La Voce - Sudafrica

La Voce - Sudafrica The Voice of the Italian diaspora in sub-Saharan Africa
La Voce della diaspora italiana nell'Africa sub-Sahariana

La Voce is dedicated to being the voice of the Ital-South African community, fostering cultural pride, unity, and informed citizenship. Through high-quality journalism, it aims to preserve and promote Italian heritage while bridging the cultural gap between Italy and South Africa. Its mission is to support and empower the community by sharing their stories, celebrating their achievements, and advocating for their interests. La Voce was established in 1974 and celebrates 50 years, registered as an NPO in October 2010 with No: 084 253 and based in Dowerglen Edenvale Johannesburg South Africa. Our readership base includes over 45,000 through Sub-Saharan Africa and Internationally. Our media spans; hardcopy, digital and social media.

🇿🇦 Happy Heritage Day, South Africa! 🇿🇦Today we celebrate the incredible diversity, cultures, traditions and stories tha...
24/09/2026

🇿🇦 Happy Heritage Day, South Africa! 🇿🇦

Today we celebrate the incredible diversity, cultures, traditions and stories that make South Africa so special. From one community to another, our differences are what bring colour to our shared heritage. ❤️💛💚💙

Let’s celebrate what makes us proudly South African — together, with pride and unity.

La Voce wishes everyone a very happy Heritage Day! 🇿🇦

Un nuovo appuntamento per la promozione dell’Italia a PretoriaIl 12 e 13 settembre 2026 si è svolta presso il Menlyn Mai...
23/09/2026

Un nuovo appuntamento per la promozione dell’Italia a Pretoria
Il 12 e 13 settembre 2026 si è svolta presso il Menlyn Maine Precinct di Pretoria la prima edizione di “Italy in Town” nella capitale sudafricana. Il format, già sperimentato con successo per due anni a Cape Town, è stato portato per la prima volta a Pretoria, con l’obiettivo di avvicinare l’Italia al pubblico locale e alla comunità italiana del Gauteng attraverso un evento aperto, dinamico e fortemente orientato alla valorizzazione della cultura, dello stile di vita e delle eccellenze italiane.
Un’edizione nel segno dello Sport italiano
L’iniziativa si è svolta nell’ambito della Giornata dello Sport Italiano nel Mondo, assumendo per questo una particolare connotazione legata al mondo dei motori. L’automotive italiano ha rappresentato uno dei principali elementi di attrazione dell’evento, con la partecipazione di importanti realtà del settore e una significativa presenza di auto e motociclette italiane.
La partecipazione delle imprese italiane
Complessivamente hanno partecipato circa 30 aziende italiane e realtà imprenditoriali legate all’Italia. Tra queste figuravano, per il comparto automotive, Pirelli, Iveco e Stellantis, oltre a rivenditori locali di Vespa e Lambretta. Particolarmente significativa è stata inoltre la collaborazione con il locale Ferrari Club, che ha messo a disposizione circa 30 vetture Ferrari, esposte nell’area dell’evento per l’intera durata della manifestazione e diventate uno dei principali richiami per il pubblico.
Accanto al comparto automotive, l’evento ha dato spazio a circa 15 aziende italiane attive nel settore agroalimentare e presenti sul territorio del Gauteng. Le imprese hanno avuto la possibilità di presentare, far conoscere e vendere direttamente i propri prodotti, contribuendo a creare un’esperienza concreta e accessibile dell’eccellenza italiana.
Un evento aperto al pubblico
La formula di “Italy in Town” ha combinato esposizione, intrattenimento e possibilità di incontro con le imprese, creando un ambiente informale e adatto a un pubblico ampio, composto dalla comunità italiana, da appassionati dell’Italia e da visitatori sudafricani. La scelta del Menlyn Maine Precinct ha consentito di collocare l’iniziativa in uno dei principali poli di aggregazione di Pretoria, favorendo una forte visibilità e un’ampia partecipazione.
Affluenza e riscontro
Si stima che circa 6.000 persone abbiano frequentato l’evento complessivamente nei due giorni. Il dato conferma il forte interesse suscitato dall’iniziativa e la capacità del format di raggiungere, oltre alla comunità italiana, un pubblico locale interessato alla cultura, ai prodotti e allo stile di vita italiani.
Conclusioni
La prima edizione di “Italy in Town” a Pretoria ha rappresentato un’importante occasione di promozione integrata dell’Italia, mettendo in relazione cultura, sport, motori, agroalimentare e mondo imprenditoriale. Il passaggio da Cape Town a Pretoria amplia la portata geografica del format e apre prospettive per consolidare nel Gauteng un appuntamento dedicato alla presenza italiana, valorizzando al tempo stesso le imprese già attive sul territorio e rafforzando la visibilità dell’Italia presso il pubblico sudafricano.

🇮🇹🏐 Italy keeps the momentum going!The Azzurri secure a convincing 3–1 victory over the Czech Republic in Modena, collec...
22/09/2026

🇮🇹🏐 Italy keeps the momentum going!

