08/01/2026
«Gradisce una fetta di limone nel suo tè?», ha chiesto la cassiera di Starbucks, il locale di via Buozzi della catena americana di caffetterie, nel pieno centro di Torino. Il cliente ha accettato e pochi istanti dopo si è ritrovato, a sorpresa, un rincaro sullo scontrino di 1 euro e mezzo per l’aggiunta della fettina di limone. «Un prezzo folle», si sfoga il cliente, che prima si è rivolto al Servizio clienti e poi ha contattato Repubblica per raccontare la disavventura. «Credo che siano stati scorretti, mi hanno fatto pagare tantissimo senza neanche dirmelo prima. È come se mi avessero fatto pagare il ghiaccio nella Coca Cola. O come quando i ristoranti fanno pagare il secondo cucchiaino o il taglio della torta. Ma lì almeno si consuma in piazza San Marco a Venezia o si riceve un servizio».In effetti episodi del genere non sono una novità e sono diventati “virali” sui social.
Sul nostro sito l'articolo completo di Federico Gottardo