La Strana Vegana

La Strana Vegana Cucino storie e piatti vegani nel bosco dell'immaginazione

Ci sono giorni in cui guardo Pocho e mi accorgo che il tempo è passato.Non tutto insieme. Un po’ alla volta.Un bagno al ...
14/06/2026

Ci sono giorni in cui guardo Pocho e mi accorgo che il tempo è passato.

Non tutto insieme. Un po’ alla volta.

Un bagno al fiume saltato.
Una palla rincorsa con meno entusiasmo.
Un richiamo che non sente più.

E ogni volta mi sorprendo.

Perché nella mia testa lui è ancora quello di sempre.

Abbiamo attraversato cambiamenti, traslochi, progetti, gioie e difficoltà.

Siamo sempre stati famiglia.

E forse è proprio questo il motivo per cui, a volte, rischio di darlo per scontato.

Le presenze costanti diventano parte del paesaggio del cuore.
Così familiari che quasi dimentichiamo quanto siano preziose.

La vecchiaia dei nostri compagni animali è strana.
Fa male vedere quello che perdono.

Ma ci insegna anche a guardare meglio quello che resta.

L’affetto.
La fiducia.
La voglia di stare vicini.

E soprattutto tutti gli anni condivisi.

Perché il tempo lascia qualche pelo bianco sul muso, rallenta i passi e appanna l’udito.

Ma non cancella mai l’amore che abbiamo costruito insieme.

❤️

11/06/2026

Questa installazione l’ho realizzata per la Festa dei Vicini un paio d’anni fa.

Rappresentava una domanda semplice:
perché la sofferenza di alcuni esseri viventi ci commuove, mentre quella di altri ci sembra normale?

A distanza di anni, purtroppo, sento che il suo messaggio è ancora attuale.

L’antispecismo non è amore per gli animali “speciali”.
È il riconoscimento che il valore di una vita non dovrebbe dipendere dalla specie a cui appartiene.

Forse dovremmo iniziare a parlarne di più.
Forse dovremmo insegnarlo.
Non come un’ideologia, ma come un esercizio di empatia e coerenza.

Perché il mondo che costruiamo per gli altri esseri viventi è, in fondo, il mondo in cui scegliamo di vivere anche noi.

10/06/2026

Stamattina l’orto aveva preparato uno spettacolo silenzioso.

Tra l’erba si estendevano immense tele a forma di lenzuolo, con piccoli tunnel dove i ragni attendono pazientemente le loro prede.

A volte pensiamo che la magia debba essere rara e straordinaria.
Poi basta abbassare lo sguardo e scoprire che un intero mondo sta lavorando sotto i nostri piedi 🕷️

09/06/2026

Ci sono ingredienti che nutrono il corpo.

E poi ci sono ingredienti che raccontano una storia.

Questi fiori di zucca hanno trascorso una sola giornata nell’orto, aperti al sole e al vento. Poi sono arrivati in cucina, dove li ho riempiti con una crema rustica di lupini, prezzemolo e un pizzico di peperoncino.

Forse è anche questo il bello della cucina stagionale: accorgersi delle cose che durano poco e dedicare loro il tempo che meritano.

Perché alcuni fiori vivono un giorno soltanto.

Ma le storie che custodiscono possono nutrire molto più a lungo.

07/06/2026

Questa domenica mattina la dedico alle piccole cose.
Quelle che non servono a produrre di più, correre di più o arrivare prima.

Quelle che semplicemente fanno stare bene.





LO GNOMO E L’ESSERE SENZA CERVELLOUno gnometto del bosco, ancora piuttosto giovane per la sua gente, stava passeggiando ...
06/06/2026

LO GNOMO E L’ESSERE SENZA CERVELLO

Uno gnometto del bosco, ancora piuttosto giovane per la sua gente, stava passeggiando tra le erbe aromatiche quando notò uno strano agglomerato di piccole sfere ai piedi di un rosmarino.

Non lo aveva mai visto prima.

Sembrava una manciata di perle dimenticate dalla rugiada.

Curioso, decise di fare ciò che fanno tutti gli gnomi quando incontrano qualcosa di nuovo: andò alla Biblioteca del Bosco.

Tra vecchi tomi coperti di muschio e pagine profumate di foglie secche, trovò finalmente ciò che cercava.

Quella strana creatura era un mixomicete.

Lesse che nella sua forma gelatinosa si muove lentamente alla ricerca di cibo, esplorando il mondo senza occhi, senza zampe e senza cervello.

