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Ieri 16 settembre Ursula von der Leyen ha aperto al Canada come primo "Membro Associato" nella storia dell'Unione Europe...
18/09/2026

Ieri 16 settembre Ursula von der Leyen ha aperto al Canada come primo "Membro Associato" nella storia dell'Unione Europea.

È una dichiarazione storica, che modifica profondamente la struttura dell'Unione Europea.

Partendo dai fatti:
La von der Leyen ha parlato di passare dall'esistente CETA ad una "alleanza per il futuro".
Non soltanto commercio ma difesa, energia, minerali critici, cybersicurezza e perfino l'Artico.

Oggi 17 settembre, davanti al Parlamento Europeo, il premier canadese Mark Carney ha detto che il Canada deciderà da solo con chi costruire il proprio futuro.
Non sarà Washington a stabilire quali rapporti Ottawa può avere o non avere.
Carney ha difeso apertamente la proposta europea e ha detto che il Canada può diventare più forte insieme all'UE.
Chiarendo anche un altro punto: per Ottawa conta più la sostanza del rapporto che il nome con cui verrà chiamato.

Immediatamente Donald Trump ha definito l'idea di un Canada associato all'Unione Europea "risibile".
Aggiungendo che considera l'accordo un atto ostile e che gli Stati Uniti reagiranno con dazi molto pesanti contro l'Europa, limitando anche il commercio con l'UE.

Una minaccia esplicita, alla quale Bruxelles ha risposto senza fare un passo indietro.
Il portavoce della Commissione ha ribadito che il progetto nasce senza nessuna considerazione della posizione USA.

Ma la realtà politica è chiara: un Canada più integrato con l'UE riduce la dipendenza canadese dagli Stati Uniti.
E questo, indipendentemente dalle dichiarazioni, modifica gli equilibri.

Il 16 settembre il Canada ha presentato formalmente la richiesta di entrare nella Joint Expeditionary Force (JEF), la forza militare alla quale partecipano dieci Paesi europei: Danimarca, Estonia, Finlandia, Islanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito.

È un segnale politico è enorme: il Canada sta cercando di essere più presente anche nelle strutture di sicurezza extra UE.

E non è finita: la von der Leyen ha proposto la creazione di un European Security Council (ESC) nel quale possano entrare partner come il Canada.
Ha anche proposto un meccanismo europeo di risposta alle minacce ibride: sabotaggi, attacchi informatici, interferenze e altre operazioni che sono sotto la soglia della guerra tradizionale.
Il Canada quindi non viene affatto immaginato solo come fornitore di materie prime, ma come Paese da inserire progressivamente nell'architettura europea.

Nel frattempo, l'Australia ha detto di essere "sulla stessa lunghezza d'onda" del Canada.
Il ministro australiano del Commercio Don Farrell ha dichiarato che Canberra seguirà con grande interesse quello che farà Carney.
L'Australia ha appena concluso con l'UE un accordo di libero scambio e ha anch'essa un interesse enorme nei minerali critici, nella tecnologia, nell'energia e nella diversificazione commerciale.

E c'è un terzo Paese in ballo: il Giappone.

Il Giappone sta rafforzando i rapporti con i Paesi europei su difesa, sicurezza economica e minerali critici.
A settembre Tokyo e Parigi hanno ribadito la cooperazione nel settore della sicurezza e della difesa e sulle catene di approvvigionamento dei minerali critici.
Mentre continua a cementare il rapporto storico con l'Australia.

Tutti paesi che, con modalità diverse, stanno aumentando la cooperazione fra loro su difesa, tecnologia, energia, materie prime e sicurezza economica.
E lo stanno facendo proprio quando il rapporto con gli USA attraversa una fase negativa.

Semplicemente, la vecchia architettura "occidentale" non esiste più. E questo va molto oltre la singola presidenza Trump.

Perché l'EUROPA non è solo un territorio geografico ma un concetto, un ideale, un sogno da realizzare nel 🌍!!
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01/08/2026

“La solidarietà e l'empatia sono opzionali.
Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no.
👇🏼
Numero di ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026 secondo Frontex:
Attraverso l'Italia: 478.600
Attraverso i Balcani occidentali: 340.600
Attraverso la Grecia: 259.800
Attraverso la Spagna: 234.760
Attraverso il confine orientale: 48.000
Non è tempo di dividere. È tempo di continuare a costruire un'UE forte e unita”.

Pedro Sánchez Pérez-Castejón siamo con te.

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