ImisEst

ImisEst Miglioriamo visibilità, credibilità e reputazione del tuo brand attraverso Stampa, Radio e TV.

Facciamo parlare di te i media più noti e influenti (locali, nazionali e internazionali) per stupire il mercato, il pubblico, clienti e potenziali clienti. Ogni Brand, personale o aziendale, ha una reputazione che lo precede. Che sia positiva o negativa, controllata o trascurata, tutti i Brand devono fare i conti con l’opinione che il pubblico ha nei loro confronti, ed è proprio l'opinione che gui

da il cliente nella scelta durante l'acquisto. La reputazione si costruisce con il tempo ed è in continua evoluzione. È impensabile credere di poter determinare nel pubblico una reputazione, soprattutto positiva, in poco tempo o con qualche sporadica attività. Nonostante sia difficile da costruire, la reputazione spesso resiste in modo ineccepibile al cambiamento: quando un Brand gode di una forte reputazione positiva, questo è in grado di apparire pienamente autorevole agli occhi dei clienti. Il tuo target di riferimento sarà più propenso a comprare i tuoi prodotti o servizi e ad essere fedele nei confronti del tuo Brand. ImisEst opera in modo strategico e ad alto impatto, intervenendo per migliorare la riconoscibilità, la notorietà e la reputazione del tuo marchio, generando un Brand sentiment positivo con conseguente crescita del numero di clienti e del fatturato. Siamo in grado di valorizzare il tuo Brand efficacemente e sottolineare tutti i tuoi punti di forza, in modo da poterti distinguere da tutti gli altri competitors, diventando un vero leader di mercato (in pratica, l'unica scelta nella testa del cliente). Mettiamo in modo una serie di azioni che ti aiutano a migliorare la reputazione del tuo Brand, sia online che offline, aumentando i sendo di fiducia in chi ti sceglie, aiutando i clienti a sceglierti e preferirti rispetto ai tuoi principali competitors. Rendiamo noto il tuo lavoro, la tua professione o il tuo prodotto. Organizziamo interviste e ti facciamo ottenere pubblicazioni, sia online che offline, attraverso i media più importanti (siti web di riferimento, quotidiani a carattere nazionale o locale, Radio, TV). Il tuo nome, o quello del tuo Brand o del tuo prodotto potranno godere di una grande visibilità, fama e reputazione. Chi andrà a cercarti online sui motori di ricerca troverà numerose menzioni e contenuti che lo aiuteranno a sceglierti. Siti, giornali, testate giornalistiche, radio e TV parleranno di te, del tuo lavoro, della tua professione, della tua azienda e dei tuoi prodotti e servizi. Nella testa dei tuoi potenziali clienti sarai l'unica scelta possibile (e sarai anche in grado di aumentare prezzi e margini). Contattaci subito per una campagna che sarà in grado di rendere autorevole e noto il tuo Brand.

C’è una bella differenza tra essere conosciuti ed essere riconosciuti, qui sta il vero senso delle PR.Oggi chiunque può ...
26/11/2025

C’è una bella differenza tra essere conosciuti ed essere riconosciuti, qui sta il vero senso delle PR.

Oggi chiunque può diventare conosciuto, basta un post che gira bene, qualche sponsorizzata fatta come si deve, due o tremila follower in più e all’improvviso la gente sa chi sei.

Ma quanti di questi nomi o brand lasciano poi il segno? Essere conosciuti significa solo finire nel radar delle persone, mentre essere riconosciuti ti mette in una posizione chiara nella loro mente, e magari anche nel cuore.

La conoscenza è una questione di numeri. Il riconoscimento, invece, h ha a che fare con la qualità.

Puoi buttare dentro tutto il budget che vuoi nell’advertising, arrivare a milioni di persone, collezionare follower su follower, ma se poi nessuno capisce chi sei davvero, cosa rappresenti, quali sono i tuoi valori, sei un nome come un altro, una presenza che si perde nel continuo scorrere del feed.

Il riconoscimento va molto più a fondo, dove si costruisce la reputazione. Quando un’azienda viene riconosciuta, la gente sa cosa aspettarsi, si fida, sceglie quel brand non solo per un prodotto, ma per tutto quello che rappresenta.

