20/05/2026
Finiti il e il , è tempo di bilanci ⚖
Come al solito, il Salone Internazionale del Libro è una festa, una maratona di cinque giorni (di più, mooolti di più per chi ci lavora) in cui scoprire e riscoprire, incontrarsi (o non riuscire a beccarsi, con conseguente dispiacere), osservare dinamiche e tendenze, mantenersi in forma correndo da un padiglione all'altro, abbracciarsi, sostenersi.
La parola più giusta per definire tutto questo dovrebbe forse essere "coronamento"... o apoteosi (o magari Armageddon 🤭).
Perché ci sono altri 360 giorni (361 negli anni bisestile) di lavoro e preparazione, di studio, di anelli della filiera che ora si saldano ora rischiano di allentarsi, ed è proprio lì che si fanno i giochi: davanti ai nostri PC, nei magazzini, tra le rotative e le stampanti, in mezzo agli scaffali, dietro i banconi.
Abbiamo 360 giorni (361... vabbe', ci siamo capiti) per proporre titoli buoni, curati, amati, per organizzare presentazioni in luoghi da chiamare casa, per far conoscere il mondo in cui nuotiamo, spesso con la corrente avversa.
Pensiamo alle autrici e agli autori che danno forma alle idee, che scrivono (mentre hanno anche mestieri, famiglie, altre cose da tenere insieme), condividono, si raccontano, girano come trottole: sono loro a fare la differenza, ogni mese, ogni ora.
E assieme a loro ci sono professionisti, librerie, associazioni, realtà appassionate: senza di loro, e sarebbero parole vuote.
E, ultime ma non ultime, ci sono le persone che leggono, che investono tempo e risorse scommettendo su un titolo , su una voce nuova, fermandosi ad ascoltare, a sfogliare, a scegliere.
Quindi GRAZIE, ma davvero grazie sempre, non solo a maggio, e ci rivediamo al Lingotto nel 2027 con una promessa: impegnarci affinché il Salone sia il tassello di un percorso, un salotto in cui fermarci e guardarci indietro, ancora con il fiatone per il lungo viaggio avventuroso, ma con chi occhi sfavillanti di chi ha ancora voglia di salpare insieme verso mete tutte da esplorare ✨🦋