Gazzetta Torino

Gazzetta Torino Curiosità, Arte, Cultura, Food e ... informazioni su Torino "GazzettaTorino” la testata giornalistica dedicata all’informazione locale.

Un progetto che nasce con l’obiettivo di costruire con i lettori un canale diretto di comunicazione, focalizzando l’attenzione su argomenti solitamente poco trattati dalle testate generaliste. Editore e coordinatore è TECHNOD, società leader nell’editoria tecnica e commerciale dal 1987 attenta alle nuove strategie nel mondo della comunicazione. L’intento di Gazzetta Torino è quella di comunicare l

’attualità della città metropolitana per contribuire in modo stimolante all’informazione; accorti nelle segnalazioni, curiosi per le novità, ragionevolmente ottimisti e desiderosi di offrire un format avvincente sia nella grafica che nel contenuto. Oltre le consuete rubriche dedicate agli Eventi, alla Cultura, all’Innovazione, alla Salute, all’Economia. GazzettaTorino ospita NUOVE rubriche d’informazione su ARTE, CULTURA e EVENTI del panorama cittadino come:ARTE - il focus sulle mostre del territorio
TalenTO - talenti emergenti e affermati artisti Torinesi DOC. EATpiemonte - Storie e curiosità del food e d’ aziende d’eccellenza. i nuovi Shop – Dove e come trovare nuove attività commerciali e nuovi lavori. Pagine svelate – Per scoprire autori, libri e librai della Torino nascosta. PO 2.0 - per restituire voce a tutti gli attori che sul fiume lavorano, vivono, fanno sport. D’Uomo – notizie dalla diocesi. Queste e altre rubriche per conoscere una Torino diversa. GazzettaTorino proverà a guardare alla sostanza delle cose cercando di non farsi condizionare dal contorno, proverà a vedere invece di intravedere. PER INFORMAZIONI:
Editore: Technod srl
[email protected]

Direttore: Edmondo Bertaina
[email protected]


[email protected]

www.gazzettatorino.it
https://www.facebook.com/gazzettatorino.it

“Ho fatto un patto sai con le mie emozioni, le lascio vivere e loro non mi fanno fuori” canta Vasco Rossi. Un patto di c...
08/06/2026

“Ho fatto un patto sai con le mie emozioni, le lascio vivere e loro non mi fanno fuori” canta Vasco Rossi. Un patto di convivenza passiva, ma quando si tratta di denaro quella convivenza può costare cara.

Nella gestione del risparmio l’attenzione si concentra quasi sempre sugli aspetti numerici: rendimenti, mercati, tassi d’interesse, inflazione. Eppure le scelte finanziarie sono spesso determinate più dalle emozioni che dai dati. Il denaro non rappresenta soltanto un mezzo, ma sicurezza, libertà, protezione della famiglia e fiducia nel futuro. Per questa ragione, ogni decisione che lo riguarda coinvolge inevitabilmente una dimensione psicologica profonda.

La più potente delle paure è quella della perdita, un meccanismo antico radicato nella natura umana. Gli studi di Kahneman e Tversky sulla “Prospect Theory” hanno dimostrato come il dolore provocato da una perdita sia percepito con un’intensità circa doppia rispetto alla soddisfazione generata da un guadagno equivalente. Quando i mercati attraversano fasi di turbolenza, molti investitori non reagiscono ai dati ma alle emozioni che quei dati suscitano, rischiando di trasformare una flessione temporanea in una perdita definitiva.

Accanto alla paura di perdere si colloca quella di sbagliare. Di fronte a un flusso continuo di informazioni contrastanti, molte persone sviluppano una vera paralisi decisionale: si documentano, confrontano, attendono, mentre il tempo trascorre inutilmente e infruttuosamente. Gli psicologi comportamentali parlano di rimpianto anticipato, ossia la tendenza a bloccarsi per evitare in anticipo il dolore di un eventuale ed ipotetico errore. È uno dei paradossi più frequenti della gestione patrimoniale: il tentativo di evitare un errore diventa l’errore più grande.

