17/12/2025
IL FATTORE OGLIASTRA
Tutto ciò che racconto nasce da esperienze vissute.
Amo scrivere, lo devo alla mia professoressa di italiano. I numeri invece no, quelli mi hanno sempre fatto tremare. In matematica avevo una media eroica del 4.
Eppure oggi parlo di fattori.
In Ogliastra ne citano molti: il GAIA (genetica, alimentazione, ambiente, integrazione, autostima), il fattore G del Gennargentu, le montagne che allenano i corpi, l’acqua di fonte, l’aria buona.
Ogni volta sorrido e penso alla mia prof di matematica: persino io ho capito che un fattore è ciò che influenza, nel bene o nel male, un contesto.
Così ho deciso di chiamarlo a modo mio: il fattore Ogliastra.
È il benessere che nasce dal ritmo lento e semplice della quotidianità.
Le mie giornate scorrono tranquille e regolari: mangio sano, mi muovo ogni giorno perché Indio, il mio cavallo, è il miglior personal trainer che abbia mai avuto, mi alzo presto e presto vado a dormire. Scrivo, fotografo, giro per i paesi, ascolto gli anziani nei loro salotti pieni di fotografie antiche. Saluto tutti, anche le pecore.
Vivo con gli abiti da cavallo, entro nel bar con gli stivali da equitazione e nessuno mi guarda storto. Un caffè il sabato a Tortolì è un piccolo evento, una scusa per parlare con qualcuno. Qui la vita è fatta di cose minuscole che, col tempo, diventano uno stile di vita sano.
Poi ci sono loro, i centenari, che mi abbracciano e mi dicono che mi contageranno la vecchiaia.
Ecco cos’è, per me, il fattore Ogliastra:
sentirsi parte di una comunità dove conta l’essere… essere umani.