Premio Italo Calvino

Premio Italo Calvino Premio letterario per aspiranti scrittori, riservato a opere prime inedite di narrativa. Fondato a Torino nel 1985.

"Ada tira su la zip dei pantaloni e si guarda allo specchio. Ha una canotta plissettata, lo scollo rotondo giusto sul se...
21/08/2026

"Ada tira su la zip dei pantaloni e si guarda allo specchio. Ha una canotta plissettata, lo scollo rotondo giusto sul seno, il tessuto arioso. Lo specchio è appoggiato alla parete, leggermente inclinato: la fa sembrare più alta."

"Mezz'ora" di Siria Moschella è il racconto del giorno per l'Agosto Narrativo delL'Indiscreto 🪞

Il nostro essere nel (e al) mondo è un fatto difficile da scorporare dallo spazio che occupiamo e abitiamo. Un tetto stabile sulla testa o una precaria stanza condivisa hanno entrambi a che fare con un senso di appartenenza instabile, perché da ogni luogo ce ne andiamo lasciandoci dietro qualcosa....

Un uomo anziano esce nell’orto di un paese affacciato sul mare e ripete i gesti pazienti di ogni giorno. Parla alle pian...
21/08/2026

Un uomo anziano esce nell’orto di un paese affacciato sul mare e ripete i gesti pazienti di ogni giorno. Parla alle piante, osserva il cielo e torna continuamente con lo sguardo alla strada che sale tra le case. Tra odori, ricordi e piccoli rumori del paese, il presente si confonde con ciò che l’uomo non riesce a lasciare andare...

"La tazza sbeccata" di Juri Secli è il racconto di oggi per la rassegna estiva di ItalyPost 🌱

«Il tetto di ardesia era ancora bagnato di notte. La pietra scura tratteneva una luce opaca, mentre il giorno si decideva a nascere. Sopra il colmo, il cielo si era aperto in un taglio lungo e irregolare. Non era una schiarita. Sembrava una stoffa tirata troppo, che in un punto avesse ceduto, lasciando vedere qualcosa di più luminoso al di là.
Il paese dormiva ancora. In basso lo cullava il frangere delle onde, ma più su tornava il silenzio. Dietro le ultime case, gli orti salivano a gradoni. Le canne dei pomodori erano immobili, le foglie dei fagiolini trattenevano gocce di rugiada che la luce non aveva ancora raggiunto.
L’uomo uscì di casa senza fare rumore».

Questo l'incipit de "La tazza sbeccata" di Juri Secli, racconto inedito selezionato dal Premio Calvino, pubblicato oggi su ItalyPost. All’alba, un uomo anziano esce nell’orto di un paese affacciato sul mare e ripete i gesti pazienti di ogni giorno. Parla alle piante, osserva il cielo e torna continuamente con lo sguardo alla strada che sale tra le case. Sotto il pergolato, una sedia vuota e una tazza sbeccata custodiscono un’attesa diventata abitudine. Tra odori, ricordi e piccoli rumori del paese, il presente si confonde con ciò che l’uomo non riesce a lasciare andare. Per leggere, link nei commenti o in bio

Un uomo viene rapito e condotto in un istituto organizzato come un immenso sistema di celle sovrapposte, dove ogni corpo...
20/08/2026

Un uomo viene rapito e condotto in un istituto organizzato come un immenso sistema di celle sovrapposte, dove ogni corpo viene osservato, classificato e sottoposto a regole che sembrano non lasciare spazio alla volontà individuale: è "La doma dello sguardo" di Enrico Seimandi, racconto del giorno per la rassegna estiva di ItalyPost ⚡👁

«Sono stato rapito e portato qui. Pesato, misurato e prezzato. Qui tutti parlano del proprio c***o, di quanto è cattivo, furbo e duro. Tutti sono costretti a sc***re e, quando non scopano, dormono o mangiano o guardano gli altri sc***re. Non si può fare altro. In questo istituto ciascuno è munito di una propria unità-loculo abitativa che si intreccia al millepiani, che sono gli altri livelli di questo mondo.
Dimoro dentro un parallelepipedo essenziale, dai confini netti e precisi al tatto ma sfumati alla vista. Lo sguardo si perde nella ridda caleidoscopica di occhi affioranti a intarsio sulla pelle della mia stanza.
Questa gabbia è per il mio corpo. La mia vita inizia e finisce qui.»

