Radio Blackout 105.250

Radio Blackout 105.250 Dal 1992 l'unica frequenza libera dell'etere torinese, ma non solo...One Station Against the Nation! One station against the nation

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10/01/2026

Oggi, venerdì 9 gennaio, manifestazione davanti all'ambasciata iraniana a sostegno delle proteste in Iran e contro le esecuzioni che a fine anno era arrivate a una ogni due ore.

PODCAST dell'INFO di Radio Blackout 105.250 5\1\26 𝐒𝐚𝐯𝐞 𝐏𝐫𝐨𝐬𝐟𝐲𝐠𝐢𝐤𝐚! https://radioblackout.org/2026/01/save-prosfygika/ O...
10/01/2026

PODCAST dell'INFO di Radio Blackout 105.250 5\1\26 𝐒𝐚𝐯𝐞 𝐏𝐫𝐨𝐬𝐟𝐲𝐠𝐢𝐤𝐚! https://radioblackout.org/2026/01/save-prosfygika/ Oggi abbiamo ascoltato, dalla voce di due compagnx che ci vivono, il racconto della situazione della comunità di Prosfygika, che comprende 8 blocchi di abitazioni occupate nel centro di Atene. In questo spazio liberato, la comunità sta costruendo da 15 anni una controproposta al mondo irrazionale di oggi, promuovendo uno stile di vita comunitario basato sulla solidarietà, il mutuo soccorso, l’orizzontalità, l’auto-organizzazione e la resistenza. Ascolta l’approfondimento...

10/01/2026

Lotte operaie, prosegue lo sciopero allo stabilimento Pirelli di Settimo Torinese dei lavoratori in appalto

Anarres del 9 gennaio. Le squadracce di Trump. Palestina. Geografie del dominio. Iran. Crepe nel regime...ll podcast del...
10/01/2026

Anarres del 9 gennaio. Le squadracce di Trump. Palestina. Geografie del dominio. Iran. Crepe nel regime...

ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming

Ascolta e diffondi l’audio della puntata:

https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-9-gennaio-le-squadracce-di-trump-palestina-geografie-del-dominio-iran-crepe-nel-regime/

Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti:

Le squadracce di Trump
L’assassinio di Renee Good è stata solo l’ultima delle esecuzioni extragiudiziali dell’ICE, agenzia federale che Trump ha scatenato contro i migranti. L’ennesimo atto di una guerra civile che ha preso le mosse con la grazia ai golpisti di Capitol Hill e continua con continui attacchi alla libertà di espressione, di movimento, di opinione.
Difficile pensare che Trump non punti a cambiare le regole del gioco sino a ricandidarsi per un terzo mandato.
Ne abbiamo parlato con Robertino Barbieri

Palestina. Geografie del dominio: radici simboliche e materiali
L’epoca post coloniale, lungi dal chiudere i conti con il tempo degli imperi, ha aperto la strada a conflitti innescati dal ridefinirsi in chiave neocoloniale di dinamiche di controllo a livello globale, nutrendosi alla fonte avvelenata del nazionalismo, delle religioni, dello sfruttamento feroce di esseri umani e risorse.
Lo spazio geografico del Mediterraneo orientale, con l’enorme carico simbolico rappresentato dalla presenza di luoghi legati alle religioni abramitiche, nel 1918 passa sotto controllo della Gran Bretagna, che lo sottrae all’impero ottomano, sconfitto nella prima guerra mondiale.
Proveremo a dipanare le vicende che seguono quell’evento, evidenziandone similitudini e differenze con i processi di decolonizzazione di quell’epoca, segnata da massacri, pulizie etniche, esodi di massa, in vari angoli del pianeta.
Seguendo il filo dei confini disegnati con il righello ma intrisi di sangue, proveremo a cogliere i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna. Una situazione che nel Mediterraneo orientale, ricalca processi che ritroviamo ovunque a livello planetario.
Processi che, con diversi livelli di violenza segnano il nostro tempo.
Il nostro sguardo non è neutro, perché, collocandoci dalla parte degli oppressi e degli sfruttati, ci pone tra chi lotta per abolire Stati, frontiere, eserciti.
Con Fabrizio Eva, geografo politico, anticipiamo alcuni dei temi che verranno affrontati nell’incontro che si terrà a Torino venerdì 16 gennaio.

