22/07/2026
Sai come comincia l’Odissea?
Una delle più note traduzioni, quella di Rosa Calzecchi Onesti, è questa: “L’uomo ricco d’astuzie raccontami, o Musa, che a lungo errò dopo ch’ebbe distrutto la rocca sacra di Troia.”
Quella formula - “ricco d’astuzie” - traduce un unico aggettivo greco: polýtropos. Si tratta di una parola composta da polý- che significa “molto”, e il tema del verbo trépo , cioè “volgere, girare, dirigere”. Letteralmente: colui che si volge a molte cose, a molte attività, o da molte parti. Scaltro, astuto, dall’ingegno multiforme. È così che Omero sceglie di presentare Ulisse (Odisseo), il suo eroe: non come il più forte o il più coraggioso, ma come il più... versatile.
Ippolito Pindemonte, in un’altra celebre traduzione, rende questo aggettivo con: “di multiforme ingegno”. Due traduzioni per rendere un aggettivo che esprime al contempo le luci e le ombre di un eroe, nonché la sua propensione al ragionamento, alla versatilità e al viaggio.
In letteratura italiana si trova a volte la forma politropo, la parola greca adattata all’italiano. D’Annunzio nelle Vergini delle Rocce la usa senza esitazione: “Il politropo Ulisse(...), se imbattevasi in qualche plebeo vociferante lo castigava con lo scettro.”
Comunque, se vuoi fare un complimento a un amico particolarmente astuto... puoi chiamarlo politropo. Si tratta davvero di un bel complimento: si tratta dell’epiteto di Ulisse!
Fonti
- Omero, Odissea, I, 1
- Rosa Calzecchi Onesti (trad.), Odissea
- Ippolito Pindemonte (trad.), Odissea
- Vocabolario della lingua italiana, Treccani - s.v. politropo
- L. Rocci, Vocabolario greco-italiano, Società Editrice Dante Alighieri - s.v. polýtropos
- R. Romizi, Greco antico, Zanichelli - s.v. polytropìa