Questo l'incipit de "La doma dello sguardo" di Enrico Seimandi, racconto inedito selezionato dal Premio Calvino, pubblicato oggi su ItalyPost. Un uomo viene rapito e condotto in un istituto organizzato come un immenso sistema di celle sovrapposte. Qui ogni corpo viene osservato, classificato e sottoposto a regole che sembrano non lasciare spazio alla volontà individuale. Tra ordini, farmaci e identità imposte, il protagonista cerca di capire che cosa gli appartenga ancora davvero. Il mondo esterno riaffiora in frammenti, insieme al ricordo di una separazione che ha cambiato ogni cosa. Per leggere, link nei commenti o in bio

«La Gabbia ci porta a pensare che forse gli anni di piombo non si siano mai conclusi del tutto, ma solo camuffati in qua...
20/08/2026

«La Gabbia ci porta a pensare che forse gli anni di piombo non si siano mai conclusi del tutto, ma solo camuffati in qualcos’altro di meno visibile e rumoroso».
Recuperiamo la recensione uscita a maggio su L'Indice dei Libri del Mese, e firmata da Sandro Bonvissuto, per "La gabbia" di Flora Giuliano D’Errico, Bompiani: e ne approfittiamo per segnalarvi che il romanzo, insieme a "Latte" di Marina Zucchelli (Rizzoli) è in finale al Premio San Salvo! 🎉

"Nostra madre non si alzò neanche il giorno dopo, né il successivo. Nostro padre, che mal tollerava il riposo della mogl...
19/08/2026

"Nostra madre non si alzò neanche il giorno dopo, né il successivo. Nostro padre, che mal tollerava il riposo della moglie, si mise a dormire in salotto, appoggiato a un bracciolo del divano, la testa grigia e riccia che ciondolava, una coperta che gli nascondeva le gambe dalle ginocchia in giù, come se fosse sul punto di alzarsi, la televisione accesa su interminabili documentari."
Anna Raucci, "Il gioco della serpe", per l'Agosto Narrativo delL'Indiscreto 🐍

Nella strana diatriba fra diagnosi e superstizione, non c’è famiglia che non conservi fra le mura di casa un episodio ambiguo, in grado di prestarsi a più interpretazioni. La malattia di una madre è un baratro interiore, un velo di polvere sugli oggetti, un tipo di immobilismo che mangia i bord...

«Quel giorno sono andata all’ospedale alle sette e mezza in punto. Mi ha accompagnata A., che poi era anche quello che m...
19/08/2026

«Quel giorno sono andata all’ospedale alle sette e mezza in punto. Mi ha accompagnata A., che poi era anche quello che mi aveva messa incinta».

"Louis Vuitton" di Rossella Sorbara è il racconto del giorno su ItalyPost 🌼

«Quel giorno sono andata all’ospedale alle sette e mezza in punto. Mi ha accompagnata A., che poi era anche quello che mi aveva messa incinta.
Mi ha accompagnata fin nel corridoio, fin nella corsia dove piangevano i neonati, prima del reparto IVG. Prima, perché lì mi sono fermata e gli ho detto che volevo andare da sola.
Ha esitato un poco prima di andarsene, mi pareva che avesse paura che cambiassi idea. Mi guardava con degli occhi schifosi, pieni di diffidenza. Poi ha visto che l’orologio segnava le 7.45 e ha deciso che doveva andare a lavorare. Mi ha messo il braccio destro intorno al collo, stringendomi di sbieco.
Voleva essere una specie di abbraccio».

