Gabriele Ferrara

Gabriele Ferrara 🎥 Storie di vita, fragilità e speranza. Per vedere l’umanità oltre ogni apparenza.

Un sincero ringraziamento ad Abruzzo sera  per l’articolo pubblicato e in particolare, per l’intervista realizzata..Un g...
07/04/2026

Un sincero ringraziamento ad Abruzzo sera per l’articolo pubblicato e in particolare, per l’intervista realizzata..
Un grazie speciale al direttore Fabio Pelini per aver dato voce a questa giusta causa.
Invito tutti a leggere l’articolo e ad ascoltare l’intervista è un’occasione preziosa per approfondire e comprendere meglio.
Vi invito ad Aprite il link e dedicare qualche minuto alla visione del video.

Dopo l'annuncio della lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sullo stato di abbandono del compendio immobiliare entrato a far parte del patrimonio del Comune dell'Aquila dopo il sisma del 2009, il racconto di Gabriele Ferrara e Gamal Bouchaib, tra progettazione sociale e advocacy.

02/04/2026
Ho realizzato il documentario “Abitare il degrado – Il caso dei Progetto C.A.S.E.”.È la fotografia di ciò che sono oggi ...
07/03/2026

Ho realizzato il documentario “Abitare il degrado – Il caso dei Progetto C.A.S.E.”.
È la fotografia di ciò che sono oggi questi quartieri a 17 anni dal terremoto del 2009.
Alla cittadinanza chiedo di guardarlo e condividerlo, per far conoscere questa realtà.
Alla politica locale rivolgo un invito: portate questo documentario all’attenzione dei vostri livelli gerarchici superiori e dei vostri vertici, affinché il tema possa arrivare fino al Parlamento italiano, favorendo anche la possibilità di un’interrogazione parlamentare e invitando parlamentari a L’Aquila per vedere direttamente la situazione.
Un’attenzione nazionale potrebbe portare risorse, progetti di riqualificazione e iniziative sociali utili a migliorare il benessere, le relazioni e la qualità della vita nei quartieri del Progetto Case e Map.
Il documentario è pubblico: chiunque può trarne spunti, idee e iniziative per il bene della comunità.

ABITARE IL DEGRADO – Il caso dei Progetto CASEDocumentario | 60’ | Girato a L’AquilaRegia: Gabriele Ferrara

06/03/2026

Nel video mostriamo la situazione di alcuni quartieri del Progetto C.A.S.E., ma il problema non riguarda solo queste zone.In diversi complessi del Progetto C...

“Abitare il degrado – Il caso dei Progetto C.A.S.E.” racconta una realtà spesso invisibile: alloggi ancora provvisori e ...
03/03/2026

“Abitare il degrado – Il caso dei Progetto C.A.S.E.” racconta una realtà spesso invisibile: alloggi ancora provvisori e quartieri privi di spazi di socialità, con aree comuni trascurate, dove molte famiglie vivono in attesa di stabilità, tutela della salute e possibilità di abitare dignitosamente.
Il trailer è disponibile da oggi.
Il documentario completo sarà pubblicato sabato 7 marzo sul canale YouTube.
Questo documentario è stato realizzato allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni, dare voce ai residenti e fornire uno strumento concreto per promuovere interventi di manutenzione, riqualificazione e nuovi spazi di socialità.
Invito le classi politiche locali a farsi portavoce presso i vertici nazionali e a invitare i parlamentari a visitare i Progetto C.A.S.E. La presenza diretta permette di vedere le condizioni dei quartieri, ascoltare i bisogni dei residenti e tradurre le osservazioni in fondi, interventi strutturali e nuovi spazi di socialità, restituendo dignità e prospettiva alle persone che vivono in questi contesti da troppo tempo nell’incertezza.
La dignità abitativa, la salute, la socialità e il diritto a vivere in sicurezza non sono privilegi: sono diritti fondamentali da tutelare.

Abitare il degrado – Il caso dei Progetto CASE”Sedici anni dopo il terremoto del 2009, L’Aquila ha ricostruito gran parte del suo centro storico, restituendo...

30/12/2025

(L'Aquila - AGOSTO 2024)
Estratto dal progetto: DEVIANZA GIOVANILE E INTEGRAZIONE – Il caso dei minori stranieri a L'Aquila.
In questo video, alcuni ragazzi condividono le loro esperienze: la vita in strada, le difficoltà quotidiane e la ricerca di un lavoro e di una abitazione.
Il video fa parte di un progetto più ampio, che racconta storie di integrazione, sfide sociali e marginalità giovanile, attraverso le parole di chi vive queste realtà e di chi lavora ogni giorno per sostenerli.
👉 Guarda il documentario completo su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=I-bzUdIAI9w&t=3670s

26/12/2025

Il 25 dicembre, insieme all’associazione di volontariato Tana Libera Tutti, abbiamo condiviso un momento speciale con i bambini ricoverati e le loro famiglie, portando piccoli regali e tanta gioia.
Un grazie di cuore ai medici e a tutto il personale sanitario, che anche a Natale scelgono di esserci, lavorando con dedizione e umanità.
Auguriamo un Buon Natale ai bambini, alle famiglie e a chi ogni giorno si prende cura degli altri.
Perché la magia più grande è la solidarietà e l'amore per il prossimo.