Qui che entrano in gioco le PR! Per raccontare la tua storia, condividerla, farla arrivare alle persone tramite i media. Ti aiutano a creare relazioni vere con i giornalisti, con gli influencer, con le community che contano davvero nel tuo settore.

Il marketing ti mette sotto i riflettori, le PR, invece, ti fanno riconoscere per quello che sei davvero.

Quando un giornalista autorevole parla di te, quando ti invitano come esperto a un evento, quando la tua opinione viene cercata, ascoltata e consacrata, quando persino i competitor ti citano come riferimento... ecco, questo è riconoscimento!

Il riconoscimento porta una cosa che nessuna campagna pubblicitaria può comprare.

La credibilità.

Si devono mettere in moto strategie per trasformare la notorietà in autorevolezza, la visibilità in influenza e la presenza in prestigio.

Perché, alla fine, solo le storie autentiche e il posizionamento strategico fanno la differenza.

Non basta essere visti, bisogna essere ricordati, per i motivi giusti. Tu vuoi farti notare o essere riconosciuto?

PERCHÉ LA TUA AZIENDA NON È ANCORA AUTOREVOLE (E COME RIMEDIARE)Tante aziende italiane fanno un lavoro eccellente, ma po...
24/11/2025

PERCHÉ LA TUA AZIENDA NON È ANCORA AUTOREVOLE (E COME RIMEDIARE)

Tante aziende italiane fanno un lavoro eccellente, ma poi restano dietro le quinte. Producono qualità, rispettano le scadenze, offrono vero valore, eppure il mercato non le considera affatto autorevoli.

La domanda che tutti i fanno sempre è: “Perché invece altri, meno bravi, attirano tutta l’attenzione?”

La verità è semplice, l’autorevolezza non dipende da quello che fai, ma da come ti racconti.

Oggi il mercato non si ferma solo al prodotto o al servizio. Le persone osservano bene chi c’è dietro, pretendono credibilità.
Chi onnpn può contare sull'autorevolezza, deve letteralmente urlare per farsi sentire, spiegarsi di continuo, abbassare i prezzi, o affidarsi al passaparola sperando che funzioni.

Vediamo insieme perché molte PMI non vengono percepite come autorevoli:

1. Parlano solo quando c’è da vendere
Si fanno vive solo per promuovere qualcosa, ma nessun imprenditore autorevole si comporta così. Chi detta le regole del gioco è chi presidia la comunicazione ogni giorno, con costanza, con messaggi chiari, con una visione precisa.

2. Non si fanno vedere sui media
Essere sui media oggi non è solo una questione di prestigio, ma un segnale di fiducia. Quando una testata importante parla di te, la percezione del mercato cambia subito. Non solo perché “lo ha detto il giornale”, ma perché significa che quello che fai è riconosciuto come valore pubblico, non solo commerciale.

3. Lasciano la reputazione in mano agli altri
La reputazione non è un dettaglio, è un patrimonio importante. Se non la gestisci tu, la definiscono gli altri, e questo è un rischio enorme se vuoi crescere, trovare partner, attrarre talenti o parlare con gli investitori.

La buona notizia?

L’autorevolezza si costruisce, e spesso è più semplice di quanto pensi, se utilizzi una strategia.

Il pposizionamento deve essere chiaro: chi sei, cosa rappresenti, perché dovrebbero ascoltarti.

Presenza mirata sui media: fatti trovare dove il tuo pubblico guarda davvero, non dove capita.

Comunicazione continua e professionale: niente post buttati li a caso, ma una narrativa coerente e continua che ti porta a essere percepito come vuoi.

Quando un’azienda diventa autorevole, cambia tutto: il valore percepito cresce, le opportunità aumentano, il rispetto del mercato cresce e le persone iniziano a fidarsi ancora prima di comprare.

Se la tua azienda merita di essere riconosciuta per il suo vero valore, l’autorevolezza non è un lusso, ma il punto di partenza.

Vuoi capire come costruirla davvero, in modo concreto e misurabile?

