06/12/2026
Notte di disordini, caos e violenze anti-migranti a Belfast dopo l'accoltellamento shock di un quarantenne imputato a un rifugiato sudanese: decine di dimostranti, quasi sempre col volto coperto, hanno dato alle fiamme case, veicoli, autobus, ingaggiato scontri con la polizia dell'Irlanda del Nord e lanciato quello che è stato definito come un «pogrom» contro gli stranieri, prendendo di mira in particolare le famiglie di origine africana. Nella zona est, un gruppo di circa cento uomini mascherati ha percorso le strade al grido di «cacciare gli stranieri» mentre i pompieri sono intervenuti 62 volte per spegnere incendi nella notte. Due agenti di polizia sono rimasti feriti. Ad annunciarlo ai media è stato il capo del Servizio di polizia dell'Irlanda del nord, Jon Boutcher: «Un agente è rimasto ferito ieri mentre cercava di allontanare il traffico da una delle zone interessate dai disordini. L'uomo, ferito alla testa da un detrito, ora sta bene». «Il secondo agente ha riportato un'intossicazione da fumo a causa dell'esplosione di una bomba molotov nelle sue vicinanze. E' stato ricoverato in ospedale», ha dichiarato Boutcher. «Fortunatamente, ieri sera, per quanto riguarda le persone che abbiamo evacuato dalle case, non ci sono stati feriti - ha aggiunto - Ieri il nostro obiettivo primario era proteggere vite umane e beni materiali, e ci siamo riusciti. Ora daremo seguito alle indagini per perseguire i responsabili di quelle scene inaccettabili».