24/11/2025
Via libera a maggioranza, in Prima commissione consiliare, al bilancio di previsione finanziario dell’Assemblea legislativa dell’Umbria per il triennio 2026-2028. La seduta, svoltasi a Palazzo Cesaroni e presieduta da Francesco Filipponi (Pd), ha sancito l’approvazione dell’atto proposto dall’Ufficio di presidenza con cinque voti favorevoli espressi dai commissari di maggioranza e due voti contrari della minoranza. Il documento, che ora approderà in Aula con Filipponi e la vicepresidente Laura Pernazza (FI) in qualità di relatori dei due schieramenti, fotografa una gestione improntata a una marcata “spending review”.
Il dato politico ed economico più rilevante emerso durante l’illustrazione tecnica, alla presenza del presidente del collegio dei revisori dei conti Carlo Luigi Lobello, riguarda infatti la sensibile contrazione delle risorse a disposizione. Il triennio in esame segnerà un punto di svolta storica per i conti dell’ente: il trasferimento di fondi da parte della Giunta regionale sarà inferiore di un milione di euro rispetto alle annualità precedenti. Su un totale di circa 18 milioni di entrate complessive (che includono anche trasferimenti Agcom per il Corecom e rimborsi vari), la dotazione regionale si attesta a 17 milioni e 600mila euro, il livello più basso registrato negli ultimi dodici anni.
Sul fronte delle uscite, la rigidità strutturale del bilancio appare evidente, con la quasi totalità delle risorse assorbita da voci vincolate. Per l’esercizio 2026, 9 milioni di euro sono destinati alle competenze degli organi e agli assegni vitalizi (voce, quest’ultima, che da sola pesa per 4,1 milioni), mentre 6,3 milioni copriranno le spese per il personale dipendente dell’Assemblea. Le indennità degli attuali amministratori regionali ammontano a quasi 3 milioni, mentre poco meno di un milione è riservato ai gruppi consiliari per il personale. I margini di manovra per la cosiddetta “spesa libera” si riducono a circa 2 milioni di euro, destinati essenzialmente all’acquisizione di beni e servizi, inclusi gare, appalti e il sistema informatico. Garantiti, seppur in un quadro di razionalizzazione, i fondi per il funzionamento di organi collegati come l’Isuc (120mila euro) e il Corecom, così come le risorse per le attività istituzionali e i patrocini.
A margine della votazione, il presidente della Commissione Francesco Filipponi ha rivendicato la solidità dell’impianto contabile, definendolo un bilancio “redatto secondo i principi di trasparenza e armonizzazione”, capace di garantire gli equilibri finanziari nonostante il taglio delle risorse. L’esponente del Partito Democratico ha sottolineato il valore politico della rinuncia a un milione di euro da parte dell’Assemblea, descrivendo una gestione “orientata al contenimento della spesa pubblica e alla razionalizzazione dei costi”, senza però pregiudicare l’erogazione dei servizi e le politiche di interesse pubblico.
L’approvazione di questo bilancio di previsione lancia un segnale preciso nel panorama politico regionale: l’Assemblea legislativa sceglie, o è costretta ad accettare, una linea di austerità che non si vedeva da oltre un decennio. La riduzione del trasferimento dalla Giunta impone una gestione amministrativa chirurgica, dove ogni voce di spesa non obbligatoria è stata ricalibrata al ribasso. Tuttavia, il voto contrario della minoranza, rappresentata in questa fase dalla vicepresidente Pernazza, lascia intendere che, al di là dei numeri e dei tagli condivisi o subiti, permanga una distanza politica sulla visione strategica dell’ente e sulle priorità di spesa. La sfida per il prossimo triennio sarà dunque mantenere la piena operatività e l'efficienza della macchina legislativa umbra a fronte di una "dieta" finanziaria che riduce i margini per iniziative istituzionali discrezionali.