Parliamone.

eMail: [email protected]
Tel: +39 327 770 7571

TEST DEI 90 SECONDI - SEI PRONTO PER L'UFFICIO STAMPA?Stai pensando di affidarti a un ufficio stampa? Prima di investire...
21/11/2025

TEST DEI 90 SECONDI - SEI PRONTO PER L'UFFICIO STAMPA?

Stai pensando di affidarti a un ufficio stampa? Prima di investire in questo tipo di attività, fermati un attimo e prova questo test.

Ti servirà solo un minuto e mezzo e un po’ di sincerità. Imposta il cronometro su 90 secondi ed inizia subito.

1. CHI SEI E COSA FAI? (10 secondi)
Riesci a spiegarlo così chiaramente che anche tua nonna potrebbe capire al volo? Se tiri fuori parole come “ecosistema”, “disruption” o “innovativo”, hai già sbagliato strada.

2. PER CHI LO FAI? (10 secondi)
Rispondere “per le aziende” non basta. Serve specificità: “Per startup B2B SaaS tra 10 e 50 dipendenti che vogliono crescere” è la risposta giusta.

3. PERCHÉ SEI DIVERSO? (15 secondi)
“Siamo i migliori” non convince più nessuno. “Siamo gli unici che…”, ecco, è questo che funziona.

4. QUALI RISULTATI HAI OTTENUTO? (20 secondi)
Numeri, dati, fatti. Niente “clienti soddisfatti”, quello lo dicono tutti. Mostra prove reali e concrete.

5. PERCHÉ UN GIORNALISTA DOVREBBE PARLARE DI TE? (25 secondi)
“Perché siamo bravi” non basta. Devi risolvere un problema in modo unico, altrimenti, veramente, perché dovrebbero parlare di te?

6. COSA VUOI CHE LA GENTE RICORDI DI TE? (10 secondi)
Una frase, un’idea, qualcosa che resta in testa. Non tutto, solo una cosa.

Tempo finito!

Hai risposto a tutto senza esitare? Allora ci sei quasi.

Hai dovuto pensarci troppo?
Il tuo posizionamento allora è ancora troppo confuso.

Non sei riuscito a rispondere?
Meglio fermarsi qui. Lascia stare l’ufficio stampa per adesso.

Perchè questo test è attendibile e funziona? Se non riesci a spiegare chi sei in 90 secondi, figurati un giornalista in un articolo.

L’ufficio stampa non aggiusta un’identità confusa, la rende solo più evidente. Prima chiarisci bene chi sei, poi potrai pensare a comunicare.

Hai fatto il test?
Scrivi il numero di domande a cui hai risposto bene, da 1 a 6.

COME TRASFORMARE UNA SINGOLA INTERVISTA IN 6 MESI DI CONTENUTISei appena stato intervistato, lo  comunichi sui social, m...
19/11/2025

COME TRASFORMARE UNA SINGOLA INTERVISTA IN 6 MESI DI CONTENUTI

Sei appena stato intervistato, lo comunichi sui social, magari ci fai un paio di post, ma poi? Tutto finisce lì. Peccato, perché così ti giochi il 90% del valore che quella chiacchierata potrebbe darti.

Vediamo come una sola intervista può diventare la tua miniera d’oro per i prossimi sei mesi (e anche di più).

FASE 1: SPREMILA FINO ALL’ULTIMA GOCCIA
Non fermarti all’articolo pubblicato, nell’intervista originale c’è molto di più, aneddoti che non sono usciti, dati e idee che hai condiviso a voce, opinioni forti che il giornalista ha tagliato, esempi pratici che spiegavano il tuo punto di vista. Riprendi tutto, e se hai una registrazione, trascrivila, perchè lì dentro c’è oro.

FASE 2: DIVIDI IN PEZZI PICCOLI
Da quella chiacchierata puoi ricavare un sacco di contenuti diversi:
- 5-10 post per i social (ogni risposta interessante è un post pronto);
- 3-5 articoli per il blog, approfondendo i temi principali;
- 1 video o reel, magari raccontando il dietro le quinte o commentando l’articolo;
- 1 newsletter dove spieghi il processo o sveli retroscena;
- materiale per presentazioni future (la credibilità, ormai, ce l’hai in tasca).

