25/07/2026
Dopo tanti fatti di cronaca, mi sono fatto una domanda: ma la vita ha davvero lo stesso valore per tutti? Secondo me, no.
Ho pianto per l’amico travolto e ucciso da un camion. Ho pianto per il parente vittima del terremoto. Ho pianto per chi è stato travolto dalle tragedie ingiuste della vita. Ma non sono mai riuscito a versare una lacrima per chi è morto di droga, per chi si è schiantato correndo a velocità folli in auto o in moto, o per il criminale colpito dalla polizia o dalla sua vittima durante un reato. Perché?
Lo Stato ha il dovere di garantire a chiunque la tutela della vita e l’accesso ai diritti fondamentali. Questa è la legge. Ma dal punto di vista umano ed etico, c’è chi la propria vita la svaluta da solo e, così facendo, svaluta anche quella degli altri.
I criminali, i tossicodipendenti, coloro che guidano senza rispetto per la sicurezza pubblica svalutano la propria esistenza e mettono a rischio quella altrui.
E la regola deve essere una sola: non puoi pretendere rispetto per la tua vita se sei il primo a non rispettare quella degli altri.