24/11/2022
Avete mai sentito parlare del “paradosso di Fermi”?
Attribuita al fisico Enrico Fermi, tale considerazione sorge nel contesto di una valutazione della probabilità di entrare in contatto con forme di vita intelligente extraterrestre.
La domanda alla base è: «se l’universo e, in primis, la nostra galassia pullula di civiltà sviluppate, dove sono tutti quanti? Se ci sono così tante civiltà evolute, perché non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?».
È proprio questo il dubbio che aleggia maggiormente negli ambienti accademici, dove ci si chiede come sia possibile che non si siano ancora ricevute comunicazioni da altri pianeti nel caso in cui davvero ce ne fossero così tanti ad ospitare la vita.
Il problema si presta alle più varie interpretazioni: vi è chi ritiene che il numero di pianeti ospitanti la vita non sarebbe così elevato come si crede, dunque, anche nel caso fossero tantissimi i pianeti adatti a sviluppare le condizioni per la vita, non è detto che vi sia una contemporaneità tra la nostra civiltà e altre extraterrestri che magari sono esistite in passato; altri invece credono che non necessariamente una civiltà extraterrestre dovrebbe comunicare tramite segnali radio e che pertanto le possibilità di un contatto di questo genere sono ridotte all’osso.
Un’altra teoria, certamente più ardita, è quella secondo cui i nostri cieli già pullulerebbero di oggetti volanti extraterrestri e che di conseguenza non sarebbe necessario guardare così lontano ma occorrerebbe concentrarsi sulle perduranti violazioni del nostro spazio aereo. Rappresenta però un dato di fatto il considerare come non giungano messaggi dallo spazio, eccezion fatta per quanto accaduto nel agosto del 1977...
L’astronomo Jerry R. Ehman si trovava presso il radiotelescopio Big Ear dell’Università dell’Ohio quando, esaminando i dati, notò un forte segnale radio a banda stretta le cui caratteristiche facevano ipotizzare provenisse da oltre i confini del Sistema Solare.
Questo segnale durò 72 secondi causando uno stupore talmente forte in Ehman da indurlo a scrivere “wow!” accanto al segnale sui tabulati. Nei giorni successivi si cercò di puntare nuovamente il radiotelescopio verso l’area in cui si pensava provenisse il segnale, ma senza risultato...
Non si trovò più la fonte da cui era provenuto quel messaggio.
Frank Drake, cofondatore del SETI (progetto nato ufficialmente nel 1974 con lo scopo di captare eventuali segnali radio che indicassero la presenza di civiltà intelligenti nello spazio), riguardo a quello che è stato poi definito "segnale Wow" disse che vi fosse la possibilità che il segnale fosse stato inviato da una civiltà estremamente lontana che avrebbe focalizzato l’intera energia di emissione in un fascio molto contenuto anche come estensione temporale, limitandolo a poco più di un minuto, in modo però che potesse essere captato anche in regioni dello spazio particolarmente distanti.
Il giallo è ancora lontano dalla soluzione...
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https://unoeditori.com/il-telescopio-fast-e-il-seti-intercettazioni-radio-vita-aliena/