10/06/2026
Lonigo (Vicenza) Italy
Mavic3
09/09/2026
45° 23′ 19,5″ N • 11° 23′ 16,3″ E
l Duomo di Lonigo è la sede vescovile di Vicenza, dedicata al santissimo Redentore, di Lonigo in provincia di Vicenza, eretta tra il 1877 e il 1895 in stile neoromanico.
Il Duomo venne costruita sul sito in cui si trovava il castello cittadino, al posto della chiesa di San Marco e del convento delle clarisse. L'idea di erigere una nuova chiesa sorse al termine di una processione tenutasi nel 1855 per impetrare la salvezza dal colera e per la necessità di ingrandire la chiesa preesistente
Il progetto si deve all'architetto Giacomo Franco. Nel 1876 venne abbattuto il convento di San Marco e il 24 giugno 1877 venne posata la prima pietra. La direzione dei lavori era stata assunta da Antonio Toffanin che venne assassinato nel cantiere nel 1879 e fu sostituito dal figlio Angelo, appena sedicenne. La chiesa venne consacrata il 20 luglio 1895 alla presenza del cardinale Giuseppe Sarto, patriarca di Venezia.
Durante il pontificato di Pio X, la sede del vescovo di Vicenza venne trasferita ufficialmente a Lonigo dove si trova ancora oggi
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Lonigo è un comune italiano di circa 16.000 abitanti della provincia di Vicenza in Veneto. È il centro di riferimento della cosiddetta "Area Berica" in quanto sorge ai piedi dei Monti Berici, oltre ad essere il centro più popoloso della parte meridionale della provincia.
Lonigo si trova nel nord-est della pen*sola italiana, in provincia di Vicenza, al confine con la provincia di Verona. È attraversato dal fiume Guà, dal torrente Togna e dal rio Acquetta.
Citato nel 1046 come Leonicus e più tardi anche come Lunico, il toponimo è un prediale derivato dal personale latino Leo con l'aggiunta del suffisso -īcus che indica appartenenza.
In passato erano diffuse numerose paraetimologie: alcuni lo hanno messo in relazione alla Luna, altri con la famiglia romana dei Leonici de' Flavii, altri ancora con il segno zodiacale del Leone sotto il quale sarebbe iniziata la costruzione del castello.
Il territorio del Comune di Lonigo fu abitato, fin dalla preistoria, da genti paleovenete come sembrano confermare i reperti archeologici rinvenuti nei pressi di Alonte. Nel II secolo a.C. popolazioni venete in parte romanizzate, probabilmente, frequentarono questi luoghi, mentre, sempre nello stesso periodo, è certa la presenza di coloni romani, dimostrata dalle lapidi ritrovate in località Casalino e Colombaron. Il primo stanziamento di una popolazione permanente dovrebbe risalire al II secolo a.C. tra le località di Santa Marina e San Tomà.
Quando, alla fine del IX secolo, a causa delle prime scorrerie degli Ungari, l'abitato tra Santa Marina e San Tomà fu distrutto, parte della popolazione si rifugiò a Bagnolo e parte si insediò nel centro di Lonigo, dove fu costruita una fortificazione nei pressi del Duomo e di Villa Mugna; forse, però, era qualcosa di più di una semplice barriera a protezione della chiesa e degli inermi, ma un vero e proprio castello costruito per i Malacappella. Quest'ipotesi è sostenuta dal fatto che l'antica pieve di san Cristoforo, interna al castello, esercitava la sua giurisdizione solo nello stretto ambito cittadino e nel XIV secolo non aveva ancora cappelle dipendenti, il che dimostra che era di origine gentilizia.
Il castello dei Malacappella venne inizialmente detto "Calmano" (da callis magnus), ma più tardi, in epoca veneziana, venne semplicemente chiamato "Castellazzo" (o "Castellaccio"): come risulta dalle antiche cronache, era certamente di dimensioni cospicue, disponeva di ampio fossato circostante, di ponte levatoio e di numerose "canipae" sotterranee in grado di assicurare la sussistenza per lunghi periodi a più di 3 500 persone. Anche se molto probabilmente sopraelevate e rinforzate in epoca scaligera, del castello dovevano far parte anche le due torri che tuttora esistono davanti e dietro al Duomo.
Nel X secolo per la prima volta, viene utilizzato il nome di Lonigo (nella forma latina Leunicus) in un atto notarile rogato a Verona il 2 novembre 926. Negli anni successivi compaiono in atti notarili, notizie di compravendite di terreni avvenute in Leunigus o di persone residenti in Leunigus o in castro Leunico.
Verso la fine dell'XI secolo la città di Vicenza acquistò il territorio di Lonigo e lo mantenne, nonostante le continue contese tra Guelfi e Ghibellini, nelle quali fu spesso coinvolto il castello.
