Gazzetta Torino

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’attualità della città metropolitana per contribuire in modo stimolante all’informazione; accorti nelle segnalazioni, curiosi per le novità, ragionevolmente ottimisti e desiderosi di offrire un format avvincente sia nella grafica che nel contenuto. Oltre le consuete rubriche dedicate agli Eventi, alla Cultura, all’Innovazione, alla Salute, all’Economia. GazzettaTorino ospita NUOVE rubriche d’informazione su ARTE, CULTURA e EVENTI del panorama cittadino come:ARTE - il focus sulle mostre del territorio
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Sull'articolato concetto d'identità dei cittadini torinesi abbiamo posto qualche domanda la Sindaco Stefano Lo Russo. Le...
31/08/2026

Sull'articolato concetto d'identità dei cittadini torinesi abbiamo posto qualche domanda la Sindaco Stefano Lo Russo.
Leggibile qui:
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31/07/2026

Il team “Space Eagle” conquista la giuria di Frascati con un sistema basato sullo space edge computing per monitorare i ghiacci artici in tempo reale. C’è un filo rosso anzi, un’orbita ben tracciata, che unisce i banchi dei licei scientifici torinesi, le aule del Politecnico e le vette della ricerca aerospaziale europea. Torino torna a confermarsi la capitale dell’innovazione e dello spazio grazie al trionfo del team Space Eagle, che lo scorso 23 giugno ha conquistato il primo posto assoluto all’EO Makerspace Hackathon, la prestigiosa competizione internazionale organizzata da IngeniArs nell’ambito del Phi Innovation Summit dell‘ESA (l’Agenzia Spaziale Europea).

Il team "Space Eagle" conquista la giuria di Frascati con un sistema basato sullo space edge computing per monitorare i ghiacci artici in tempo reale. C’è un filo rosso anzi, un’orbita ben tracciata, che unisce i banchi dei licei scientifici torinesi, le aule del Politecnico e le vette della ri...

C’è un celebre racconto con cui lo scrittore americano David Foster Wallace aprì nel 2005 il suo discorso ai giovani lau...
30/07/2026

C’è un celebre racconto con cui lo scrittore americano David Foster Wallace aprì nel 2005 il suo discorso ai giovani laureati del Kenyon College: due giovani pesci nuotano tranquilli quando incontrano un pesce più anziano che li saluta dicendo: «Buongiorno ragazzi, com’è l’acqua?». I due continuano a nuotare finché uno si gira verso l’altro e chiede: «Che diavolo è l’acqua?». Il senso di quel metaforico incipit era disarmante: le realtà più ovvie, trasparenti e vitali sono spesso quelle più difficili da vedere e di cui prendere consapevolezza.

Stasera a Settimo Torinese, ore 21 e 30, nella rinnovata Piazza degli Alpini, quella stessa metafora diviene bronzo, acciaio Corten e flussi cristallini. L’artista Nino Ventura ha realizzato la sua nuova scultura monumentale, intitolata “Pesci fuor d’acqua“, trasfigurando la memoria industriale di un territorio in una profonda riflessione collettiva sul senso di comunità e sulla consapevolezza del vivere insieme.
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Comune di Settimo Torinese

Da qualche anno sul tavolo della politica cittadina pesa la questione dei due nuovi ospedali, che un ambizioso progetto ...
22/07/2026

Da qualche anno sul tavolo della politica cittadina pesa la questione dei due nuovi ospedali, che un ambizioso progetto regionale ha messo pista. Da una parte la ventennale vicenda del Parco della Salute, o meglio le nuove Molinette, e dall’altra il progetto del nuovo Maria Vittoria che dovrebbe essere costruito con fondi Inail e che dovrebbe inglobare anche l’ Amedeo di Savoia.

