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Correzzo di Gazzo Veronese11/06/2026Mav3ProSunset, tramonto
12/06/2026

Correzzo di Gazzo Veronese
11/06/2026

Mav3Pro
Sunset, tramonto

Mantova incendio 12/06/26 Purtroppo, la qualità con lo zoom 24x e 48x non è certo eccezionale. Tuttavia, per non ostacol...
12/06/2026

Mantova incendio
12/06/26

Purtroppo, la qualità con lo zoom 24x e 48x non è certo eccezionale. Tuttavia, per non ostacolare il lavoro delle squadre di soccorso e delle forze di intervento, ho scattato foto solo da una distanza molto grande.

Dalle ore 9:15 di questa mattina (12. 06. 2026) si è sviluppato un violento incendio in una industria chimica, la Versalis, stanno bruciando materiali plastici.

La nube di fumo si vede a molti kilometri di distanza, fino al reggiano, al modenese e al veronese.

L'odore di bruciato era percepibile in parte anche fino a Gazzo Veronese.

Nogara PV Part 606/2026Anche se c'è ancora molto da fare prima di poter vedere tutti i tracker funzionare davvero in mod...
11/06/2026

Nogara PV Part 6
06/2026

Anche se c'è ancora molto da fare prima di poter vedere tutti i tracker funzionare davvero in modo automatico, si può già intuire la portata dell'impianto fotovoltaico.

Ci vorranno ancora molte ore di lavoro prima che tutto sia “operativo”, ma sarà un'esperienza impressionante quando l'impianto entrerà in rete.

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Impianto fotovoltaico su un terreno industriale a Nogara (VR)
Con quasi 20 MW (20.000 kW), è il più grande impianto fotovoltaico della regione.

Sul terreno era prevista (nel 2019) la realizzazione di un'azienda di trasporti, ma dopo il ritiro del progetto, ora verrà costruito qui l'impianto che abbiamo contribuito a progettare.

Invece di centinaia di camion al giorno e migliaia di tonnellate di cemento e asfalto, ora si produce energia pulita. Quindi, prima che la cosa degeneri di nuovo in polemiche. QUI NON VERRÀ EDIFICATO NESSUN TERRENO AGRICOLO. Perché a quanto pare le centrali a carbone, a gas, nucleari e a petrolio non utilizzano terreni agricoli, ma fluttuano nell’aria. 😃

La progettazione è iniziata già nel 2022. I lavori di costruzione sono iniziati alla fine del 2025.

© SolarBull & E.M. Energy Engineering

Nogara PV Part 503/2026 - 05/2026I primi profili vengono piantati nel terreno e danno già un'idea di ciò che sorgerà a b...
11/06/2026

Nogara PV Part 5
03/2026 - 05/2026

I primi profili vengono piantati nel terreno e danno già un'idea di ciò che sorgerà a breve.

Vengono installati i primi tracker -
Dopo lunghi anni di preparativi, si vedono finalmente dei progressi.

Vengono scavati i primi pozzetti per collegare i moduli, gli inverter e il trasformatore di cabina. E per posare i cavi di comando per il controllo est-ovest degli inseguitori solari

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Impianto fotovoltaico su un terreno industriale a Nogara (VR)
Con quasi 20 MW (20.000 kW), è il più grande impianto fotovoltaico della regione.

Sul terreno era prevista (nel 2019) la realizzazione di un'azienda di trasporti, ma dopo il ritiro del progetto, ora verrà costruito qui l'impianto che abbiamo contribuito a progettare.

Invece di centinaia di camion al giorno e migliaia di tonnellate di cemento e asfalto, ora si produce energia pulita. Quindi, prima che la cosa degeneri di nuovo in polemiche. QUI NON VERRÀ EDIFICATO NESSUN TERRENO AGRICOLO. Perché a quanto pare le centrali a carbone, a gas, nucleari e a petrolio non utilizzano terreni agricoli, ma fluttuano nell’aria. 😃

La progettazione è iniziata già nel 2022. I lavori di costruzione sono iniziati alla fine del 2025.