Iran. Crepe nel regime
“Né dispotismo religioso, né monarchia; donna, vita, libertà”. Questo messaggio viene dal carcere ed echeggia nelle strade.
Dal 28 dicembre si susseguono le proteste in Iran. Innescate dalla gravissima crisi economica, che, complice l’inflazione galoppante colpisce, oltre ai più poveri, anche i ceti medi.
Le proteste partite dal Bazar di Teheran si sono estese a centinaia di località in tutto il paese, con una contestazione diretta al regime teocratico iraniano. La repressione è durissima, ma non ferma le proteste.
La partita è complessa, perché sul cambio di regime scommettono anche gli Stati Uniti e Israele, che sostengono la candidatura dell’ultimo esponente della dinastia Palhavi.
Chi scende in piazza si autorganizza e rifiuta le ingerenze esterne che potrebbero rinforzare il regime in chiave identitaria.
Ne abbiamo parlato con Lollo

Appuntamenti:

Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
Venerdì 16 gennaio
ore 21
corso Palermo 46
Interverrà Fabrizio Eva, geografo politico

A-Distro e SeriRiot
ogni mercoledì
dalle 18 alle 20
in corso Palermo 46
(A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro
SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte
Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini!
Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!
Informati su lotte e appuntamenti!

Federazione Anarchica Torinese
corso Palermo 46
Riunioni – aperte agli interessati - ogni martedì dalle 20,30
per info scrivete a [email protected]

Contatti:

FBto/

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https://t.me/SenzaFrontiere

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www.anarresinfo.org

ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming Ascolta e diffondi l’audio della puntata: Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti: Le squadracce di TrumpL’a...

09/01/2026

Vittoria per 75 operai e operaie della Stanadyne di Castenedolo, Brescia. Dopo una vertenza durata 13 mesi, con scioperi e picchetti davanti alla fabbrica dopo che l’azienda produttrice di iniettori per motori aveva annunciato in modo unilaterale la chiusura) ora Hatz, la nuova proprietà tedesca,...

Anarres, il vostro viaggio nel pianeta delle utopie concrete. Ogni venerdì dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere fre...
09/01/2026

Anarres, il vostro viaggio nel pianeta delle utopie concrete. Ogni venerdì dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Potete ascoltarci anche in streaming

In questa puntata:

Le squadracce di Trump
L’assassinio di Renee Good è stata solo l’ultima delle esecuzioni extragiudiziali dell’ICE, agenzia federale che Trump ha scatenato contro i migranti. L’ennesimo atto di una guerra civile che ha preso le mosse con la grazia ai golpisti di Capitol Hill e continua con continui attacchi alla libertà di espressione, di movimento, di opinione.
Difficile pensare che Trump non punti a cambiare le regole del gioco sino a ricandidarsi per un terzo mandato.
Ne parliamo con Robertino Barbieri

Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
L’epoca post coloniale, lungi dal chiudere i conti con il tempo degli imperi, ha aperto la strada a conflitti innescati dal ridefinirsi in chiave neocoloniale di dinamiche di controllo a livello globale, nutrendosi alla fonte avvelenata del nazionalismo, delle religioni, dello sfruttamento feroce di esseri umani e risorse.
Lo spazio geografico del Mediterraneo orientale, con l’enorme carico simbolico rappresentato dalla presenza di luoghi legati alle religioni abramitiche, nel 1918 passa sotto controllo della Gran Bretagna, che lo sottrae all’impero ottomano, sconfitto nella prima guerra mondiale.
Proveremo a dipanare le vicende che seguono quell’evento, evidenziandone similitudini e differenze con i processi di decolonizzazione di quell’epoca, segnata da massacri, pulizie etniche, esodi di massa, in vari angoli del pianeta.
Seguendo il filo dei confini disegnati con il righello ma intrisi di sangue, proveremo a cogliere i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna. Una situazione che nel Mediterraneo orientale, ricalca processi che ritroviamo ovunque a livello planetario.
Processi che, con diversi livelli di violenza segnano il nostro tempo.
Il nostro sguardo non è neutro, perché, collocandoci dalla parte degli oppressi e degli sfruttati, ci pone tra chi lotta per abolire Stati, frontiere, eserciti.
Con Fabrizio Eva, geografo politico, anticipiamo alcuni dei temi che verranno affrontati nell’incontro che si terrà a Torino il prossimo venerdì.

