Marco dixit

Marco dixit Curiosità e spunti sulla lingua italiana
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09/06/2026

Perché si dice “tergiversare”?

Usiamo tergiversare quando qualcuno temporeggia, elude una risposta, sfugge a una decisione.

Ma l’origine della parola è molto più concreta.
Tergiversare viene dal latino tergiversāri, composto da tergum (“schiena, spalle”) e versāre (“voltare”). Letteralmente: voltare le spalle.

Chi tergiversa non affronta il problema, ma ci gira intorno o si allontana, proprio come chi si volta dall’altra parte.

Usi spesso questa parola?

05/06/2026

Una parola che non si sente tanto spesso: lubrico.

Forse la si incontra più spesso nei libri che nella lingua di tutti i giorni, ma ha una storia interessante e due significati molto diversi tra loro.

Lubrico, in primo luogo, significa scivoloso, viscido, sdrucciolevole. Un terreno può essere lubrico, così come l’anguilla o la lu**ca, perché il loro corpo è viscido e scivoloso.

Qualcosa di moralmente lubrico “scivola fuori” dal comune senso del pudore: da qui il secondo significato di questo aggettivo, cioè osceno, indecente, che offende il pudore. Si può parlare di immagini, gesti o scritti lubrichi.

La parola deriva dal latino lubricus, “scivoloso”, la stessa radice da cui provengono anche termini come lubrificare e lubrificante.

La conoscevi? E tu la pronunci lùbrico o lubrìco?

Fonti: Treccani · DELI (Cortelazzo-Zolli)

04/06/2026

Conosci questa parola?

03/06/2026

Leggo la definizione di una parola da un dizionario del 1884... riesci a indovinare di che parola si tratta?

La definizione di oggi è tratta dal Nuovo Dizionario della Lingua Italiana in Servigio della Gioventù compilato da Francesco Cerruti, Tipografia e Libreria salesiana, Torino, 1884.

Lo scopo di questi video è far notare come sia cambiato il modo di parlare di parole e di descrivere le parole!

01/06/2026

Quando pensiamo a qualcosa di morbido, immaginiamo un cuscino, una coperta, qualcosa di soffice e piacevole.

Eppure la parola morbido ha un’origine sorprendente.
In latino morbus significava “malattia” e morbidus indicava chi era malaticcio, debilitato, fiaccato nel corpo. Un corpo malato perde forza e tono, diventa cedevole, floscio, cadente.

È proprio da questa immagine che nasce il significato moderno di morbido: qualcosa che non oppone resistenza, che cede al tatto.

Una parola che oggi associamo al comfort e alla delicatezza, ma che in origine raccontava la debolezza causata dalla malattia.

Conoscevi questa etimologia?

30/05/2026

Le opere non raccontano solo storie in musica: custodiscono parole straordinarie. Lasciandomi ispirare dalle opere liriche, nasce Parole all’opera: una rubrica per scoprire la vita segreta delle parole partendo dalle opere in cartellone al Teatro Regio di Torino.

Oggi la parola è gelosia, ed è al centro di Tosca, il celebre capolavoro di Giacomo Puccini.

Tosca è una donna profondamente innamorata, devota, passionale… ma anche molto gelosa. Ed è proprio la gelosia a renderla vulnerabile alle manipolazioni del perfido Scarpia.

Ma anche questa parola ha una storia affascinante. Deriva dal latino zelus, a sua volta dal greco zêlos: all’origine indicava il fervore, l’ardore, il desiderio intenso. Solo col tempo questa passione si è trasformata nel sentimento inquieto che oggi chiamiamo gelosia.

Una storia di amore, sospetto e coraggio che continua a emozionare il pubblico da più di un secolo. Il capolavoro di Puccini torna in scena al Teatro Regio di Torino dal 12 al 21 giugno 2026.

29/05/2026

Che cosa significa “apotropaico”?

Parliamo di una parola bellissima e poco comune: apotropaico.

Deriva dal greco apotrépo, cioè “allontanare”, e indica tutto ciò che, secondo la superstizione, serve a tenere lontana la sfortuna, il malocchio o gli influssi negativi.

Possiamo quindi parlare di un gesto apotropaico, di un talismano apotropaico, di un rito, un simbolo o perfino una frase apotropaica.

Il celebre cornetto rosso è un oggetto apotropaico, ferri di cavallo, formule contro la iella… sono tutti esempi di pratiche apotropaiche.

Ma tranquilli: noi non siamo superstiziosi. Vero?

27/05/2026

C’è un verbo italiano che nasce da un numero… inventato!
Parliamo dell’origine del verbo millantare: oggi lo usiamo per indicare chi vanta qualità, ricchezze o capacità in modo esagerato, spesso senza dire la verità.

Chi millanta ricchezze, per esempio, non è detto che sia davvero ricco.

Ma l’origine della parola è curiosissima.
Millantare deriva da millanta, un numero fantastico e iperbolico, usato nel parlato per indicare una quantità enorme e indefinita. Si tratta di un numero immaginario formato da mille col la desinenza delle decine in -anta: 50, 60, 70, 80… millanta!

Da questa idea di esagerazione smisurata nasce il verbo millantare:
vantare troppo, gonfiare la realtà, spararla grossa.

Conoscevi questa etimologia?

25/05/2026

Con , raccontiamo le parole del mestiere: questo è il lessico dell’Arte Bianca!

Dopo la puntatura, l’impasto viene diviso in panetti. Ma prima di essere stesi e lavorati, c’è un altro tempo di attesa: l’appretto.

Durante questa fase i panetti riposano, continuano la lievitaione e raggiungono la struttura definitiva. È il momento in cui l’impasto si stabilizza e si prepara alla lavorazione finale.

La parola viene dal francese apprêt, “preparazione”, derivato del verbo apprêter: preparare, predisporre, mettere a punto. Alla base c’è il latino praesto, “pronto, a disposizione”, la stessa radice da cui derivano anche apprestare e presto.

Quando il tempo dell’appretto finisce, l’impasto è pronto: da lavorare, stendere e infornare.

Conoscevi questa parola?

23/05/2026

La definizione della parola cannoneggiare da un dizionario del 1864.
Nello specifico, si tratta del Vocabolario della lingua italiana compilato da Antonio Sergent, Pagnoni Tipografo Editore, 1864.

Si noti l’uso del verbo spesseggiare, che significa “accadere frequentemente” o, riferito a persone, “farsi più numeroso, affollarsi”

Lo scopo di questi video è far notare come sia cambiato il modo di parlare di parole e di descrivere le parole.

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Turin

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