© SolarBull & E.M. Energy Engineering

Nogara PV Part 402/2026Vengono costruite recinzioni e preparate le strade interneVengono preinstallate le prime cabine E...
11/06/2026

Nogara PV Part 4
02/2026

Vengono costruite recinzioni e preparate le strade interne
Vengono preinstallate le prime cabine Enel

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Impianto fotovoltaico su un terreno industriale a Nogara (VR)
Con quasi 20 MW (20.000 kW), è il più grande impianto fotovoltaico della regione.

Sul terreno era prevista (nel 2019) la realizzazione di un'azienda di trasporti, ma dopo il ritiro del progetto, ora verrà costruito qui l'impianto che abbiamo contribuito a progettare.

Invece di centinaia di camion al giorno e migliaia di tonnellate di cemento e asfalto, ora si produce energia pulita. Quindi, prima che la cosa degeneri di nuovo in polemiche. QUI NON VERRÀ EDIFICATO NESSUN TERRENO AGRICOLO. Perché a quanto pare le centrali a carbone, a gas, nucleari e a petrolio non utilizzano terreni agricoli, ma fluttuano nell’aria. 😀

La progettazione è iniziata già nel 2022. I lavori di costruzione sono iniziati alla fine del 2025.

© SolarBull & E.M. Energy Engineering

Nogara PV Part 312/2025Dopo la rimozione delle rovine, inizia ora il lavoro di ricostruzione. Vengono allestiti gli uffi...
11/06/2026

Nogara PV Part 3
12/2025

Dopo la rimozione delle rovine, inizia ora il lavoro di ricostruzione. Vengono allestiti gli uffici di cantiere e realizzati le strade e i depositi per i materiali.

Naturalmente è fondamentale predisporre i sistemi di allarme prima che il materiale arrivi in cantiere.

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Impianto fotovoltaico su un terreno industriale a Nogara (VR)
Con quasi 20 MW (20.000 kW), è il più grande impianto fotovoltaico della regione.

Sul terreno era prevista (nel 2019) la realizzazione di un'azienda di trasporti, ma dopo il ritiro del progetto, ora verrà costruito qui l'impianto che abbiamo contribuito a progettare.

Invece di centinaia di camion al giorno e migliaia di tonnellate di cemento e asfalto, ora si produce energia pulita. Quindi, prima che la cosa degeneri di nuovo in polemiche. QUI NON VERRÀ EDIFICATO NESSUN TERRENO AGRICOLO. Perché a quanto pare le centrali a carbone, a gas, nucleari e a petrolio non utilizzano terreni agricoli, ma fluttuano nell’aria. 😀

La progettazione è iniziata già nel 2022. I lavori di costruzione sono iniziati alla fine del 2025.

© SolarBull & E.M. Energy Engineering

Nogara PV Part 208/2025Prove di estrazione per determinare a quale profondità i profili debbano essere conficcati nel te...
11/06/2026

Nogara PV Part 2
08/2025

Prove di estrazione per determinare a quale profondità i profili debbano essere conficcati nel terreno per non essere strappati dal suolo anche in presenza di venti forti, dato che i moduli possono comportarsi come vele in caso di vento forte. È vero che in caso di vento forte i moduli vengono ruotati in modo da offrire la minima superficie di attacco possibile, ma in caso di rapidi cambiamenti del vento la sicurezza viene prima di tutto.

Impianto fotovoltaico su un terreno industriale a Nogara (VR)
Con quasi 20 MW (20.000 kW), è il più grande impianto fotovoltaico della regione.

Sul terreno era prevista (nel 2019) la realizzazione di un'azienda di trasporti, ma dopo il ritiro del progetto, ora verrà costruito qui l'impianto che abbiamo contribuito a progettare.

Invece di centinaia di camion al giorno e migliaia di tonnellate di cemento e asfalto, ora si produce energia pulita. Quindi, prima che la cosa degeneri di nuovo in polemiche: QUI NON VERRÀ EDIFICATO NESSUN TERRENO AGRICOLO. Perché a quanto pare le centrali a carbone, a gas, nucleari e a petrolio non utilizzano terreni agricoli, ma fluttuano nell'aria. 😀

La progettazione è iniziata già nel 2022. I lavori di costruzione sono iniziati alla fine del 2025.

