28/02/2026
Il ritorno dell'Aquila: quando la storia sbarca a Golfe-Juan 🇫🇷
Camminando sulla banchina, lo sguardo cade quasi subito su una stele: è lì che, nel silenzio del 1° marzo 1815, Napoleone Bonaparte toccò terra di ritorno dall'esilio all'Isola d’Elba. Un arrivo quasi furtivo, in gran segreto, che avrebbe dato il via all'incredibile epopea dei Cento Giorni.
Napoleone rimase qui solo tre ore, il tempo necessario per organizzare la risalita verso Parigi attraverso quella che oggi conosciamo come la Strada Napoleonica. Eppure, nonostante la brevità di quella sosta, il legame con questo territorio è diventato eterno. Lo dimostra la colonna commemorativa che svetta con il suo busto in marmo di Carrara: un monumento resiliente, quasi quanto il mito che rappresenta. Eretta nel 1815, fu abbattuta dopo la disfatta di Waterloo, ricostruita e danneggiata ancora, fino a essere innalzata per la terza volta in occasione dell’apertura ufficiale della via delle Alpi.
Proprio in questo weekend (tra il 28 febbraio e il 1° marzo), Golfe-Juan è tornata a respirare quell'atmosfera rievocativa. Tra il fumo dei bivacchi e il rullo dei tamburi, le associazioni storiche portano in vita le leggendarie battaglie di Port d’Arcole e Rivoli, trasformando il porto in un teatro a cielo aperto.
A rendere l’edizione di quest’anno speciale è stata l'introduzione di un nuovo volto per l'Imperatore, ma anche la presenza di Joachim Murat. Sentire un discendente diretto del Re di Napoli tenere una conferenza proprio in questi luoghi ha aggiunto un valore umano e storico inestimabile, ricordandoci che la storia non è solo fatta di libri, ma di persone, eredità e passioni che continuano a tramandarsi.