31/07/2026
È ipotizzabile perciò che in seguito alle elezioni per la Duma di fine settembre, specialmente in caso di calo dei consensi di Russia Unita in favore dell’opposizione (comunisti e nazionalisti in primis) favorevole a una linea d’azione più dura, Putin dichiari ufficialmente guerra, ampliando così le opzioni militari a disposizione: dall’utilizzo dei riservisti e dei coscritti all’imposizione di sanzioni alla UE su gas liquefatto e altri materiali.
🖋 L'analisi di Alvise Pozzi
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Il superamento di ogni sottile linea rossa da parte della “coalizione dei volenterosi”, unita alla fine della speranza di una mediazione statunitense, spinge il Cremlino verso una ridefinizione della strategia bellica. La “guerra” ora non appare più un tabù.