17/05/2020
Dalla penna di un'altra artista di via Susa.. grazie Monica per la tua condivisione!!
STRANE CREATURE
Strane creature questi virus, non esistono reperti archeologici, tuttavia nella storia di secoli sono rimaste tracce nelle cronache della loro comparsa con stragi d'esseri umani. Da quando abbiamo imparato a guardarli da vicino forse ci fanno meno paura d'un tempo, abbiamo dato loro un nome, ne abbiamo studiato le abitudini, l'habitat, la dieta. La nostra società ha fatto passi da gigante nella biologia, nella fisica, nella tecnologia tanto da facilitare l'uso di questo sapere per difenderci da qualcosa o qualcuno. Il virus ora è il nostro nemico dopo il vicino di casa ovviamente... Ma il nostro corpo umano? Siamo sicuri di conoscerlo bene? Perché, si investono davvero molti soldi per cercare nuovi posti dove andare ad abitare, pensando che altrove sia meglio, sulla Luna, su Marte. Ma sappiamo abitare il nostro corpo? Sappiamo rinforzare il nostro sistema immunitario sfruttando magari le emozioni e i sensi, non solo con i farmaci esterni? Sappiamo quali legami simbiotici e positivi possono avere con noi batteri e virus? Non abbastanza purtroppo o almeno non vi è una consapevolezza diffusa, forse perché gli interessi economici della nostra società globale ruotano intorno a persone che è meglio si sentano ammalate, bisognose di coccole farmacologiche pubblicizzate queste ultime come unici rimedi curativi.
Nelle nostre pubblicità Progresso non ci viene comunicato quanto lo stress, la paura, l'angoscia per il futuro, le dipendenze relazionali prima ancora che farmacologiche, eccetera…, indotte dal modo moderno di vivere offerto da questa società, ci rendano fragili e vulnerabili alle malattie anche a quelle virali. Serve ammettere che siamo ingabbiati da regole di bene comune che ci inducono necessità di cui non abbiamo veramente bisogno.
Per l'essere umano il dramma più grande è la mancanza di coraggio. Forse tutti sentono che questo modo di vivere non si addice alle possibilità interiori di ognuno e che bisogna agire con il cuore ( non solo con gli interessi economici): l'unico che porta con sé il coraggio di cambiare, ma poi questo coraggio dove lo lasciamo? Nel mezzo della ricca pietanza che mangiamo? Nella paura del giudizio degli altri soprattutto dell'indifferenza degli altri? È questo noi, gruppo, sistema sociale che ci ingabbiano prima ancora di un'epidemia. Inutile additare al nuovo nemico virus i nostri disagi, ci dà fastidio essere isolati in casa perché non siamo capaci di stare con noi stessi, di ascoltare il nostro corpo, di usare quel silenzio inusuale intorno a noi per sentire finalmente cosa vuole il cuore.
Ci sarebbe in cambio la possibilità di accorgersi delle straordinarie potenzialità dell'essere umano, magari d'Essere felice, di riuscire a sentire quella sensazione che ci guida verso ciò che ci fa stare bene e che rafforzerebbe i nostri anticorpi.
Se in questa scelta responsabile di isolarci dagli altri non ci sentissimo solo imprigionati, sotterrati dal sistema societario ma quindi ci scoprissimo semi e riponessimo nella ricerca del nuovo in noi altre soddisfazioni per aprire la mente, nella cura del corpo il principio d'amore per se stessi, anche il nostro rapporto con l'invisibile migliorerebbe aprendoci alla fiducia per il futuro.
Potremmo accorgerci in quanto anche noi strane creature di essere cambiati e alla ripartenza, al termine dell'isolamento, questa matrice di cambiamento darebbe nuova linfa al sistema sociale nel quale sappiamo di dover cambiare molte cose. La vita ci pone davanti sempre nuove sfide, scegliamo la nostra risposta: fiorire.