Nel 1266 — alcuni anni dopo la morte di Ezzelino III da Romano — come Vicenza anche Lonigo fu soggiogata da Padova e nel 1311 dagli Scaligeri che avevano sconfitto i padovani (il castello di Lonigo subì ancora gravi danni nel 1312, a guerra non finita, nel corso di un ennesimo attacco dei padovani). Tali eventi e l'importanza che tutta la zona rivestiva sotto il profilo militare indussero Cangrande della Scala a restaurare il castello e a cingere con forti mura tutto il borgo. In quest'epoca Lonigo divenne dunque una città murata, e poté così meglio resistere ai reiterati attacchi dei Carraresi, che ripresero negli ultimi decenni del Trecento. Fu anche sede del Vicariato civile che, oltre a Lonigo, comprendeva anche i territori di Alonte e Sarego; nel 1387, come tutto il territorio vicentino, fu sottomesso alla signoria di Gian Galeazzo Visconti.
Le lotte e le incertezze, conseguenti alla morte di Gian Galeazzo Visconti nel 1402, finirono con l'intervento della Repubblica di Venezia, che estese la sua influenza a tutta la terraferma veneta. L'8 aprile 1404, con il famoso "Patto di dedizione", Lonigo legò, per quattro secoli, il suo destino a quello della Repubblica di San Marco.
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La Rocca Pisana è una villa veneta realizzata tra il 1574 e il 1576 dall'architetto Vincenzo Scamozzi su commissione del nobile veneziano Vettor Pisani, il quale già possedeva delle estese proprietà terriere nella zona di Lonigo-Bagnolo. Essa si erge sui resti di un'antica fortezza, detta Rocca (da qui il nome della villa),distrutta da Ezzelino III da Romano nel XIII secolo. La sua funzione non è quella di abitazione principale, ma funge da “diporto in aria più sana”.
La fama della villa è dovuta in parte all'architetto e artista Manfredo Massironi, che verso la metà del novecento la definisce l'opera più importante di Vincenzo Scamozzi affermando che “Una giornata alla Rocca Pisana è un'esperienza di vita, una seduta terapeutica”
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Sotto il governo della Serenissima, Lonigo, premiata per la sua fedeltà, fu una podestaria autonoma, privilegio condiviso nel vicentino con la sola città murata di Marostica. Questo benevolo trattamento che Venezia riservava ai Leoniceni causò però un profondo attrito con Vicenza, che vedeva compromessa la propria autorità, in realtà l'autorità delle famiglie aristocratiche vicentine, dalle quali uscivano tutti i vicari territoriali, non venne mai pregiudicata mentre il podestà veniva nominato direttamente dalla Dominante.
La disputa divenne rovente nel 1410 quando i Vicentini pretesero il contributo dei Leoniceni per l'escavazione "fovee burgi Pusterla"; si sentirono rispondere "necesse esse reparari Rocham et Zintam et foveam dicte zinte terre Leonici" e che per il restauro di tali opere fortificate Vicenza doveva dare un contributo in favore di Lonigo detraendolo dai proventi derivanti dalle condanne. Fortunatamente i Veneziani gettarono subito acqua sul fuoco e con una sua ducale dell'11 aprile il doge Michele Steno stabilì che i predetti proventi fossero adoperati per le fortificazioni vicentine e che, se qualche cosa fosse sopravvanzato, "expendatur in laboreriis et reparationibus Leonici". La questione fu poi ripresa nel 1441 e una nuova ducale stabili che "le riparazioni delle fortificazioni di Lonigo si faranno per due terzi a spese di quel Comune e per un terzo col ricavato delle condanne di Vicenza"
La rovina del castello e delle mura di Lonigo ebbe inizio nel 1435 quando la città fu assediata ed occupata dalle truppe di Francesco Sforza e Nicolò Piccinino; altri danni, con la distruzione di buona parte delle mura, intervennero dal 1509 al 1517, all'epoca della guerra della Lega di Cambrai. A causa della peste del 1630 il paese p***e addirittura la metà dei suoi abitanti.
Nel 1797, qualche mese dopo la caduta della Serenissima, Lonigo così come tutto il Veneto fu ceduto da Napoleone all'Austria con il trattato di Campoformio; nel 1806 fu aggregato al Regno d'Italia, vassallo dell'impero francese e nel 1815, alla caduta di questo, il Congresso di Vienna assegnò i territori all'Austria che costituì il Regno Lombardo-Veneto, del quale Lonigo fece parte fino al 1866, anno dell'annessione al Regno d'Italia.
Sotto il governo austriaco, Lonigo conobbe un periodo di notevole prosperità e nel 1833 fu insignita da S.M. Apostolica l'Imperatore d'Austria Francesco I del titolo di Città. L'Ottocento fu il secolo di maggior splendore economico per Lonigo; sotto la spinta del principe Giovanelli e delle più importanti famiglie, si affermò l'industria, in particolare quella della seta che, accanto alla ricca agricoltura, fecero di Lonigo la piccola capitale del Basso Vicentino.
Lonigo è stato il paese di adozione di Arnaldo Fraccaroli, giornalista, scrittore, commediografo, sceneggiatore nonché l'inventore dell'espressione «dolce vita» che egli coniò per dare il titolo alla sua commedia del 1912 La dolce vita, titolo che Federico Fellini riutilizzerà nel 1960 per il suo ominomo film interpretato da Anita Ekberg e Marcello Mastroianni
Monumenti e luoghi d'interesse
• Palazzo Pisani
• Torri dell'Antico Castello
• Chiesa Vecchia
• Ippodromo comunale
• Duom