© SolarBull & E.M. Energy Engineering

Nogara PV Part 101/2022Impianto fotovoltaico su un terreno industriale a Nogara (VR)Con quasi 20 MW (20.000 kW), è il pi...
11/06/2026

Nogara PV Part 1
01/2022

Impianto fotovoltaico su un terreno industriale a Nogara (VR)
Con quasi 20 MW (20.000 kW), è il più grande impianto fotovoltaico della regione.

Sul terreno era prevista (nel 2019) la realizzazione di un'azienda di trasporti, ma dopo il ritiro del progetto, ora verrà costruito qui l'impianto che abbiamo contribuito a progettare.

Invece di centinaia di camion al giorno e migliaia di tonnellate di cemento e asfalto, ora si produce energia pulita. Quindi, prima che la cosa degeneri di nuovo in polemiche: QUI NON VERRÀ EDIFICATO NESSUN TERRENO AGRICOLO. Perché a quanto pare le centrali a carbone, a gas, nucleari e a petrolio non utilizzano terreni agricoli, ma fluttuano nell'aria. 😀

La progettazione è iniziata già nel 2022. I lavori di costruzione sono iniziati alla fine del 2025.

© SolarBull & E.M. Energy Engineering

Montorso Vicentino è un comune italiano di circa 3 000 abitanti della provincia di Vicenza in Veneto.Centro della Valle ...
10/06/2026

Montorso Vicentino è un comune italiano di circa 3 000 abitanti della provincia di Vicenza in Veneto.

Centro della Valle del Chiampo[senza fonte], ha vissuto in pieno l'evolversi economico che ha interessato la zona a partire dagli anni sessanta.

Lonigo (Vicenza) ItalyMavic309/09/202645° 23′ 19,5″ N • 11° 23′ 16,3″ El Duomo di Lonigo è la sede vescovile di Vicenza,...
10/06/2026

Lonigo (Vicenza) Italy
Mavic3
09/09/2026
45° 23′ 19,5″ N • 11° 23′ 16,3″ E

l Duomo di Lonigo è la sede vescovile di Vicenza, dedicata al santissimo Redentore, di Lonigo in provincia di Vicenza, eretta tra il 1877 e il 1895 in stile neoromanico.

Il Duomo venne costruita sul sito in cui si trovava il castello cittadino, al posto della chiesa di San Marco e del convento delle clarisse. L'idea di erigere una nuova chiesa sorse al termine di una processione tenutasi nel 1855 per impetrare la salvezza dal colera e per la necessità di ingrandire la chiesa preesistente

Il progetto si deve all'architetto Giacomo Franco. Nel 1876 venne abbattuto il convento di San Marco e il 24 giugno 1877 venne posata la prima pietra. La direzione dei lavori era stata assunta da Antonio Toffanin che venne assassinato nel cantiere nel 1879 e fu sostituito dal figlio Angelo, appena sedicenne. La chiesa venne consacrata il 20 luglio 1895 alla presenza del cardinale Giuseppe Sarto, patriarca di Venezia.

Durante il pontificato di Pio X, la sede del vescovo di Vicenza venne trasferita ufficialmente a Lonigo dove si trova ancora oggi