Articolo completo di Piero Clarizia su GazzettaTorino

Il destino come forza irresistibile, il desiderio che travolge, la ribellione contro un ordine già scritto. È attorno a ...
18/05/2026

Il destino come forza irresistibile, il desiderio che travolge, la ribellione contro un ordine già scritto. È attorno a queste tensioni che il Teatro Regio di Torino costruisce la Stagione 2026/2027, intitolata significativamente “Fatale”: un cartellone monumentale che unisce grande repertorio, riscoperte rare, danza internazionale e nuove produzioni pensate per ridefinire il rapporto tra tradizione e contemporaneità.

Quindici titoli d’opera, nove nuovi allestimenti, tre appuntamenti di danza e un grande omaggio al repertorio barocco compongono una stagione che punta a trasformare il Regio in un luogo aperto, capace di parlare tanto agli appassionati quanto alle nuove generazioni. Il filo conduttore è il confronto con ciò che appare inevitabile: la fatalità del destino, ma anche quella delle passioni umane.

Articolo completo su GazzettaTorino.it

Teatro Regio Torino
Città di Torino

Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Virgilio Maroso, Mario Rigamonti, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Valentin...
04/05/2026

Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Virgilio Maroso, Mario Rigamonti, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Valentino Mazzola, Guglielmo Gabetto, Romeo Menti, Franco Ossola, Danilo Martelli. E ancora Egri Erbstein, Leslie Lievesley, Ottavio Corina. Saranno i loro nomi ad aprire, oggi, la cerimonia commemorativa alla Basilica di Superga, nel giorno dell’anniversario del disastro aereo che nel 1949 cancellò la squadra del Grande Torino. Un appuntamento che si rinnova ogni 4 maggio e che continua a rappresentare uno dei momenti più intensi per la città.

Articolo completo su GazzettaTorino.it
Città di Torino
Torino Football Club

Di là dal fiume e alle OGR. Il Po tra Murazzi e Marco PaoliniIl rilancio del Po pare non essere solo più solo un dossier...
16/04/2026

Di là dal fiume e alle OGR. Il Po tra Murazzi e Marco Paolini

Il rilancio del Po pare non essere solo più solo un dossier che stagna sulla scrivania della Giunta comunale, ma un piano operativo che in queste settimane sta accelerando su due fronti: quello infrastrutturale e quello culturale. Se da un lato i tecnici tirano le cime dei dettagli per il ritorno dei battelli, il riferimento visivo del desiderio restano i bateau-mouche, dall’altro la città riflette sulla gestione delle proprie risorse idriche, spinta anche dalle suggestioni lanciate ieri sera da Marco Paolini sul palco delle OGR con lo spettacolo Dov’è il Po.
Lo spettacolo del narratore veneto, che ricorda di aver vissuto a Settimo Torinese, interamente dedicato alle sorti del Po, ha agito da catalizzatore politico e sociale. Paolini ha messo a n**o le fragilità del fiume, ricordando che ogni intervento di riqualificazione non può prescindere dalla salute dell’ecosistema. Un monito che arriva proprio mentre Torino si appresta a varare la sua nuova flotta “green”.

