validità della sua musica. Dagli albori del metal, alla...
13/08/2022

L'Inghilterra, nazione che negli anni ha confermato più volte la validità della sua musica. Dagli albori del metal, alla new wave, all’indie rock, segnando indelebilmente generazione dopo generazione.

Ma oggi si parla della nuova ondata inglese, termine usato da tanti, per descrivere quello che per molti è considerato il nuovo post punk. Un'ondata che si fa voce di una generazione che non gli appartiene, una società dell'odio trainata da un romanticismo sottile verso l'amore nelle sue forme più uniche.

Stiamo parlando di gruppi che disco dopo disco, traccia dopo traccia, dal piccolo underground stanno conquistando le classifiche attraverso atmosfere malinconiche, di fratellanza ed una lotta costante con il proprio "io".
Questi gruppi sono FONTAINES DC, IDLES ed infine FRANK CARTER AND THE RETTLESNAKES.

Il primo, che si sta facendo strada con l'ultimo disco: Skinty Fia, negli anni ha caratterizzato la propria musica attraverso una malinconia romantica, con forti riferimenti ai loro predecessori per eccellenza: i Joy Division.

Il secondo gruppo invece, gli IDLES, nati dall'underground indie punk inglese, hanno già più volte dimostrato la loro potenza, passando da sound più noise a vere e proprie ballate nostalgiche, come la loro celebre Beachland Ballroom, contenuta nel loro ultimo disco: Crawler.

In ultima battuta ci sono i FRANK CARTER AND THE RATTLESNAKES, gruppo più unico che raro. Nato dalle ceneri della generazione hardcore punk, in cui tra l'altro il cantante Frank carter militava con i Gallows, hanno sviluppato il loro sound fino ad arrivare all'ultimo disco: Sticky, che può piacere o meno, soprattutto per chi è più veterano del gruppo, ma che sicuramente ha funzionato scalando le classiche inglesi e globali dopo poco tempo.

Nostalgia, confronto con il proprio "io", lotta alle dipendenze, amore non corrisposto e denuncia sociale. Questa è la nuova ondata inglese.

Questa è una recensione diversa.Non tanto per il format, che per quanto possibile è sempre inquadrato in dei limiti non ...
30/07/2022

Questa è una recensione diversa.
Non tanto per il format, che per quanto possibile è sempre inquadrato in dei limiti non facilmente valicabili, ma più per via di una frase che, una sera, Elia dei Folks, stay home mi disse riferendosi al produrre musica: "Noi facciamo musica, non lavatrici". Anche noi parliamo di musica, per cui ho deciso di prendere carta e penna nel tentativo di far passare più umanità il possibile prima dell'inevitabile trasformazione digitale che tuttavia permette a voi di leggere questa recensione. Ho deciso di dilungarmi questa volta, perché non esiste miglior veicolo del proprio entusiasmo se non parlare, condividere e perché no, anche far scoprire cose nuove al prossimo.
1) La Tosca dei Cani
L'apertura è un solenne ma struggente trionfo strumentale che prendendo per mano fa trasmigrare verso la dimensione di questo full length. Così sulla cresta di questi archi valichiamo la soglia.
2) Quattro Mura
Cambiando completamente Mood ci rendiamo conto di aver viaggiato nel tempo; una chitarra elettrica brillante e una voce che rimanda al cantautorato lega con le tastiere e una chitarra acustica ora timida, ora vigorosa. La sezione ritmica poi abbraccia una poesia di un fresco amore dallo spirito velleitario, dolce e amaro.
3) Botanica
Questa la conosciamo già. Botanica infatti è il primo singolo che venne rilasciato già nel 2020. Che dire di questa lirica che con suoni più lowkeyy prosopopeicamente rende vicino il nostro vivere a quello del mondo vegetale, dove non facciamo altro che tornare al punto di partenza, sanguinanti tra le minacce di carriera e amore. I Folks qui ci lasciando riflettere con un finale strumentale che fa ritorno all'idea della title track.
4) Vicenza
Colorata e dal sapore ibrido tra dream pop e indie è Vicenza, inno romantico che sintetizza perfettamente il sentimento di amore e odio che si prova per un luogo con se stessi incompatibile ma a cui si è indissolubilmente legati. Un amore che non si corrisponde e non è come lo si desidera. Il dream pop esplode in shoegaze per ciò che odiamo ma che non è altro che il nostro stesso riflesso.

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L'altro ieri: il distaccoQuesto album è il debutto dei torinesi !housebroken, i quali si definiscono un ibrido tra midwe...
25/07/2022

L'altro ieri: il distacco
Questo album è il debutto dei torinesi !housebroken, i quali si definiscono un ibrido tra midwest emo e post rock, classificazione che calza assolutamente la loro musica. All'ascolto si palesa subito un piacevole dualismo tra le chiare influenze italiane, presenti nei featuring prima come amici che come musicisti, e tra le influenze indubbiamente provenienti da oltreoceano. La poesia permea questi brani certamente malinconici ed emotivi ma sempre gentili e leggeri, quasi volessero stare accanto all'ascoltatore tenendolo per mano in questo viaggio che perennemente sfuma in questo mare post rock dove l'affogare è inevitabilmente dolce.
Questi ragazzi hanno dovuto aspettare molto prima di poter portare alla luce la loro musica, tuttavia riuscendo a caricarla di un potenziale umano quasi palpabile e che caratterizza la musica che ci piace.

Risposte Sincere, Domande Sbagliate.Dopo quasi tre anni di singoli gli Antartica, che ormai nella nostra mente si sono a...
14/07/2022

Risposte Sincere, Domande Sbagliate.