Ma è proprio su quest’ultimo progetto che si accende dal 2022 la polemica . Già perché su indicazione comunale l’ospedale viene progettato in quell’area del parco della Pellerina oggi sede temporanea di circhi e giostrai. Una decisione che scavalca financo la Circoscrizione e che trova una decisa opposizione da parte della cittadinanza che si concretizza in due comitati (Assemblea Pellerina NoOspedale nel Parco e Salviamo la Pellerina )

Di qui si origina attraverso i comitati una operazione di informazione, elaborazione di osservazioni al progetto, invito alla partecipazione attraverso assemblee pubbliche etc. Una opposizione che unisce al rigore della contestazione nel merito lo strumento della democrazia partecipata. Ma che trova sino ad oggi una ostinata contrarietà delle istituzioni comunali e regionali.

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16/07/2026

https://www.gazzettatorino.it/il-grande-ludwig-nella-corte-donore-di-palazzo-reale/

Teatro Regio Torino

Un viaggio nel cuore del genio, sotto il cielo d’estate di Torino. Dal 30 giugno al 22 luglio 2026, la splendida Corte d’Onore di Palazzo Reale si trasforma in un palcoscenico d’eccezione per "Rosso Beethoven", la stagione estiva del Teatro Regio. Otto concerti che mettono al centro l’Orches...

A volte, fortunatamente, ritornano.PARACULISSIMA 2026 Biblioteca Archimede, Settimo Torinese Come partecipare.Il bando p...
13/07/2026

A volte, fortunatamente, ritornano.
PARACULISSIMA 2026
Biblioteca Archimede, Settimo Torinese

Come partecipare.

Il bando per gli artisti.

La chiamata alle armi è aperta a tutti i linguaggi: pittura, scultura, fotografia o decoupage. Ogni artista avrà a disposizione un’unica grata metallica (1×2 metri) su cui esporre un massimo di due opere, da fissare rigorosamente con fascette di plastica Come partecipare: Domande via e-mail a [email protected] entro il 2 ottobre 2026

Requisiti: Allegare dati personali e foto delle opere a 300 DPI. Il verdetto sulla conformità arriverà entro il 15 ottobre.

La quota: 5 euro per finanziare il catalogo digitale che rimarrà a futura memoria dell’impresa.

Niente contanti, niente galleristi a fare da filtro, solo oggetti-trofeo (rigorosamente bizzarri) in palio e la possibilità, per i tre vincitori, di esporre in una mostra collettiva offerta dal Comune.

La festa di chiusura di domenica 1° novembre svelerà i verdetti. L’arte, per quattro giorni, torna a essere un gioco terribilmente serio.

Città di Settimo Torinese
ColoriQuadri

Mentre la città è abitata dai suoi rituali estivi tra asfalti roventi e kermesse post-industriali, c’è una Torino che pr...
08/07/2026

Mentre la città è abitata dai suoi rituali estivi tra asfalti roventi e kermesse post-industriali, c’è una Torino che preferisce ri-salire la collina, lungo i tornanti sinuosi di Borgo Po, fino a raggiungere asilo tra le geometrie barocche di Villa della Regina, adagiata sul chaise long della dorsale tra la Val San Martino e la Val Salice, ai piedi del parco cittadino di Villa Genero.
È qui, nella magnifica cornice di Villa della Regina, che è andata in scena la rassegna “Musica Regina in Villa” International Music Festival: un ciclo di appuntamenti co-organizzato dall’Associazione degli Amici della Villa e dall’Associazione Apeiron. La kermesse non è stata soltanto un felice pretesto per spalancare i cancelli della seicentesca residenza sabauda al tramonto. Al cuore della proposta culturale si è avvertito un fil rouge preciso, un tributo implicito quanto doveroso all’intelletto visionario che di questo luogo tracciò il destino: Ascanio Vitozzi.

Fu proprio l’architetto orvietano, intorno al 1615, a concepire per il Cardinale Maurizio di Savoia il disegno originario di quella che nacque come una sontuosa “villa di delizie” fuori dalle mura.