Iran. Crepe nel regime
“Né dispotismo religioso, né monarchia; donna, vita, libertà”. Questo messaggio viene dal carcere ed echeggia nelle strade.
Dal 28 dicembre si susseguono le proteste in Iran. Innescate dalla gravissima crisi economica, che, complice l’inflazione galoppante colpisce, oltre ai più poveri, anche i ceti medi.
Le proteste partite dal Bazar di Teheran si sono estese a centinaia di località in tutto il paese, con una contestazione diretta al regime teocratico iraniano. La repressione è durissima, ma non ferma le proteste.
La partita è complessa, perché sul cambio di regime scommettono anche gli Stati Uniti e Israele, che sostengono la candidatura dell’ultimo esponente della dinastia Palhavi.
Chi scende in piazza si autorganizza e rifiuta le ingerenze esterne che potrebbero rinforzare il regime in chiave identitaria.
Ne parliamo con Lollo

Appuntamenti:

Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
Venerdì 16 gennaio
ore 21
corso Palermo 46
Interverrà Fabrizio Eva, geografo politico

A-Distro e SeriRiot
ogni mercoledì
dalle 18 alle 20
in corso Palermo 46
(A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro
SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte
Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini!
Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!
Informati su lotte e appuntamenti!

Federazione Anarchica Torinese
corso Palermo 46
Riunioni – aperte agli interessati - ogni martedì dalle 20,30
per info scrivete a [email protected]

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PODCAST di 🅼🅴🆃🅸🆇🅵🅻🅾🆆 del 2\1\26 https://radioblackout.org/podcast/metix-flow-2-gennaio-2026 S͟o͟l͟o͟ ͟m͟u͟s͟i͟c͟a͟ ͟p͟e͟...
08/01/2026

PODCAST di 🅼🅴🆃🅸🆇🅵🅻🅾🆆 del 2\1\26 https://radioblackout.org/podcast/metix-flow-2-gennaio-2026 S͟o͟l͟o͟ ͟m͟u͟s͟i͟c͟a͟ ͟p͟e͟r͟ ͟i͟n͟i͟z͟i͟a͟r͟e͟ ͟i͟l͟ ͟2͟0͟2͟6͟:͟ ͟i͟l͟ ͟m͟e͟g͟l͟i͟o͟ ͟d͟e͟l͟l͟’͟a͟n͟n͟o͟ ͟c͟o͟n͟c͟l͟u͟s͟o͟ ͟s͟e͟c͟o͟n͟d͟o͟ ͟n͟o͟i͟ ͟m͟e͟t͟i͟c͟c͟e͟.͟͟͟N͟e͟s͟s͟u͟n͟a͟ ͟c͟l͟a͟s͟s͟i͟f͟i͟c͟a͟,͟ ͟n͟e͟s͟s͟u͟n͟ ͟p͟r͟i͟m͟o͟ ͟e͟ ͟n͟e͟s͟s͟u͟n͟ ͟u͟l͟t͟i͟m͟o͟…͟.͟s͟o͟l͟o͟ ͟q͟u͟e͟l͟l͟o͟ ͟c͟h͟e͟ ͟c͟i͟ ͟h͟a͟ ͟s͟o͟l͟l͟e͟t͟i͟c͟a͟t͟o͟ ͟l͟e͟ ͟o͟r͟e͟c͟c͟h͟i͟e͟…͟͟͟B͟u͟o͟n͟ ͟a͟s͟c͟o͟l͟t͟o͟.͟͟͟ PLAYLIST Nel Primo commento! ⬇️⬇️⬇️

𝗦𝗣𝗘𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘 𝗩𝗘𝗡𝗘𝗭𝗨𝗘𝗟𝗔 𝘈 𝘤𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘳𝘦𝘥𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘪𝘯𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘥𝘪 𝘙𝘢𝘥𝘪𝘰 𝘉𝘭𝘢𝘤𝘬𝘰𝘶𝘵. https://radioblackout.org/2026/01/speciale-vene...
08/01/2026

