22/07/2026
Questa settimana, post-ludi propone un intermezzo di attualità a cura di Alberto sulla vicenda della scomunica che ha interessato la “Fraternità Sacerdotale San Pio X”. La FSSPX è una società di vita apostolica che riunisce chierici apertamente in disaccordo con le disposizioni del Concilio Vaticano II. Il suo fondatore, il vescovo Lefebvre, in estrema vecchiaia, al fine di garantire la continuità della sua opera, era già intercorso nella scomunica ordinando alcuni vescovi senza il consenso di Giovanni Paolo II. Benedetto XVI, anni dopo, aveva revocato le scomuniche alla FSSPX in un tentativo di riconciliazione ma i lefebvriani, poche settimane fa, hanno ripetuto il gesto del fondatore sfidando apertamente il Vaticano, che non ha esitato a scomunicare ordinandi e ordinati del rito. La FSSPX ha dato quindi vita a una Chiesa scismatica, ma la questione è ancora in evoluzione: i lefebvriani hanno presentato in questi giorni un ricorso alla scomunica ai sensi del codice di diritto canonico del 1983, che però non riconoscono in quanto post-conciliare (rifacendosi invece al codice del 1917 che non ammette ricorso alla scomunica). La questione merita, tuttavia, un approfondimento che vada oltre la cronaca.