04/04/2026
💔 Aveva in mano un sacchetto di semi e si sentiva un milionario. “Questi sono bitcoin. Dobbiamo piantare alberi, dobbiamo salvare questo mondo”.
Stoyan Georgiev, per tutti Stefano, bulgaro di 61 anni senza dimora a Milano, ogni giorno ricominciava la sua missione con gentilezza: in compagnia della sua cagnolina Luisa riusciva a fermare i cittadini sempre di fretta e donava loro un seme di Ginkgo biloba. Spiegava l’importanza degli alberi e invitava le persone a piantare quel seme mentre lo regalava con amore, in corso Venezia, vicino ai Giardini Montanelli.
Ma Stefano se n’è andato appena dopo aver salutato la primavera lasciando in lacrime quei cittadini che con il tempo, vincendo l’iniziale diffidenza e i pregiudizi, non solo avevano imparato ad amarlo ma anche a riscoprire la gioia di una vita semplice. E ora desiderano che Milano non dimentichi questo “Don Chisciotte moderno, un romantico visionario” come lo definisce Silvia, lavoratrice della zona.
“Non si limitava a donare semi: parlava con le persone, le ascoltava, sapeva creare relazioni preziose nella frenesia della città”. La terribile notizia della morte l’ha sconvolta. E così è stato per Martino, avvocato, che volentieri si fermava con il sessantunenne ogni giorno durante la pausa pranzo. “All’inizio mi ha attirato l’allegria di Luisa, poi – dice Martino – ho scoperto Stefano: gentile, colto e profondamente rispettoso. I cinque o dieci minuti che riuscivo a trascorrere con lui erano spesso tra i più significativi della mia giornata”.
I due hanno saputo della morte del loro amico perché contattati dall’ospedale in cui era stato ricoverato, dato che sulla rubrica del telefono del sessantunenne c’erano i loro numeri registrati.
Mistero sul perché fosse a Milano e su quale fosse la sua storia di vita. E la sua cagnolina? “Luisa è stata portata al canile sanitario. Lanciamo un appello perché qualcuno la adotti. Siamo in contatto con l’associazione “Amici di Penelope“ che si sta già dando da fare”.
✍🏻 di Marianna Vazzana