06/05/2026
PECUNIA NON OLET? LE COOPERATIVE SOCIALI E LA GESTIONE DEI CPR
Nuovo articolo di su Persone e Diritti. Di seguito uno stralcio. Articolo completo su personeediritti.altervista.org (link in bio)
"Recentemente è stata data la notizia dell’aumento della capienza del CPR di Torino da 70 a 180 posti, che ha suscitato molte reazioni indignate che, però, non hanno toccato, se non marginalmente chi la gestisce, un tassello centrale ed interessato di questo ampliamento di cui seguirà anche i lavori, ossia una realtà privata del terzo settore, una cooperativa sociale, che negli anni scorsi ha vinto l’appalto di 8,4 milioni di euro per la struttura torinese (così come succede con altre cooperative sociali in diversi luoghi in Italia secondo il dettagliato rapporto “Trattenuti” di ActionAid). Non bisogna poi dimenticare che oltre agli attuali gestori, negli anni molte altre cooperative sociali, in forma singola o consortile, se non sono riuscite a gestire hanno comunque accarezzato l’idea di farlo partecipando ai diversi bandi pubblicati. Una questione, quindi, che interessa e riguarda il mondo del Terzo Settore ed in particolare la Cooperazione sociale, le singole Cooperative ed i vari organismi di rappresentanza che, salvo qualche rarissimo caso, non sembrano aver mai preso una posizione di condanna o riprovazione di queste gestioni che, di fatto, pare siano considerate compatibili con l’appartenenza al Terzo Settore e con il modello cooperativo.
È quindi opportuno cercare di fare emergere alcune delle contraddizioni che questa gestione svela, a partire proprio da quelle che dovrebbero essere le finalità e la ragion d’essere degli enti del Terzo Settore e delle Cooperative Sociali in particolare. [segue ...]"