𝗦𝗣𝗘𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘 𝗩𝗘𝗡𝗘𝗭𝗨𝗘𝗟𝗔 𝘈 𝘤𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘳𝘦𝘥𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘪𝘯𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘥𝘪 𝘙𝘢𝘥𝘪𝘰 𝘉𝘭𝘢𝘤𝘬𝘰𝘶𝘵. https://radioblackout.org/2026/01/speciale-venezuela/ 𝗜𝗹 𝟯 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗴𝗹𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗨𝗻𝗶𝘁𝗶 𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 𝘂𝗻’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗯𝗮𝘀𝗶 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗹𝗶 𝗲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗮 𝗖𝗮𝗿𝗮𝗰𝗮𝘀, 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗶ù 𝗱𝗶 𝟴𝟬 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶.
𝗦𝗶𝗺𝘂𝗹𝘁𝗮𝗻𝗲𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗲𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗠𝗮𝗱𝘂𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗽𝗿𝗲𝘁𝗲𝘀𝘁𝘂𝗼𝘀𝗲 𝗮𝗰𝗰𝘂𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗻𝗮𝗿𝗰𝗼𝘁𝗲𝗿𝗿𝗼𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼. 𝗟𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗧𝗿𝘂𝗺𝗽 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗱𝘂𝗯𝗯𝗶 𝗻𝗲𝗺𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗻𝗶𝗺𝗲 𝗽𝗶ù 𝗶𝗻𝗴𝗲𝗻𝘂𝗲: 𝗴𝗹𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗨𝗻𝗶𝘁𝗶 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗲𝘁𝗿𝗼𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗩𝗲𝗻𝗲𝘇𝘂𝗲𝗹𝗮. 𝗚𝗹𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗨𝗻𝗶𝘁𝗶 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗵𝗮𝘃𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝘀𝗶𝗮𝘀𝗶 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮.
𝗚𝗹𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗨𝗻𝗶𝘁𝗶 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼𝗻𝗼 𝗹’𝗔𝗺𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗟𝗮𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶.𝗜𝗹 𝗩𝗲𝗻𝗲𝘇𝘂𝗲𝗹𝗮 è 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 (𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁’𝗮𝗻𝗻𝗼).
𝗔𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗺𝗶𝗰𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝘁𝗼:
𝗚𝗲𝗿𝗮𝗹𝗱𝗶𝗻𝗮 𝗖𝗼𝗹𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗮 𝗖𝗮𝗿𝗮𝗰𝗮𝘀
𝗨𝗻 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗺𝗯𝗶𝗮𝗻𝗼
𝗨𝗻 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗮𝗰𝗮𝘆
𝗨𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗲𝗿𝘂𝘃𝗶𝗮𝗻𝗶 𝗲𝗻 𝗽𝗶𝗲 𝗱𝗲 𝗹𝘂𝗰𝗵𝗮 𝗶𝗻 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮
𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶

𝗦𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗘𝗹 𝗦𝗼𝗻𝗶𝗴ü𝗲𝗿𝗼 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝗰𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹

𝙋𝙊𝘿𝘾𝘼𝙎𝙏 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙄𝙉𝙁𝙊 di Radio Blackout 105.250 5\1\26 𝗟𝗶𝗰𝗲𝗼 𝗘𝗶𝗻𝘀𝘁𝗲𝗶𝗻 𝗱𝗼𝗺𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗶 𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮 https://radioblackout.org/2...
07/01/2026