FASE 3: RIUTILIZZA IN TANTI MODI
- Settimana 1: pubblica l’intervista originale.
- Settimana 2: scegli un tema forte e approfondiscilo in un post lungo.
- Settimana 3: parti da una citazione potente e costruisci un nuovo contenuto.
Settimana 4: racconta il backstage ("Com’è andata davvero l’intervista?")

Poi, nei mesi successivi, trasforma ogni domanda in un articolo a sé, usa gli aneddoti tagliati come storie da condividere, ogni pezzo ha vita propria.

FASE 4: FAI VEDERE CHI SEI
Quell’intervista è la tua carta d’identità. Usala dappertutto, sul sito, nella bio dei social (“Parlano di me su…”), in presentazioni e pitch, come prova sociale nelle email e nel materiale commerciale

Un’intervista non serve solo a farti vedere per un giorno, non parliamo di gloria, è un asset. Se la sfrutti bene, lavora per te a lungo.

Sei mai stato intervistato? Hai spremuto l'evento o ti sei accontentato di condividere l'esperienza?

I 5 ASSET CHE DEVI AVERE PRIMA DI PENSARE ALL'UFFICIO STAMPATutti vorrebbero finire sui giornali, è normale, ma davvero ...
17/11/2025

I 5 ASSET CHE DEVI AVERE PRIMA DI PENSARE ALL'UFFICIO STAMPA

Tutti vorrebbero finire sui giornali, è normale, ma davvero pochi si fermano a pensare a quello che serve prima. Se stai valutando di investire in un ufficio stampa, fai una pausa. Hai già questi 5 asset? Se la risposta è no, sprecherai solo soldi.

1. UN POSIZIONAMENTO CHIARO COME L’ACQUA
Sai spiegare chi sei, cosa fai e perché sei diverso in 10 secondi? Se non ci riesci tu, figurati un giornalista. “Facciamo consulenza digitale” non vuol dire niente, è solo fumo. Devi essere così semplice e diretto che anche tua nonna capirebbe subito perché il tuo business esiste.

2. CASE STUDY E RISULTATI CHE PARLANO DA SOLI
I giornalisti non scrivono di promesse, raccontano storie vere, dati concreti, trasformazioni reali. Hai già aiutato qualcuno? Hai numeri o storie da mostrare? Se sei ancora nella fase “stiamo per partire” o “siamo una startup”, ferma tutto. Prima costruisci qualcosa di solido, poi vai in cerca di visibilità.

3. UN SITO CHE LASCIA IL SEGNO (IN POSITIVO)
Quando un giornalista ti cerca, il tuo sito è la prima cosa che vede. Se trova una homepage confusa, link rotti o un design da anni ‘90, hai già perso la partita. Il sito è la tua vetrina, se non la curi, chi dovrebbe prenderti sul serio?

4. CONTENUTI CHE DIMOSTRANO CHE NE SAI
Prima di pensare a farti conoscere fuori, dimostra la tua autorevolezza dentro il tuo settore. Hai un blog? Scrivi su LinkedIn? Hai creato contenuti utili che fanno vedere che ci capisci veramente? Se non hai mai pubblicato niente di interessante, perché mai un giornalista dovrebbe intervistarti?

5. UNA STORIA CHE VALE LA PENA DI ESSERE RACCONTATA
Non basta esserci, serve qualcosa da dire. Hai un’idea originale? Un approccio fuori dagli schemi? Hai risolto un problema in modo diverso dagli altri? “Siamo affidabili e competenti” non è una storia, è il minimo sindacale che oggi tutti dichiarano.

L’ufficio stampa amplifica quello che hai già costruito. Se ti mancano questi 5 asset, le PR non ti aiuteranno, anzi, rischi di bruciarti ancora prima di cominciare. Prima prepara davvero le basi, poi, e solo poi, contatta un ufficio stampa solido.

PERCHÉ FALLIRAI NEL TENTATIVO DI FINIRE SUI GIORNALI (E COME EVITARLO)Osservo aziende e professionisti buttare via migli...
14/11/2025

PERCHÉ FALLIRAI NEL TENTATIVO DI FINIRE SUI GIORNALI (E COME EVITARLO)

Osservo aziende e professionisti buttare via migliaia di euro solo per tentare di apparire sui media, e sai una cosa?