La navigazione turistica, ferma da anni, ripartirà infatti con imbarcazioni a propulsione esclusivamente elettrica. Il tracciato di 5,5 chilometri collegherà il centro cittadino con il polo di Italia ’61, offrendo un’alternativa di mobilità lenta, silenziosa e possibilmente poco disturbante per chi il fiume lo vive spingendo sui remi.
Sulle sponde, il cambiamento è visibile nel cantiere dei Murazzi. Il Comune sta procedendo alla trasformazione delle arcate nei cosiddetti “River Center”. L’obiettivo dichiarato è rompere il monopolio della movida notturna per fare spazio a centri di gestione fluviale, spazi espositivi e presidi sportivi. Questa diversificazione è considerata fondamentale per garantire il decoro delle sponde e la sicurezza, temi che restano al centro delle rivendicazioni dei comitati di quartiere. I nuovi centri non saranno semplici locali, ma hub multifunzionali che dovranno garantire l’apertura e la sorveglianza delle aree pedonali anche nelle ore diurne. Intanto molti locali si sono costruiti dei mostruosi bastioni di cemento su cui erigere i dehors togliendo definitivamente spazio pubblico e privatizzandolo per il commercio.

Il progetto si inserisce nella più ampia cornice dei fondi PNRR destinati al Parco del Valentino e alla resilienza urbana. La scommessa di Palazzo Civico è trasformare il waterfront torinese in un asset economico e turistico paragonabile a quello delle grandi capitali europee, senza però tradire la vocazione ambientale del fiume. Con la ripresa dei flussi turistici stagionali, il test della navigazione elettrica rappresenterà il primo vero banco di prova per una Torino che cerca di riscoprire la propria identità fluviale attraverso un pragmatismo che unisca tecnologia, intrattenimento e sostenibilità.

Nella speranza che il progetto non affondi come accadde con le barche Valentino e Valentina che in una giornata di rabbia fluviale scomparvero per sempre.

Il sigaro acceso di Citizen Welles al Museo del CinemaAl Museo Nazionale del Cinema di Torino arriva una mostra dedicata...
13/04/2026

Il sigaro acceso di Citizen Welles al Museo del Cinema
Al Museo Nazionale del Cinema di Torino arriva una mostra dedicata a Orson Welles, figura monumentale del Novecento, regista, attore e narratore capace di lasciare un’impronta indelebile nella storia del cinema. Un percorso che ripercorre la sua carriera, da Quarto potere fino alle opere più mature, tra materiali d’archivio, fotografie e documenti che restituiscono tutta la complessità di un artista fuori scala.

Articolo su GazzettaTorino.it

Museo Nazionale del Cinema di Torino

27/03/2026

Con la recente morte di Jürgen Habermas si chiude un secolo: non solo una biografia lunga quasi quanto tutto il Novecento, ma l’ultimo filo diretto con la Scuola di Francoforte, laboratorio di intellettuali impegnati ad analizzare le contraddizioni della società tecnologica moderna. Uno spazio che, a partire dal 1923, provava a pensare la modernità mentre la modernità stessa crollava su di sé, sotto il peso di capitalismo, nazifascismo e cultura di massa.

Con la recente morte di Jürgen Habermas si chiude un secolo: non solo una biografia lunga quasi quanto tutto il Novecento, ma l’ultimo filo diretto con la Scuola di Francoforte, laboratorio di intellettuali impegnati ad analizzare le contraddizioni della società tecnologica moderna. Uno spazio c...

16/03/2026

Abbiamo intervistato Marco Cappato affrontando temi come il fine vita, l'informazione e la democrazia.
Un'occasione per conoscere meglio l' Associazione Luca Coscioni.

C’è un filo rosso che lega le aule dei tribunali, i confini svizzeri e le piazze deserte della politica italiana. È il filo della libertà individuale. Marco Cappato lo percorre da anni, mettendo se stesso a disposizione di una causa che molti preferiscono ignorare. In questa intervista, il lead...

Rigenerare Parco Europa. Appena si trova chi paga.Rigenerare, valorizzare, rilanciare. Parole che nei comunicati pubblic...
11/03/2026

Rigenerare Parco Europa. Appena si trova chi paga.

Rigenerare, valorizzare, rilanciare. Parole che nei comunicati pubblici funzionano sempre benissimo: evocano futuro, innovazione, comunità. Molto meno entusiasmante è la parte che riguarda i soldi. Ed è proprio lì che entra in scena la soluzione sempre più diffusa nelle politiche urbane contemporanee: cercare qualcuno, possibilmente privato, disposto a investire.