𝙋𝙊𝘿𝘾𝘼𝙎𝙏 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙄𝙉𝙁𝙊 di Radio Blackout 105.250 5\1\26 𝗟𝗶𝗰𝗲𝗼 𝗘𝗶𝗻𝘀𝘁𝗲𝗶𝗻 𝗱𝗼𝗺𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗶 𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮 https://radioblackout.org/2026/01/liceo-einstein-domiciliari-a-chi-protesta/ La Questura di Torino ha effettuato una serie di perquisizioni domiciliari culminate nell’applicazione di sei misure cautelari agli arresti domiciliari nei confronti di giovani, in gran parte minorenni. I provvedimenti riguardano studenti che hanno preso parte alle mobilitazioni dell’autunno scorso, raccolte sotto lo slogan “Blocchiamo tutto”, una stagione di proteste che ha attraversato il Paese con manifestazioni di massa, blocchi nei principali snodi della logistica e dei trasporti e scioperi diffusi.
Tra i destinatari dei provvedimenti figurano soprattutto studenti del liceo Einstein di Torino, giovanissimi costretti ai domiciliari .Una misura cautelare che ha come scopo quello di intimidire e imporre un disciplinamento al fine d’impedire qualsiasi esperienza di mobilitazione contro le logiche guerrafondaie e l’impunità dei fascisti. Ne parliamo con uno studente del collettivo dell’Einstein.

07/01/2026

Deficenza Naturale Monnezza Auricolare Stasera torna Radio Kebab!

𝐁𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐔𝐍𝐀 𝐏𝐑𝐈𝐆𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐁𝐑𝐔𝐂𝐈𝐀 Podcast del 5\1\26 𝙍𝙚𝙥𝙧𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙚 𝙜𝙪𝙚𝙧𝙧𝙖: 𝙛𝙧𝙤𝙣𝙩𝙚 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙣𝙤 𝙚 𝙛𝙧𝙤𝙣𝙩𝙚 𝙚𝙨𝙩𝙚𝙧𝙣𝙤 – 𝙑𝙚𝙣𝙚𝙯𝙪𝙚𝙡𝙖 ...
06/01/2026

𝐁𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐔𝐍𝐀 𝐏𝐑𝐈𝐆𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐁𝐑𝐔𝐂𝐈𝐀 Podcast del 5\1\26 𝙍𝙚𝙥𝙧𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙚 𝙜𝙪𝙚𝙧𝙧𝙖: 𝙛𝙧𝙤𝙣𝙩𝙚 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙣𝙤 𝙚 𝙛𝙧𝙤𝙣𝙩𝙚 𝙚𝙨𝙩𝙚𝙧𝙣𝙤 – 𝙑𝙚𝙣𝙚𝙯𝙪𝙚𝙡𝙖 𝙚 𝙋𝙖𝙡𝙖𝙣𝙩𝙞𝙧 – 𝙇𝙖 𝙜𝙪𝙚𝙧𝙧𝙖 𝙞𝙗𝙧𝙞𝙙𝙖 𝙙𝙞 𝙄𝙨𝙧𝙖𝙚𝙡𝙚 𝙞𝙣 𝙄𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖 – 𝙋𝙧𝙞𝙨𝙤𝙣𝙚𝙧𝙨 𝙛𝙤𝙧 𝙋𝙖𝙡𝙚𝙨𝙩𝙞𝙣𝙚 https://radioblackout.org/podcast/repressione-e-guerra-fronte-interno-e-fronte-esterno-la-guerra-ibrida-di-israele-in-italia-venezuela-e-palantir-prisoners-for-palestine Fronte interno – I processi di militarizzazione della repressione non riguardano solo la traslazione di sistemi d’arma dal contesto bellico all’ordine pubblico, ma anche la costruzione del nemico interno e di un arsenale normativo per contrastarlo. Parallelamente, una categoria elastica come quella della “guerra ibrida” può includere anche l’influenza di un paese straniero sugli apparati repressivi e legislativi di un altro Stato? Se così fosse, dovremmo essere in grado di riconoscere la guerra ibrida mossa da Israele. Fronte esterno – L’operazione militare-repressiva che ha portato al rapimento di Maduro e di sua moglie si è costruita all’interno della cornice della guerra al narcotraffico. Se gli Stati Uniti hanno storicamente utilizzato il traffico di droga come pratica militare (Caso Contras, Operazione Blue Moon, ecc.), oggi si rappresentano come vittime di cartelli della droga equiparati a organizzazioni terroristiche in un’inchiesta firmata dalla Procuratrice Generale Pam Bondi, la stessa figura che giocò un ruolo importante nell’iscrizione di Antifa tra le sigle del terrorismo internazionale.

Indirizzo

Via Antonio Cecchi 21/a
Turin
10152

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