Dopo quasi tre anni di singoli gli Antartica, che ormai nella nostra mente si sono affermati come "L'amichevole band indie di quartiere" (anche se di quartiere non sono più di tanto, visti i numeri), escono con il loro primo EP. Questa uscita è un simbolo, una conferma di tutto il percorso che hanno fatto e di quante persone siano riusciti a toccare durante esso. Sapete che noi non ci dilunghiamo in recensioni track by track, non è il nostro stile, ma lasciatemi dire che in ogni traccia gli Antartica sono capaci di riportare alla mente immagini che tutti abbiamo vissuto; una forma di empatia che ci fa pensare a queste canzoni come vicine a noi, perché scritte da musicisti che non si fanno nessun problema a essere un tutt'uno con gli ascoltatori. Musicalmente poi sono un crossover infinito, che definirli indie sarebbe riduttivo al quadrato. Si passa da arie tipicamente pop ai pezzi più punk (come direbbe Samuel "vengono giù i gomiti e si poga"), passando per influenze elettroniche, rap e, perché no?, anche emo.

Dirvi altro se non li conoscete forse sarebbe uno spoiler, ma sono sicuro che se li conoscete ho già detto più che abbastanza, per cui non resta che pompare questo EP tutta l'estate.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con  sul loro nuovo singolo “Lei va”, ecco cosa ci hanno risposto. 1 – [Gian] I Provin...
10/07/2022

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con sul loro nuovo singolo “Lei va”, ecco cosa ci hanno risposto.

1 – [Gian] I Provinciale sono un gruppo alternative/emo nato a fine 2020 da quattro ragazzi: Gian (voce e chitarra ritmica), William (basso), Lollo (chitarra solista) e Riccardone (batteria), ciascuno proveniente da un diverso paese della dispersa provincia di Vicenza e con ampi e diversi background musicali, che però si ritrovano musicalmente nell'emo punk italiano.

2 – [Gian] Sicuramente è uno sfogo, le nostre canzoni sono spesso autobiografiche e sincere, con pochi fronzoli, e ognuna di loro rispecchia uno stato d’animo che abbiamo vissuto. Molto spesso questo stato d’animo è una forma di disagio, e da un certo punto di vista è come se eseguendole ci rivolgessimo a noi stessi, per spronarci a muoverci dalla situazione in cui ci troviamo.
[Lollo] Per me è anche un modo per evadere la monotonia che c'è nella nostra valle e che ci chiude in noi stessi. Staccarsi dalla cultura tradizionalista e vecchia che purtroppo regna ancora nella provincia.

3 – [Riccardone] “Lei va” è un pezzo a cui siamo molto legati, è il primo pezzo a cui abbiamo dato vita come band ed è la traccia in apertura ai nostri concerti. Pensiamo che possa avere il giusto impatto e rappresentare bene il nostro sound, per quanto abbiamo nel frattempo scritto molti altri brani e il nostro sound si sia molto evoluto tra una canzone e la successiva.
[William] Esatto e riteniamo anche che abbia il giusto connubio tra il non essere banale e il poter essere apprezzata.

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Moped Xperience è un EP che dura quanto una lavata di piatti ma che tira schiaffi come una serata a base di gin, un'espe...
07/07/2022

Moped Xperience è un EP che dura quanto una lavata di piatti ma che tira schiaffi come una serata a base di gin, un'esperienza che fa sentire dinamici quanto stare in piedi su due ruote. Questo sound erratico e organico ti fa sembrare di essere lì con loro, in un palco enorme o anche in uno di quei piccoli palchi di provincia dove ci si ammazza di pogo. Il tutto potrebbe sembrare un po' parodico ma quando si ascolta questo breve EP ci si rende conto che anche se questi ragazzi scherzano nei testi e nei pezzi quando si tratta di fare musica non scherzano per niente.
Insomma, un ritorno di livello per scrittori di inni generazionali come To All Teen Crushes On Earth. Non vedo l'ora di vederli in live, sfasciarmi, ma soprattutto di urlare "that guy, non era un delinquente!".

2rari or die, letteralmente.Un respiro profondo nell'abisso immenso delle nuove sonorità hip hop.Due gemelli con la pass...
01/07/2022

2rari or die, letteralmente.
Un respiro profondo nell'abisso immenso delle nuove sonorità hip hop.
Due gemelli con la passione e l'ambizione della musica, direttamente dalla provincia veronese, pronti a prendersi ciò che la periferia non gli ha mai dato.
Ho detto hip hop nella terza riga perché questo è, niente di più e niente di meno. Lasciate stare chi dice che è trap, o la nuova era. È solamente hip hop.
Metriche, giochi di parole, incastri.
I classici monoflow che girano ora? Dimenticali.
Analizzando la tracklist si possono notare featuring con artisti ben conosciuti nel panorama hip hop italiano, da ketama126 a Ernia a Rasty kilo, che oltre a fare il loro sporco lavoro (e pure bene), marcano in modo indelebile sull'asfalto che i due ragazzi veronesi sanno fare il rap.
Inoltre, una menzione d’onore alla seconda traccia, con Ketama126: Sanguisughe. Una hit a tutto tondo, dal ritornello che entra in testa e non ti lascia, alle barre dei gemelli che pesano sull'ascoltatore, facendo subito capire che il nome della traccia non è messo a caso.

Voglio concludere, ripetendo una loro barra: “Nessun limite qua, l'unico il cielo.” Esattamente ciò che gli riserverà il futuro con lavori di questo calibro.

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