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Lonigo è un comune italiano di circa 16.000 abitanti della provincia di Vicenza in Veneto. È il centro di riferimento della cosiddetta "Area Berica" in quanto sorge ai piedi dei Monti Berici, oltre ad essere il centro più popoloso della parte meridionale della provincia.
Lonigo si trova nel nord-est della pen*sola italiana, in provincia di Vicenza, al confine con la provincia di Verona. È attraversato dal fiume Guà, dal torrente Togna e dal rio Acquetta.
Citato nel 1046 come Leonicus e più tardi anche come Lunico, il toponimo è un prediale derivato dal personale latino Leo con l'aggiunta del suffisso -īcus che indica appartenenza.
In passato erano diffuse numerose paraetimologie: alcuni lo hanno messo in relazione alla Luna, altri con la famiglia romana dei Leonici de' Flavii, altri ancora con il segno zodiacale del Leone sotto il quale sarebbe iniziata la costruzione del castello.
Il territorio del Comune di Lonigo fu abitato, fin dalla preistoria, da genti paleovenete come sembrano confermare i reperti archeologici rinvenuti nei pressi di Alonte. Nel II secolo a.C. popolazioni venete in parte romanizzate, probabilmente, frequentarono questi luoghi, mentre, sempre nello stesso periodo, è certa la presenza di coloni romani, dimostrata dalle lapidi ritrovate in località Casalino e Colombaron. Il primo stanziamento di una popolazione permanente dovrebbe risalire al II secolo a.C. tra le località di Santa Marina e San Tomà.
Quando, alla fine del IX secolo, a causa delle prime scorrerie degli Ungari, l'abitato tra Santa Marina e San Tomà fu distrutto, parte della popolazione si rifugiò a Bagnolo e parte si insediò nel centro di Lonigo, dove fu costruita una fortificazione nei pressi del Duomo e di Villa Mugna; forse, però, era qualcosa di più di una semplice barriera a protezione della chiesa e degli inermi, ma un vero e proprio castello costruito per i Malacappella. Quest'ipotesi è sostenuta dal fatto che l'antica pieve di san Cristoforo, interna al castello, esercitava la sua giurisdizione solo nello stretto ambito cittadino e nel XIV secolo non aveva ancora cappelle dipendenti, il che dimostra che era di origine gentilizia.
Il castello dei Malacappella venne inizialmente detto "Calmano" (da callis magnus), ma più tardi, in epoca veneziana, venne semplicemente chiamato "Castellazzo" (o "Castellaccio"): come risulta dalle antiche cronache, era certamente di dimensioni cospicue, disponeva di ampio fossato circostante, di ponte levatoio e di numerose "canipae" sotterranee in grado di assicurare la sussistenza per lunghi periodi a più di 3 500 persone. Anche se molto probabilmente sopraelevate e rinforzate in epoca scaligera, del castello dovevano far parte anche le due torri che tuttora esistono davanti e dietro al Duomo.
Nel X secolo per la prima volta, viene utilizzato il nome di Lonigo (nella forma latina Leunicus) in un atto notarile rogato a Verona il 2 novembre 926. Negli anni successivi compaiono in atti notarili, notizie di compravendite di terreni avvenute in Leunigus o di persone residenti in Leunigus o in castro Leunico.
Verso la fine dell'XI secolo la città di Vicenza acquistò il territorio di Lonigo e lo mantenne, nonostante le continue contese tra Guelfi e Ghibellini, nelle quali fu spesso coinvolto il castello.
Nel 1266 — alcuni anni dopo la morte di Ezzelino III da Romano — come Vicenza anche Lonigo fu soggiogata da Padova e nel 1311 dagli Scaligeri che avevano sconfitto i padovani (il castello di Lonigo subì ancora gravi danni nel 1312, a guerra non finita, nel corso di un ennesimo attacco dei padovani). Tali eventi e l'importanza che tutta la zona rivestiva sotto il profilo militare indussero Cangrande della Scala a restaurare il castello e a cingere con forti mura tutto il borgo. In quest'epoca Lonigo divenne dunque una città murata, e poté così meglio resistere ai reiterati attacchi dei Carraresi, che ripresero negli ultimi decenni del Trecento. Fu anche sede del Vicariato civile che, oltre a Lonigo, comprendeva anche i territori di Alonte e Sarego; nel 1387, come tutto il territorio vicentino, fu sottomesso alla signoria di Gian Galeazzo Visconti.
Le lotte e le incertezze, conseguenti alla morte di Gian Galeazzo Visconti nel 1402, finirono con l'intervento della Repubblica di Venezia, che estese la sua influenza a tutta la terraferma veneta. L'8 aprile 1404, con il famoso "Patto di dedizione", Lonigo legò, per quattro secoli, il suo destino a quello della Repubblica di San Marco.