Il 90% di loro fallisce pietosamente.
Non è una questione di soldi, il vero problema sta in questi tre errori:

1. PENSANO CHE AI GIORNALISTI IMPORTI DELLA LORO STORIA
A un giornalista non importa nulla del tuo nuovo prodotto, né del tuo ultimo round di finanziamento. Vuole una storia che davvero valga la pena di essere letta. Se non hai un angolo interessante, non hai una storia, stai solo inviando spam.

2. SPEDISCONO COMUNICATI GENERICI A CHIUNQUE
“Gentile redazione…” e il tuo comunicato finisce dritto nel cestino. Meglio inviare cinque email su misura ai giornalisti GIUSTI che spammarne cinquecento a caso. I giornalisti ricevono centinaia di email ogni giorno, se non dimostri di sapere a chi stai scrivendo, hai già perso in partenza.

3. NON HANNO COSTRUITO NIENTE PRIMA
"Vogliamo finire sui giornali per farci conoscere." Ecco dov’è il problema! Se non sei già un minimo rilevante, nessuno ti considera. I media amplificano, non creano interesse dal nulla.

Vuoi sapere la verità?

Prima di buttarti sulle PR, fatti questa domanda: sei davvero così interessante che un giornalista parlerebbe subito di te anche gratis?

Se la risposta è no, il problema non sono le PR, ma quello che hai costruito fino ad oggi.

Tu ci hai mai provato a finire sui giornali? Com’è andata? Condividi la tua esperienza con noi!

LE PR NON SERVONO A NIENTE(Se prima non hai prima sistemato queste 3 cose).Vedo tante aziende investire migliaia di euro...
12/11/2025

LE PR NON SERVONO A NIENTE
(Se prima non hai prima sistemato queste 3 cose).

Vedo tante aziende investire migliaia di euro in campagne di PR, uscire su testate importanti, ottenere interviste, ma poi non accade nulla.

Zero contatti, nessuna conversione, impatto sul business inesistente.

Il problema non sono le PR in sé, il problema è che prima di investire in visibilità, è necessario assicurarsi di avere 'sistemato' questi 3 elementi.

1. UN POSIZIONAMENTO CHIARO
Se non sai spiegare in 10 secondi cosa fai, per chi lo fai e perché sei diverso dai competitor, le PR amplificheranno solo confusione. La visibilità senza posizionamento non consegna valore.

2. UN'OFFERTA CHE CONVERTE
Uscire sui media porta traffico, visite. Ma se il tuo sito non converte, se la tua value proposition è debole, se il customer journey è un caos, stai bruciando opportunità. Prima sistema la macchina, poi mettici la benzina.

3. UN SISTEMA PER CATTURARE L'ATTENZIONE
Hai un lead magnet? Un funnel di benvenuto? Un modo per restare in contatto con chi ti scopre oggi ma comprerà tra 6 mesi?

Le Pubbliche Relazioni sono uno strumento potente, ma solo se le utilizzi per amplificare ciò che già funziona.

Se sarai abbastanza maturo da comprenderlo, costruirai la tua immagine sulla roccia, non sulla sabbia.

Se hai tutti i tre elementi sopra menzionati, le PR potranno essere il moltiplicatore che ti porta al livello successivo.

Se non li hai, stai sprecando soldi e occasioni.

La domanda giusta non è "Dovrei investire in PR?", ma "Sono davvero pronto a investire in PR?".

Tu cosa ne pensi?

Hai mai investito in visibilità senza avere solide basi?

GOOGLE TI GIUDICA PRIMA CHE TU APRI BOCCA.Pensa a quante volte lo fai.Stai per incontrare qualcuno per lavoro, magari un...
10/11/2025

GOOGLE TI GIUDICA PRIMA CHE TU APRI BOCCA.

Pensa a quante volte lo fai.
Stai per incontrare qualcuno per lavoro, magari un potenziale cliente, un partner, oppure un fornitore.

La prima cosa che fai? Lo cerchi su Google, ovvio!

