04/04/2023
Kenya.
Da dove comincio? Ma poi in realtà non c’è davvero un inizio, come non vi sarà una fine.
L’Africa ti entra nel cuore come un baco e ti esplode dentro e tu sai che non ne guarirai mai da quel male.
Il rientro, quello alla vita ‘reale’, è stato più duro che mai.
Questa volta, davvero, stento a trovare un senso a quello che faccio giornalmente: svegliarmi, doccia, caffè, emails, chiamate, pranzo davanti al pc e vai che si ripete tutti i giorni. Così uguali a loro stessi, i giorni si ripetono, quasi senza fine.
La mecca è sempre il prossimo viaggio, che mi aiuta a riprendere fiato, a respirare lentamente e profondamente.
Ma davvero è così che si vive? È questo il sogno che ci regala questa cosa chiamata società? No, non credo proprio.
Il Kenya mi ha regalato tantissimo.
Si, si può essere felici con nulla. Me lo hanno dimostrato i sorrisi delle persone che ho incontrato. I canti di gioia dei bambini a scuola contenti di passare una giornata con noi. Le donne Samburu che, nonostante le violenze che hanno subito, non hanno mai smesso di offrire affetto e ospitalità.
I Guerrieri Maasai che vivono fedeli alle loro origini e tradizioni, che ti accolgono davvero come se fossi parte della loro tribù.
Le fantastiche 10 donne con le quali ho condiviso questa indimenticabile avventura.
Cos’è che ci rende davvero felici?
Possibile che sia così difficile rispondere a questa domanda?
Eppure è quello che inseguiamo tutti i giorni, oppure crediamo di inseguire.
Si, perché spesso è la paura di lanciarci nel vuoto, nell’ignoto che ci frena. Eppure, ho sempre difeso il mio motto di lasciarsi andare e trasformare quella paura in curiosità per superare ogni freno mentale che ci preclude dal diventare la versione migliore di noi stessi.
È come se quell’entusiasmo si fosse assopito e adesso stia pian piano risvegliandosi e lo devo tutto al Kenya.
Forse fa male eppure mi va
Di stare collegato
Di vivere d’un fiato
Di stendermi sopra il burrone
E di guardare giù
La vertigine non è
Paura di cadere
Ma voglia di volare