A circa tre mesi dagli interventi del Comune, un nuovo video documenta come molte problematiche restino irrisolte: prese...
19/12/2025

A circa tre mesi dagli interventi del Comune, un nuovo video documenta come molte problematiche restino irrisolte: presenza di piccioni, cattivi odori, ascensore fuori uso, muri danneggiati, perdite fognarie e accumuli di rifiuti.
Gli interventi effettuati, seppur importanti, si sono rivelati parziali e non risolutivi.
Questo video dà voce ai residenti e mostra una realtà in cui c’è ancora molto da fare per garantire condizioni di vita dignitose nel Progetto CASE di Tempera.

A distanza di tre mesi dai primi interventi annunciati dal Comune, questa è la situazione attuale nel Progetto CASE di Tempera.Nonostante le promesse e alcun...

Davanti alla Prefettura dell’Aquila, in questi giorni, si è formato un piccolo gruppo di persone, una trentina circa che...
28/10/2025

Davanti alla Prefettura dell’Aquila, in questi giorni, si è formato un piccolo gruppo di persone, una trentina circa che rappresentano uno dei volti meno raccontati dell’immigrazione in Italia: i Dublinanti, richiedenti asilo di ritorno da altri Paesi europei. Il termine dublinante deriva dal Regolamento di Dublino III (n. 604/2013), una normativa dell’Unione Europea che stabilisce quale Stato membro sia responsabile dell’esame di una domanda di protezione internazionale.
In base a questo regolamento, il Paese nel quale una persona viene identificata per la prima volta (attraverso foto-segnalamento o impronte digitali) è quello tenuto a esaminare la richiesta d’asilo.
Questo significa che molti migranti, dopo essere approdati in Italia via mare o via terra, e successivamente aver tentato di proseguire verso altri paesi del Nord Europa come Germania, Francia o Svezia, vengono rinviati in Italia una volta che le autorità europee scoprono che la loro prima registrazione è avvenuta qui.
Da un punto di vista operativo e sociale, questo sistema genera un effetto imbuto per l’Italia, che si trova a gestire un numero crescente di persone senza poter contare su un’equa redistribuzione tra gli Stati membri.
È una normativa che molti operatori sociali considerano ormai superata e poco solidale, perché scarica sui Paesi di frontiera, come l’Italia e la Grecia, il peso maggiore dell’accoglienza.
Al momento, L'Aquila pare non dispone di un centro pubblico fortemente strutturato per i senza fissa dimora con ampia capienza di persone, ma solo piccoli progetti meritori come ad esempio quello gestito dalla Croce Rossa Italiana, ma si tratta di iniziative limitate, non sufficienti a rispondere all’attuale emergenza.
Dopo aver ricevuto l’invito alla formalizzazione della richiesta d’asilo presso la Questura, alcuni dublinanti si trovano temporaneamente in attesa di una sistemazione idonea.
Nei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) pare vi sia una disponibilità molto ridotta di posti, e pare che la Prefettura stia incontrando difficoltà oggettive nel reperire ulteriori sistemazioni.
Credo che questa situazione ponga una domanda essenziale,
come può una città garantire dignità a chi, anche solo temporaneamente, si trova senza un tetto e senza risorse economiche?
Non si tratta solo di migranti, ma anche di italiani in difficoltà, persone senza fissa dimora, famiglie in emergenza abitativa.
Servirebbe un progetto quantomeno triennale strutturato, sostenuto da enti pubblici e privati, con almeno 50 posti letto, servizi igienici, supporto psicologico e orientamento sociale.
Dietro ogni dublinante c’è una storia di fuga, di perdita, di speranza.
Il Regolamento di Dublino a mio parere deve essere riformato in chiave solidale e condivisa, ma nel frattempo le comunità locali devono poter rispondere ai bisogni immediati, con strumenti sociali concreti, rispettosi della dignità e del diritto alla vita.
Molti dei presenti hanno riferito di soffrire di problemi di salute, alcuni parlano di allergie cutanee, malattie e sintomi riconducibili alla scabbia, una patologia parassitaria che, se non trattata per tempo, può diffondersi rapidamente in contesti di promiscuità e carenza igienico-sanitaria.
Diversi migranti hanno espresso bisogno urgente di cure mediche, farmaci di base, prodotti igienici e cibo, oltre alla necessità di un medico o presidio sanitario che possa effettuare valutazioni dirette sul posto.
Si tratta di condizioni che rientrano pienamente nei determinanti sociali della salute, ossia quei fattori ambientali e sociali che incidono sulla possibilità di mantenere un buono stato di benessere fisico e mentale.
La situazione, così com’è oggi, rischia di degenerare se non vengono attivate rapidamente misure minime di tutela sanitaria e sociale.
È importante ricordare che l’art. 32 della Costituzione italiana garantisce il diritto alla salute a tutti gli individui presenti sul territorio nazionale, indipendentemente dallo status giuridico.
Anche la normativa europea in materia di protezione internazionale prevede che i richiedenti asilo abbiano accesso all’assistenza sanitaria essenziale, specialmente nei casi di vulnerabilità.
È auspicabile un approccio coordinato e multidisciplinare, che valorizzi la collaborazione tra Prefettura, ASL, Comune e realtà del Terzo Settore, al fine di garantire una risposta coerente e rispettosa dei bisogni sociali e sanitari delle persone coinvolte.

Davanti alla Prefettura dell’Aquila, in questi giorni, si è formato un piccolo gruppo di persone, una trentina circa che rappresentano uno dei volti meno rac...

Indirizzo

L'Aquila
67100

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