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La Rocca Pisana è una villa veneta realizzata tra il 1574 e il 1576 dall'architetto Vincenzo Scamozzi su commissione del nobile veneziano Vettor Pisani, il quale già possedeva delle estese proprietà terriere nella zona di Lonigo-Bagnolo. Essa si erge sui resti di un'antica fortezza, detta Rocca (da qui il nome della villa),distrutta da Ezzelino III da Romano nel XIII secolo. La sua funzione non è quella di abitazione principale, ma funge da “diporto in aria più sana”.
La fama della villa è dovuta in parte all'architetto e artista Manfredo Massironi, che verso la metà del novecento la definisce l'opera più importante di Vincenzo Scamozzi affermando che “Una giornata alla Rocca Pisana è un'esperienza di vita, una seduta terapeutica”
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Sotto il governo della Serenissima, Lonigo, premiata per la sua fedeltà, fu una podestaria autonoma, privilegio condiviso nel vicentino con la sola città murata di Marostica. Questo benevolo trattamento che Venezia riservava ai Leoniceni causò però un profondo attrito con Vicenza, che vedeva compromessa la propria autorità, in realtà l'autorità delle famiglie aristocratiche vicentine, dalle quali uscivano tutti i vicari territoriali, non venne mai pregiudicata mentre il podestà veniva nominato direttamente dalla Dominante.
La disputa divenne rovente nel 1410 quando i Vicentini pretesero il contributo dei Leoniceni per l'escavazione "fovee burgi Pusterla"; si sentirono rispondere "necesse esse reparari Rocham et Zintam et foveam dicte zinte terre Leonici" e che per il restauro di tali opere fortificate Vicenza doveva dare un contributo in favore di Lonigo detraendolo dai proventi derivanti dalle condanne. Fortunatamente i Veneziani gettarono subito acqua sul fuoco e con una sua ducale dell'11 aprile il doge Michele Steno stabilì che i predetti proventi fossero adoperati per le fortificazioni vicentine e che, se qualche cosa fosse sopravvanzato, "expendatur in laboreriis et reparationibus Leonici". La questione fu poi ripresa nel 1441 e una nuova ducale stabili che "le riparazioni delle fortificazioni di Lonigo si faranno per due terzi a spese di quel Comune e per un terzo col ricavato delle condanne di Vicenza"
La rovina del castello e delle mura di Lonigo ebbe inizio nel 1435 quando la città fu assediata ed occupata dalle truppe di Francesco Sforza e Nicolò Piccinino; altri danni, con la distruzione di buona parte delle mura, intervennero dal 1509 al 1517, all'epoca della guerra della Lega di Cambrai. A causa della peste del 1630 il paese p***e addirittura la metà dei suoi abitanti.
Nel 1797, qualche mese dopo la caduta della Serenissima, Lonigo così come tutto il Veneto fu ceduto da Napoleone all'Austria con il trattato di Campoformio; nel 1806 fu aggregato al Regno d'Italia, vassallo dell'impero francese e nel 1815, alla caduta di questo, il Congresso di Vienna assegnò i territori all'Austria che costituì il Regno Lombardo-Veneto, del quale Lonigo fece parte fino al 1866, anno dell'annessione al Regno d'Italia.
Sotto il governo austriaco, Lonigo conobbe un periodo di notevole prosperità e nel 1833 fu insignita da S.M. Apostolica l'Imperatore d'Austria Francesco I del titolo di Città. L'Ottocento fu il secolo di maggior splendore economico per Lonigo; sotto la spinta del principe Giovanelli e delle più importanti famiglie, si affermò l'industria, in particolare quella della seta che, accanto alla ricca agricoltura, fecero di Lonigo la piccola capitale del Basso Vicentino.
Lonigo è stato il paese di adozione di Arnaldo Fraccaroli, giornalista, scrittore, commediografo, sceneggiatore nonché l'inventore dell'espressione «dolce vita» che egli coniò per dare il titolo alla sua commedia del 1912 La dolce vita, titolo che Federico Fellini riutilizzerà nel 1960 per il suo ominomo film interpretato da Anita Ekberg e Marcello Mastroianni
Monumenti e luoghi d'interesse
• Palazzo Pisani
• Torri dell'Antico Castello
• Chiesa Vecchia
• Ippodromo comunale
• Duom

Indirizzo

Arena
Verona
37010

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 18:30
Sabato 09:00 - 15:00

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