Guardi il sito, leggi gli articoli che incontri, scorri i social e controlli le recensioni.

In appena 5 minuti ti sei già fatto un'idea concreta. Prima ancora di stringergli la mano, hai già deciso se è credibile o no, se vale la pena lavorarci o no.

Se ti fidi, oppure no.

Lo stesso stanno facendo con te, sai?

Anche adesso, ora, in questo momento.

10 COSE CHE INFASTIDISCONO I GIORNALISTI (E CHE TU CONTINUI A FARE)Sì, probabilmente sto parlando anche di te in questo ...
07/11/2025

10 COSE CHE INFASTIDISCONO I GIORNALISTI (E CHE TU CONTINUI A FARE)

Sì, probabilmente sto parlando anche di te in questo post.

1. Chiamare dopo 5 minuti dall'invio dell'email e dire: "Hai ricevuto il mio comunicato?" Sì, l'ho ricevuto, e ora che mi hai chimato ti odio con tutto me stesso.

2. Inviare lo stesso comunicato a tutta la redazione. Complimenti, ora sanno tutti che stai facendo spam.

3. Scrivere "urgente" quando non lo è affatto. Il lancio del tuo nuovo logo non è urgente. Mai, in nessun caso.

4. Allegare PDF pesantissimi. 15 MB di brochure aziendale che nessuno aprirà.

5. Non mettere i contatti nel comunicato. Come dovrebbero chiamarti? Telepatia forse?

6. Chiedere di rivedere l'articolo prima della pubblicazione. Ricorda che non sei il loro capo, non funziona così.

7. Lamentarti perché hanno tagliato parti del tuo comunicato. Non stai facendo pubblicità. Quì si sta facendo giornalismo.

8. Inviare comunicati il venerdì pomeriggio. Nessuno li leggerà mai. Nessuno, sia chiaro.

9. Usare solo superlativi come "Innovativo", "rivoluzionario", "leader di mercato". Noiosissime queste parole.

10. Non ringraziare mai. Quando pubblicano qualcosa di tuo, un grazie non costa nulla.

Tu fai almeno 3 di queste cose?

Se la risposta è si, allora forse è il momento giusto per cambiare approccio. Ricordati che i giornalisti sono persone, trattale come tali.

Quante di queste cose hai fatto anche solo in questa ultima settimana?

PERCHÉ LE PR TRADIZIONALI STANNO FALLENDO (E COSA FUNZIONERÀ DAVVERO NEL 2026)Il mondo è cambiato, ma le PR no.Ed è prop...
05/11/2025

PERCHÉ LE PR TRADIZIONALI STANNO FALLENDO (E COSA FUNZIONERÀ DAVVERO NEL 2026)

Il mondo è cambiato, ma le PR no.
Ed è proprio questo il problema! Il comunicato stampa inviato a 500 giornalisti in contemporanea non funziona più.

La conferenza stampa con buffet gratuito per attrarre persone? Nessuno si presenta. Il rapporto formale con i media? I giornalisti vogliono (pretendono) partnership e non fornitori.

Le PR tradizionali sono morte, ma molti non se ne sono ancora accorti. Cosa sta accadendo davvero?

Semplice, i giornalisti non hanno più tempo, le testate hanno sempre meno risorse, il pubblico consuma informazioni in modo completamente diverso rispetto a prima.

Quindi, cosa funzionerà davvero nel 2026? Funzioneranno le relazioni vere e non le liste di contatti. Funzioneranno le storie autentiche e non più i comunicati autoreferenziali.
Funzioneranno i contenuti già pronti all'uso, non pitch vaghi e senza valore. Si punta ad una co-creazione con i giornalisti.

Si dovrà mirare anche a Micro-influencer e community, non solo ai media tradizionali.

Il futuro delle PR è nel costruire più valore, non è più nell'avere più contatti, ma nel coltivare relazioni più profonde. Non si dovrà comunicare di più, ma meglio.

Le aziende e i professionisti che capiranno questo totale cambio di paradigma domineranno la comunicazione del futuro.

Quelli che invece continueranno con i metodi del passato resteranno sempre più invisibili.

Tu da che parte stai?