Questo l'incipit di "Louis Vuitton" di Rossella Sorbara, racconto inedito selezionato dal Premio Calvino, pubblicato oggi su ItalyPost. Una mattina, Giulia entra in ospedale per affrontare una scelta che ha maturato quasi completamente da sola. Nella stanza 45 osserva le altre donne e le differenze sociali che sembrano separarle, ma anche unirle. L'incontro inatteso con un'anestesista conosciuta al bar trasforma un momento di vulnerabilità in vergogna. Tornata a casa, Giulia prova a rimettere in ordine gli oggetti, il corpo e i pensieri. Per leggere, link nei commenti o in bio

Se state leggendo con interesse o curiosità i racconti dell'Agosto Narrativo delL'Indiscreto (o se vi piacciono i raccon...
18/08/2026

Se state leggendo con interesse o curiosità i racconti dell'Agosto Narrativo delL'Indiscreto (o se vi piacciono i racconti, la lettura e le riviste in generale): da oggi quei racconti li trovate tutti insieme, in un ebook esclusivo, disponibile per chi sostiene la rivista. E come la si sostiene? Abbonandosi, qui ➡️ https://steady.page/it/indiscreto/about
Grazie a Giulia Bocchio e Francesco D'Isa per averci coinvolti nel progetto! 🩷

"Superstite" di Elena Di Maio è il racconto del giorno per la rassegna estiva di ItalyPost: buona lettura! ⛱
18/08/2026

"Superstite" di Elena Di Maio è il racconto del giorno per la rassegna estiva di ItalyPost: buona lettura! ⛱

«Lo stabilimento sta per chiudere: il bagnino lo ripete per la terza volta nel megafono. Calmo, perentorio, scandisce l’abbandono dei lettini, la raccolta dei costumi appesi ai ganci degli ombrelloni, il fruscio dei salvagenti trascinati lungo la passerella.
Giorgia indugia. Aspetta che le file davanti a lei si svuotino prima di afferrare la borsa da mare scolorita e infilarsi il prendisole liso, allacciato dietro la schiena secondo la moda di dieci anni prima. Prova a godersi gli ultimi raggi obliqui del sole».

Questo l'incipit di "Superstite" di Elena Di Maio, racconto inedito selezionato dal Premio Calvino, pubblicato oggi su ItalyPost. Dopo venticinque anni, Giorgia torna nella casa al mare dell’adolescenza. Un incontro inatteso e gli oggetti lasciati dalla sorella confondono passato e presente, costringendola ad affrontare i ricordi e un senso di colpa silenzioso. Per leggere, link nei commenti o in bio

Vi segnaliamo che questo sabato (22/8) le “nostre” Elisa Menon (“Guance bianche e rosse”, Einaudi editore) e Marina Zucc...
18/08/2026

Vi segnaliamo che questo sabato (22/8) le “nostre” Elisa Menon (“Guance bianche e rosse”, Einaudi editore) e Marina Zucchelli (“Latte”, Rizzoli) saranno a Torricella Peligna per il John Fante Festival "Il dio di mio padre", insieme all’altro finalista Luca Mastrantonio: l’appuntamento è alla Pineta Comunale alle 16.30 e in Piazza Unità d'Italia alle 21.30 per la premiazione. 🏆

"Corro tra le strade labirintiche, aggrovigliate su sé stesse come tubuli seminiferi. Calpesto asfalto, sanpietrini. Sfi...
17/08/2026

"Corro tra le strade labirintiche, aggrovigliate su sé stesse come tubuli seminiferi. Calpesto asfalto, sanpietrini. Sfioro pareti in cemento, serrande tirate, graffiti sfatti e gruppi di ragazze che mi fanno i fischi e mi chiamano tesoro. Il sole si arrampica sui palazzi e il cielo prende il colore di un’escoriazione. I lampioni si spengono come i maschi di lucciola dopo l’accoppiamento. Muoiono con le p***e vuote."

“Tornare. Dopo quello che ho fatto” di Alessandro Agnese è il racconto di oggi per l'Agosto Narrativo delL'Indiscreto, in collaborazione con il nostro Premio 🔥

Il nostro Agosto procede con questo racconto dal sapore faulkneriano; è cadenzato da sette starnuti stranianti, ma non più stranianti di un paese che ti ricorda solo attraverso il filtro della lordura e del dramma, quasi dimentico che il dolore è il sentimento più collettivo di tutti. E quello c...

Indirizzo

Via Madama Cristina, 16
Turin
10125

Orario di apertura

11:00 - 16:00

Telefono

+39011337352

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