The Azzurri secure a convincing 3–1 victory over the Czech Republic in Modena, collecting another crucial win in their EuroVolley 2026 campaign. 💙

Italy now turns its attention to Slovenia, with qualification firmly in sight. Can the Azzurri keep the winning streak alive? 🇮🇹🔥

Read more on La Voce and stay up to date with the latest Italian sporting news.

COMUNICATO STAMPA   Sciarpe, adesivi e identità nel mondo ultras: il nuovo libro di Francesco Trione   Francesco Trione ...
21/09/2026

COMUNICATO STAMPA

Sciarpe, adesivi e identità nel mondo ultras: il nuovo libro di Francesco Trione

Francesco Trione torna a indagare il mondo ultras attraverso i suoi simboli: sciarpe, adesivi e rituali diventano testi culturali capaci di raccontare memoria, appartenenza e identità.

Una sciarpa sollevata in curva. Un adesivo incollato su un muro di periferia. Un simbolo ripetuto su una bandiera, uno striscione, una felpa. Gesti quotidiani, apparentemente semplici, che agli occhi distratti possono sembrare soltanto espressioni di folklore calcistico. Ma dietro quei gesti esiste un sistema complesso di segni, memorie, rituali e appartenenze. È da questa prospettiva che nasce Sciarpe, Adesivi, Identità: Totem, paideia e mito nel mondo ultras, il nuovo saggio di Francesco Trione, che prosegue e approfondisce il percorso di ricerca avviato dall'autore con ULTRAS – Antropologia di una subcultura ribelle. Se il precedente volume aveva affrontato il fenomeno ultras nella sua dimensione socio-antropologica

🌸🎶 CONCERTO DI PRIMAVERA – SPRING CONCERT 🎶🌸Join us for a beautiful evening celebrating Italian music, culture and the a...
21/09/2026

🌸🎶 CONCERTO DI PRIMAVERA – SPRING CONCERT 🎶🌸

Join us for a beautiful evening celebrating Italian music, culture and the arrival of spring! 🇮🇹✨

🎤 Silvia Di Falco – Soprano
🎹 Cristina Gianino – Pianist

📅 Saturday, 17 October 2026
⏰ 18:00
📍 Italian Sporting Club, Johannesburg
🎟️ Tickets: R100

Come and enjoy an unforgettable evening of Italian music and culture! ❤️💚🤍

🎟️ BOOK YOUR TICKETS HERE:
Quicket – Concerto di Primavera⁠

📞 For enquiries:
Nicky: 083 253 6003
Salvo: 082 446 9447

18/09/2026
The Italian Cultural Institute of Pretoria is delighted to present two academic encounters with Alessandro Baricco, one ...
18/09/2026

The Italian Cultural Institute of Pretoria is delighted to present two academic encounters with Alessandro Baricco, one of Italy’s most celebrated contemporary writers and a distinctive voice in literature, music, theatre and film at the universities of Wits ad UCT.
An expert on music and opera, Baricco is best known for works such as Silk, Ocean Sea and Novecento, which have been translated into more than 40 languages and read by audiences around the world.
These encounters will focus on his literary works, offering participants the opportunity to explore his writing and ideas.
Please note: Both literary encounters will be held in Italian.

JOHANNESBURG
1 October | 10:30 AM
Wits University
Information and bookings:
Prof. Anita Virga
[email protected]

CAPE TOWN
6 October | 10:00 AM
In collaboration with the Consulate of Italy in Cape Town
Information and bookings:
Dr Mara Boccaccio
[email protected]
Also on the Programme: Two Special Opera Lecture Recitals
In addition to the literary encounters, we are pleased to present two exceptional Opera Lecture Recitals with Alessandro Baricco.
JOHANNESBURG
2 October | 6:00 PM
UJ – Arts and Culture
Book your tickets
CAPE TOWN
7 October | 7:00 PM
The Baxter Theatre
Book your tickets
The Opera Lecture Recitals will be presented in English.
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✨ FEAST OF ST. FRANCIS OF ASSISI ✨Join us on Sunday, 4 October 2026 at 10:30 for the Feast of St. Francis of Assisi, Pat...
18/09/2026

✨ FEAST OF ST. FRANCIS OF ASSISI ✨

Join us on Sunday, 4 October 2026 at 10:30 for the Feast of St. Francis of Assisi, Patron Saint of Italy, at the Italian Sporting Club Bedfordview – Pool House.

🙏 Holy Mass will be celebrated by Nunzio Apostolico Monsignor Giacomo Antonicelli, with Father Efram Tresoldi and sacred hymns by Coro Giuseppe Verdi.

🍽️ Following Mass, guests are invited to join us for a special 4-course lunch at R350 per person.