Lo gnometto annuì.

Ora che conosceva il suo nome, avrebbe potuto passare a salutarlo ogni tanto, almeno finché le sue spore non fossero partite per nuove avventure.

Poi, su uno scaffale più alto, trovò un libro scritto dagli umani.

La copertina parlava dell’incredibile intelligenza del mixomicete.

Lo gnometto iniziò a leggere.

Gli umani raccontavano di aver disposto del cibo su una mappa che riproduceva le principali città di Tokyo.

Con grande sorpresa, il mixomicete aveva sviluppato una rete di collegamenti molto simile a quella della metropolitana costruita dagli stessi esseri umani.

Pagina dopo pagina, gli studiosi descrivevano il loro stupore.

Com’era possibile che una creatura senza cervello riuscisse a trovare soluzioni tanto efficienti?

Lo gnometto rilesse il passaggio due volte.

Poi una terza.

Infine chiuse il libro e scoppiò a ridere.

Una risata gentile, non cattiva.

Perché gli sembrava una domanda davvero strana.

Nel bosco, le radici trovavano l’acqua senza mappe.

Le piante sapevano quando fiorire.

I funghi trasportavano nutrienti tra gli alberi.

Le api comunicavano la posizione dei fiori.

I corvi risolvevano problemi.

E persino il vento sapeva trasportare i semi nel luogo giusto.

Per gli gnomi non c’era nulla di sorprendente nell’intelligenza della natura.

Era semplicemente il modo in cui la vita aveva sempre funzionato.

Ciò che trovavano sorprendente era altro.

Che una specie capace di riconoscere l’ingegno di un minuscolo mixomicete fosse, allo stesso tempo, capace di abbattere foreste, inquinare fiumi e consumare il terreno da cui dipende la propria esistenza.

Lo gnometto ripose il libro sullo scaffale.

Salutò il bibliotecario tasso e tornò al suo rosmarino.

Il mixomicete era ancora lì.

Silenzioso.

Perfettamente impegnato a fare ciò che la natura fa da milioni di anni:

essere intelligente.

Forse, pensò lo gnometto, il problema non è che gli umani si stupiscano dell’intelligenza della natura.

Forse è che troppo spesso dimenticano quanto sia sciocco distruggere qualcosa di cui non sono ancora riusciti a comprendere tutta la saggezza.





05/06/2026

La ripetizione, qui, non è monotonia.
È il modo che ha la terra di insegnarti a guardare meglio. 🌱

04/06/2026

Le zucchine sono uno dei doni più generosi dell’estate. 🌿
Quando l’orto ne offre in abbondanza, la cucina diventa un piccolo laboratorio di trasformazione: si svuotano, si accolgono, si reinventano.

Oggi le ho riempite con testurizzato di soia, erbe aromatiche e tutto il profumo della stagione calda — mentre sotto il banco Pocho e Baffetto presidiavano ogni mio movimento con una dedizione assoluta (e pericolosamente sotto i piedi 😅).

È così che nascono certe ricette: tra abbondanza, creatività… e cani che credono di essere chef supervisori.

04/06/2026

Ho seminato la menta gatta per vedere l’effetto sui miei guardiani felini 😁

Ecco il primo approccio:

La menta gatta ha trasformato creature normalmente dignitose in rotolini pelosi, acrobati improvvisati e filosofi completamente assorti nell’odore di una foglia.

La natura è meravigliosa anche per questo: alcune piante parlano una lingua che noi non sentiamo, ma che i gatti capiscono benissimo.

E voi? I vostri mici fanno parte della squadra “annuso e impazzisco” o di quella “non mi interessa minimamente”? 🐾🌿

Venerdì 12 giugno a Sali & PistacchiUna cena che racconta il territorio attraverso sapori semplici, erbe spontanee e un ...
03/06/2026

Venerdì 12 giugno a Sali & Pistacchi

Una cena che racconta il territorio attraverso sapori semplici, erbe spontanee e un pizzico di immaginazione.

🌿 Insalatina boschiva
🌿 Hummus indomito
🌿 Gnocchetti bradi
🌿 Seitan del Prato
🌿 Panna cotta del sottobosco

Ogni piatto nasce dall’incontro tra cucina vegetale, stagionalità e natura, accompagnato da piccole favole ispirate al mondo delle erbe e del bosco.

Vi aspettiamo per condividere un percorso di sapori, racconti e profumi d’estate.

Indirizzo

Verbania

Telefono

+393284466713

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