10/06/2026
Possiamo vedere il Giappone da un altro punto di vista?
Le due autrici ci portano in una Tokyo distante dall’immaginario turistico, esplorando la metropoli come spazio di identità, solitudini, trasformazioni e contraddizioni della società contemporanea.
Attraversando luoghi simbolici e marginali, il racconto si sofferma sulle jazz kissa, caffè d’ascolto dove il silenzio condiviso diventa rifugio emotivo, o sui mondi della prostituzione (il mondo dell’intrattenimento sessuale fattura quanto quello della pubblicità e più dell’industria dei viaggi) e della cosiddetta sexless society, che rivelano nuove forme di intimità, desiderio e distanza sociale.
Quartieri in perenne mutamento incarnano una città-cantiere, sempre proiettata verso il futuro, mentre altre zone raccontano il conflitto tra gentrificazione e controcultura, dove la working class resiste e non si fa scacciare.
Spazi culturali e nuovi musei mostrano come Tokyo rielabori costantemente il proprio passato per reinventarsi. Tra memoria (altamente selettiva), consumo, isolamento e creatività, emerge il ritratto di una metropoli fluida, dove il tempo scorre veloce ma lascia tracce profonde.
Un viaggio che invita a osservare Tokyo non come destinazione, ma come organismo sociale in continua trasformazione.
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