21/08/2026
Un uomo anziano esce nell’orto di un paese affacciato sul mare e ripete i gesti pazienti di ogni giorno. Parla alle piante, osserva il cielo e torna continuamente con lo sguardo alla strada che sale tra le case. Tra odori, ricordi e piccoli rumori del paese, il presente si confonde con ciò che l’uomo non riesce a lasciare andare...
"La tazza sbeccata" di Juri Secli è il racconto di oggi per la rassegna estiva di ItalyPost 🌱
«Il tetto di ardesia era ancora bagnato di notte. La pietra scura tratteneva una luce opaca, mentre il giorno si decideva a nascere. Sopra il colmo, il cielo si era aperto in un taglio lungo e irregolare. Non era una schiarita. Sembrava una stoffa tirata troppo, che in un punto avesse ceduto, lasciando vedere qualcosa di più luminoso al di là.
Il paese dormiva ancora. In basso lo cullava il frangere delle onde, ma più su tornava il silenzio. Dietro le ultime case, gli orti salivano a gradoni. Le canne dei pomodori erano immobili, le foglie dei fagiolini trattenevano gocce di rugiada che la luce non aveva ancora raggiunto.
L’uomo uscì di casa senza fare rumore».
Questo l'incipit de "La tazza sbeccata" di Juri Secli, racconto inedito selezionato dal Premio Calvino, pubblicato oggi su ItalyPost. All’alba, un uomo anziano esce nell’orto di un paese affacciato sul mare e ripete i gesti pazienti di ogni giorno. Parla alle piante, osserva il cielo e torna continuamente con lo sguardo alla strada che sale tra le case. Sotto il pergolato, una sedia vuota e una tazza sbeccata custodiscono un’attesa diventata abitudine. Tra odori, ricordi e piccoli rumori del paese, il presente si confonde con ciò che l’uomo non riesce a lasciare andare. Per leggere, link nei commenti o in bio