Vitozzi, che in quegli stessi anni stava ridisegnando la spina dorsale di Torino con la monumentale Piazza Castello e il Palazzo Reale, intuì prima di chiunque altro le potenzialità teatrali della collina torinese, importando in Piemonte il modello delle grandi ville romane. E sebbene la morte lo colse proprio in quel 1615, lasciando il testimone ai Castellamonte, l’impronta del suo genio, quella fusione millimetrica tra il rigore della struttura e lo spartito naturale dei giardini digradanti, è rimasta intatta, come uno scheletro armonico mai sbiadito dal tempo.

La rassegna musicale è sembrata così l’esatta prosecuzione, a distanza di quattro secoli, di quell’Accademia dei Solinghi che il Cardinale Maurizio riuniva proprio in questi padiglioni per discutere di arti, scienze e filosofia. I concerti si sono inseriti nello spazio non come un elemento estraneo o puramente decorativo, ma come un restauro acustico. Le vibrazioni del pianoforte e degli strumenti hanno accarezzato le volte e si sono propagate verso gli esterni, amplificate da quell’acustica naturale che le quinte geometriche del giardino sanno creare.

Il vero e proprio zenit di questa operazione culturale, intitolata non a caso alle “Visioni”, si è compiuto durante l’ultima e attesissima serata della rassegna. Per la prima volta nella secolare storia di Villa della Regina, la residenza sabauda ha spalancato le porte a un’intera formazione orchestrale, ospitando la prestigiosa Filarmonica TRT del Teatro Regio di Torino.

Il palcoscenico scelto per questa prima storica non poteva che essere il punto più scenografico e vitozziano del complesso: il Gran Rondeau, la maestosa esedra posteriore. Sotto la direzione elegante della direttrice d’orchestra Cinzia Pennesi, le arcate in pietra e le terrazze digradanti del giardino si sono trasformate in un monumentale teatro a cielo aperto, una cassa di risonanza barocca per un repertorio di rara intensità.
La prima parte della serata ha visto un intenso dialogo tra l’orchestra e il pianoforte solista del valente Francesco Mazzonetto, ideatore e direttore artistico del Festival, sulle note del Concerto n. 20 in re minore K 466 di Mozart. A seguire, lo spazio dell’Esedra è stato inondato dall’energia vitale della Sinfonia n. 4 di Beethoven, un capolavoro di equilibrio classico che è parso specchiarsi simmetricamente nel rigore formale dell’architettura circostante con le luci tese dell’estate che ai attenuavano dolcemente

In un’epoca di festival di massa consumati frettolosamente, l’iniziativa ha ricordato la bellezza del dettaglio. Vedere e ascoltare questa rassegna, non un semplice intrattenimento serale ma un modo, squisitamente sabaudo e profondamente colto, di restituire al genio visionario di Vitozzi la più nobile e grandiosa delle risonanze.

Amici di Villa della Regina Torino

Un progetto speciale unisce gli studenti del Liceo Albe Steiner e il personale medico dell’Ospedale Infantile di Torino ...
03/07/2026

Un progetto speciale unisce gli studenti del Liceo Albe Steiner e il personale medico dell’Ospedale Infantile di Torino per trasformare le pareti del reparto in un grande “Luna Park” a colori, con il fondamentale sostegno dell’Associazione CHICHI e del Rotary Club Piemonte.

Esistono mondi che scorrono paralleli, divisi dalle mura della quotidianità: da un lato la scuola, scandita dai tempi delle lezioni; dall’altro gli ospedali, dove il tempo si dilata e le giornate dei piccoli pazienti sono fatte di terapie e attese. A Torino, però, questi due mondi si sono incontrati dando vita a un’iniziativa straordinaria che porta il nome di “La scuola che cura”.

