10/09/2026
𝗠𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗖𝗿𝗼𝘀𝘁𝗶𝘀 𝗱𝗮 𝗖𝗼𝗺𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝘀, 𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗳𝗮𝗺𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗚𝗶𝗿𝗼 𝗱'𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗺𝗮𝗶 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼
Da Comeglians, piccolo comune della Carnia in provincia di Udine a circa 553 metri sul mare, parte una delle salite in bicicletta più dure e affascinanti d'Italia, quella che conduce al valico stradale del Monte Crostis, a circa 1.980 metri di quota. Con circa 14 chilometri di sviluppo, oltre 1.400 metri di dislivello e una pendenza media intorno al 10%, questa ascesa rientra nella categoria delle salite più estreme in assoluto. La sua fama resta legata indissolubilmente al Giro d'Italia 2011, quando la tappa che avrebbe dovuto scalarlo fu cancellata dalla giuria dell'UCI a poche ore dalla partenza per motivi di sicurezza legati alla discesa, regalando a questa strada una leggenda che nessuna corsa disputata sarebbe mai riuscita a costruire.
La salita si divide in tre tratti ben distinti. Il primo, dopo il ponte sul torrente Margo appena superato il bivio per Sappada, offre pendenze costanti tra l'8 e il 9% su una carreggiata ampia, con panorami aperti sul Canal di Gorto e sulla Val Pesarina. Il secondo tratto inizia a Tualis, dove la strada si restringe e si inoltra in una folta abetaia, alternando diciotto tornanti a rettilinei con pendenze tra il 10 e il 14%, senza mai concedere un vero momento di recupero. Il terzo e più duro tratto parte attorno al tredicesimo chilometro, quando il bosco si dirada e si apre il settore prativo esposto al sole, con pendenze medie del 12% e punte che toccano il 18-20%.
Oltre il valico si apre una delle sorprese più belle di tutto il Friuli, la Panoramica delle Vette, un tracciato di circa sei chilometri quasi pianeggiante a quota 1.900 metri, che permette di spaziare con lo sguardo sull'intero arco dei monti carnici, con la possibilità di incontrare le marmotte e, nelle giornate limpide, scorgere le Dolomiti Friulane all'orizzonte. La discesa su Ravascletto, circa dieci chilometri di asfalto quasi privo di traffico, chiude un'ascesa che, complice quella tappa mai disputata, resta ancora oggi uno dei sogni proibiti di ogni appassionato di ciclismo.
Credit foto 📷 climbfinder