È questo il senso delle linee guida approvate dalla Giunta per il futuro del Parco Europa, lo splendido belvedere sulla collina di Cavoretto da cui si osservano il Po, la città e l’arco alpino. Un luogo che, evidentemente, possiede già una qualità fondamentale: il panorama. Il resto — riqualificazione, servizi, gestione — si vedrà, purché qualcuno sia disposto a metterci le risorse perché in cassa non si trova il becco di un quattrino.

La delibera, avvia infatti un percorso di “rigenerazione urbana” che dovrebbe trasformare il parco in un polo per tempo libero, cultura e sostenibilità attraverso quella formula ormai diventata quasi un mantra amministrativo: la collaborazione tra pubblico e privato. Traduzione pratica: il Comune mette l’idea, lo scenario e il bene pubblico; chi vorrà potrà mettere capitali, progetti e — probabilmente — anche il conto finale. Per certi versi l’operazione ricorda quelle famiglie nobili decadute che mettono all’incanto un pezzo per volta, gioielli, mobili, case e persino i parchi.

Articolo completo su GazzettaTorino

Città di Torino

05/03/2026

: il progetto di Fondazione Veronesi che porta gli adolescenti a parlare di cancro riparte da Torino

Riparte anche quest’anno , l’iniziativa di Fondazione Umberto Veronesi ETS dedicata alla sensibilizzazione degli adolescenti sul tema della diagnosi oncologica precoce. Giunto alla dodicesima edizione e realizzato in collaborazione con il Gruppo di Lavoro Adolescenti dell’AIEOP (Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica), il progetto coinvolgerà oltre 3.000 studenti tra febbraio e marzo 2026.

Il quarto incontro del calendario, inserito in un ciclo di dieci appuntamenti complessivi, si è tenuto martedì 24 febbraio al Cinema Reposi di Torino, dove hanno partecipato circa 300 ragazze e ragazzi provenienti da quattro istituti superiori cittadini.

Fondazione Veronesi

: il progetto di Fondazione Veronesi che porta gli adolescenti a parlare di cancro riparte da Torino Riparte anche quest’anno , l’iniziativa di Fondazione Umberto Veronesi ETS dedicata alla sensibilizzazione degli adolescenti sul tema della diagnosi oncologica precoce. Gi...

Il sangue e l’ombra: Macbeth al Teatro Regio di TorinoC’è un punto, nel teatro musicale di Giuseppe Verdi, in cui la par...
26/02/2026

Il sangue e l’ombra: Macbeth al Teatro Regio di Torino

C’è un punto, nel teatro musicale di Giuseppe Verdi, in cui la parola si fa febbre e la musica diventa destino. Quel punto è Macbeth, l’opera che il compositore trasse dall’oscura tragedia di William Shakespeare e che a Torino, sotto la direzione di Riccardo Muti e la regia di Chiara Muti, è tornata a vibrare come un corpo vivo, percorso da brividi antichi e attualissimi.

Il nuovo allestimento, firmato da Chiara Muti e realizzato in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, trasforma la Scozia shakespeariana in una geografia interiore. Qui non c’è cielo. L’intera scena è priva di orizzonte, chiusa in una verticalità opprimente che nega ogni apertura verso l’alto. Il nero è il colore dominante, assoluto: un nero che non è semplice tinta ma materia viva, sostanza che avvolge e assorbe. Il palco si presenta come una distesa di lava nera, solidificata dopo un’eruzione primordiale, superficie aspra e inquieta su cui i personaggi sembrano muoversi come ombre incise nella roccia.
Teatro Regio Torino

Articolo completo www.gazzettatorino.it

Indirizzo

Piazza Carignano 1
Turin
10100

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Gazzetta Torino pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Gazzetta Torino:

Condividi