Il progetto ha visto la realizzazione di un grande murale a tema “Luna Park”, lungo oltre 30 metri, destinato a decorare e colorare i corridoi del reparto di Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita. Per capire a fondo le radici, le emozioni e le sfide tecniche di questa iniziativa, abbiamo rivolto alcune domande a chi questo percorso lo ha ideato e guidato passo dopo passo.
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AOU Città della Salute e della Scienza di Torino

Botto da Strega. La bagarre è il vero romanzo contemporaneo.Mentre i fuochi per San Giovanni si fanno fichi secchi sbrec...
25/06/2026

Botto da Strega. La bagarre è il vero romanzo contemporaneo.

Mentre i fuochi per San Giovanni si fanno fichi secchi sbrecciando il velo nero di Torino, unico momento in cui il cittadino alza gli occhi al cielo, il vero colpo da maestro, l’unico vero botto capace di squarciare l’oscurità del mondo letterario, è arrivato da dove meno te lo aspetti. O forse, a pensarci bene, proprio da dove doveva arrivare: da un’ammirevole, prodigiosa agenzia di comunicazione. Sono loro i veri romanzieri del nostro tempo, gli unici capaci di inventare dal nulla quella magnifica bagarre che quest’anno ha preso il nome di Premio Strega.

Sia lode a questi inventori del nulla. Fino a ieri, diciamoci la verità, nessuno ricordava bene cosa fosse lo Strega, né se per caso esistessero ancora gli scrittori o se si fossero estinti insieme alle pagine culturali. Poi, il miracolo. Un genio del marketing, uno di quei figuri che oggi, senza provare la minima vergogna o spavento di sè, si fanno chiamare content creator , ha trovato la chiave di volta.

Ha capito, con cinismo quasi poetico, che l’italiano medio non cerca la letteratura, cerca la zuffa e le maldicenze.. E così ha sostituito l’aulico pensiero dello scriba con il più truce e succulento pettegolezzo.

La caciara che ne è seguita è perfetta: volgare, un filo triste, vagamente sessista. Insomma, lo specchio fedele, precisissimo e spietato della nostra società. Non si poteva chiedere di meglio per fare della cultura un bene di largo consumo.
Grazie a questa sapiente regia da operetta, il premio è finalmente tornato a galla sui media, sorretto da quell’hype che altro non è se non la versione moderna e digitalizzata della disperazione esistenziale. C’è un trionfo, in tutto questo. I commenti sui social, inferociti e sgrammaticati, sono già bellissimi. Anzi, sono di gran lunga migliori dei libri in concorso: sono, loro sì, il vero romanzo italiano contemporaneo.

Il Premio Strega
Città di Torino

“Un Carabiniere lo si conosce solo quando muore”: la vita di Felice Maritano in un romanzo civileA cinquant’anni dal tra...
13/06/2026

“Un Carabiniere lo si conosce solo quando muore”: la vita di Felice Maritano in un romanzo civile

A cinquant’anni dal tragico scontro con le Brigate Rosse, il libro di Alberto Busca ricostruisce la figura del Maresciallo Maggiore nel nucleo antiterrorismo di Dalla Chiesa. Non una semplice biografia, ma un tributo all’uomo dietro la divisa.

«Per la gente comune, la divisa di un servitore dello Stato è quasi sempre anonima, anonima fino a quando un fatto eclatante, e purtroppo il più delle volte tragico, ricorda loro che quella divisa ha un grado, un nome e una famiglia». In questa frase, pronunciata dall’allora Colonnello dei Carabinieri Giuseppe Franciosa nel ricordare il Maresciallo Maggiore Felice Maritano, risiede il nucleo profondo di una nuova opera che scuote la memoria collettiva del nostro Paese.

A cinquant’anni da quel tragico epilogo che ha segnato la storia della Repubblica, lo scrittore e storico Alberto Busca firma un potente romanzo civile intitolato “FELICE MARITANO. Un Carabiniere lo si conosce solo quando muore”. Un’opera necessaria, nata dal bisogno di restituire un volto, una voce e un’anima a un nome troppo spesso confinato nell’elenco ufficiale delle vittime del terrorismo.
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