LE PR DI SUCCESSO NON GENERANO CLICK, CAMBIANO LA PERCEZIONE.Siamo tutti ossessionati dai numeri: click, visualizzazioni...
03/11/2025

LE PR DI SUCCESSO NON GENERANO CLICK, CAMBIANO LA PERCEZIONE.

Siamo tutti ossessionati dai numeri: click, visualizzazioni, impression, reach.

Tutti a inseguire metriche che si possono mettere in un report colorato e mostrare al capo.

Ma ti sei mai chiesto cosa resta dopo il click?

Un articolo può generare 50.000 visualizzazioni, ma potrebbe non portare a nulla.

Oppure potrebbe essere letto da 500 persone e trasformare completamente come il mercato ti percepisce.

La differenza non è nei numeri, ma sempre e solo nell'impatto.

Le PR sono in grado di cambiare cosa pensano le persone di te, della tua azienda, dei tuoi prodotti e servizi.

Trasformano i "Ma chi sono questi?" in "Ah si, loro sono i massimi esperti in questo campo".

Cambiano i "No, non mi fido." in "Si, ne sono certo, ho letto che sono affidabili.".

Spostano la percezione da "uno dei tanti" a "il punto di riferimento assoluto".

Tutto questo non si misura affatto in click! Si misura in conversazioni, nuove opportunità, fiducia guadagnata, autorevolezza e credibilità percepita.

Un cliente, appena due giorni fa, ci ha riferito queste parole: "Dopo l'ultima intervista in TV tutti, i fornitori hanno iniziato a trattarci diversamente. I competitor ci guardano con maggiore rispetto, e tutti i contatti arrivano in chiamata già convinti."

Certo, tutto questo parte da nessun click tracciabile, ma ha comunque portato a un impatto enorme.

Smetti di inseguire numeri vuoti, che sono in grado di riempire solo il tuo ego. Inizia invece a costruire percezione.

Cosa vorresti che le persone pensino di te tra un anno?

OGNI 'NO' CHE RICEVI DA UN GIORNALISTA È UN'OPPORTUNITÀ PER MIGLIORARE LA TUA STORIA.Il primo no fa male.Il secondo no p...
31/10/2025

OGNI 'NO' CHE RICEVI DA UN GIORNALISTA È UN'OPPORTUNITÀ PER MIGLIORARE LA TUA STORIA.

Il primo no fa male.
Il secondo no può essere frustrante.
Il terzo ti fa dubitare di te stess*.

Ma cosa potrebbe accadere se cambiassi completamente prospettiva?
Un rifiuto non è altro che è un feedback gratuito.

Quando un giornalista dice "no", ti sta dicendo qualcosa di prezioso, sta comunicando che la tua storia, così com'è, non funziona.

Potrebbe non essere abbastanza interessante, o magari non è abbastanza rilevante, o forse non è abbastanza nuova.

E queste informazioni valgono oro per te. Quindi, invece di arrabbiarti o demoralizzarti, chiediti: perché mi sta dicendo no?

Cosa manca alla mia storia? Come posso renderla più forte?

I migliori comunicatori non si arrendono al primo no, ma ascoltano, imparano, migliorano, cambiano angolazione, trovano dati più convincenti.

Scoprono l'elemento umano che mancava, aspettano il momento giusto e riprovano, con una storia migliore.

Ogni no ti avvicina a un sì, perchè ti permette di affinare il tuo messaggio, ti permette di capire cosa funziona e cosa no. In pratica, stai imparando a pensare come un giornalista.

La prossima volta che ricevi un no come risposta, non chiudere la conversazione. Chiediti invece perché, e ringrazia per il tempo che ti è stato comunque dedicato.

Usa quel feedback per tornare più forte. Un no non è la fine, potrebbe invece essere l'inizio di una storia migliore.

Quanti no hai ricevuto questa settimana? E cosa hai imparato da ognuno?

Indirizzo

Strada Ferento 23
Viterbo
01026

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
15:30 - 18:30
Martedì 09:00 - 12:30
15:30 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
15:30 - 18:30
Giovedì 09:00 - 12:30
15:30 - 18:30
Venerdì 09:00 - 12:30
15:30 - 18:30

Telefono

+393277707571

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