📅 Lunch reservations close: 30 September 2026

For bookings and information:
Francesca
📱 WhatsApp/Mobile: 074 947 9877

We look forward to celebrating this special feast together with our Italian community. 🇮🇹🤎

Miniera di opportunità: a Johannesburg l’eccellenza italiana incontra il Sudafrica JOHANNESBURG – C’era un’atmosfera cal...
17/09/2026

Miniera di opportunità: a Johannesburg l’eccellenza italiana incontra il Sudafrica

JOHANNESBURG – C’era un’atmosfera calda, propositiva e carica di grande entusiasmo martedì 9 settembre nella Sala Campari dell’Italian Sporting Club a Bedfordview, Johannesburg. A margine dei lavori di Electra Mining 2026, il Consolato Generale d’Italia e l'ICE-Agenzia hanno offerto una straordinaria vetrina di networking per celebrare e rafforzare i legami industriali tra l’Italia e il continente africano.

A fare gli onori di casa e ad aprire la serata è stato il Console Generale d’Italia a Johannesburg, Dott. Livio Spadavecchia. Con un discorso chiaro e incisivo, il Console ha introdotto i temi centrali dell'incontro, sottolineando come l’innovazione, la qualità e la tecnologia Made in Italy possano rappresentare un partner strategico fondamentale per lo sviluppo del settore minerario, dell'energia, della sicurezza e delle infrastrutture in Sudafrica e in tutta la regione sub-sahariana.

La formula dell'evento è stata dinamica ed efficace: la parola è passata direttamente ai protagonisti. Secondo un piano ben orchestrato, ogni singola azienda italiana presente ha avuto uno spazio dedicato per presentare le proprie competenze e soluzioni tecnologiche agli operatori sudafricani e della regione, e viceversa. Un confronto diretto, serrato e ad alto valore aggiunto che ha permesso di accorciare subito le distanze.

Conclusa la parte istituzionale e le presentazioni aziendali, la serata è proseguita in un clima del tutto spontaneo e festoso. Non c'erano piccoli tavoli separati: al centro della sala svettava una grande tavola imbandita, ricca di prelibatezze della tradizione culinaria italiana e accompagnata da ottimo vino DOC. Questa disposizione ha favorito il movimento continuo, permettendo a tutti i delegati di mescolarsi con naturalezza, scambiando biglietti da visita, idee e prospettive di collaborazione.

Particolarmente significativo il feedback dei delegati italiani, molti dei quali alla loro prima esperienza sul suolo sudafricano: l'entusiasmo per l'accoglienza ricevuta è stato palpabile, così come l'interesse a investire e a costruire un futuro commerciale stabile nel Paese. Altrettanto calorosa è stata la risposta delle imprese sudafricane e dei Paesi vicini (giunti anche da Namibia, Zambia, RDC e Zimbabwe), felici di poter dialogare direttamente con realtà internazionali di primissimo piano.

È stata un'esperienza riuscita sotto ogni punto di vista, che dimostra quanto il dialogo diretto e l'ospitalità siano strumenti insostituibili per fare business. L'auspicio di tutti i partecipanti è chiaro: vedere sempre più spesso iniziative di questo livello a fare da ponte tra Italia e Sudafrica. La redazione – La Voce F.C

Africa, la rivoluzione silenziosa del sole: un continente che non aspetta più di Pierangelo Panozzo C'è una trasformazio...
14/09/2026

Africa, la rivoluzione silenziosa del sole: un continente che non aspetta più

di Pierangelo Panozzo

C'è una trasformazione che sta avvenendo sotto gli occhi di tutti, ma di cui si parla ancora troppo poco: l'Africa è diventata, nel 2026, uno dei terreni più dinamici al mondo per l'energia solare. Non si tratta di un annuncio, di un progetto pilota o di una promessa politica. È un fenomeno già misurabile, che corre più veloce di quanto le statistiche ufficiali riescano a raccontare.

Un ritmo impressionante

Secondo un'analisi pubblicata il 27 agosto 2026 dal think tank energetico britannico Ember, in collaborazione con l'African Tech Futures Lab, il continente africano è avviato a installare, nell'intero 2026, circa 17 gigawatt di nuova capacità fotovoltaica: una stima costruita sui dati doganali cinesi relativi alle esportazioni di pannelli solari nei dodici mesi fino a giugno 2026, che segnerebbe una crescita del 45% rispetto al 2025. Ma è un altro numero, più concreto, a dare la misura della trasformazione: sulla base di questa proiezione, in Africa verrebbero installati in media circa centomila nuovi pannelli solari al giorno nel corso dell'anno. Un dato che, se confermato, fotografa quanto il continente stia cambiando pelle dal punto di vista energetico.

Dal dubbio alla conferma

Un anno fa la domanda era legittima: le enormi quantità di pannelli solari cinesi esportate verso l'Africa — cresciute del 60% nei dodici mesi fino a giugno 2025 — stavano davvero alimentando nuovi impianti, oppure si accumulavano semplicemente nei magazzini in attesa di essere utilizzate? Oggi Ember offre una risposta più solida, grazie a una nuova metodologia di stima: tra Africa, Medio Oriente e America Latina, circa il 73% dei pannelli importati dalla Cina risulta effettivamente installato, con uno scarto medio di circa sei mesi tra l'arrivo delle forniture e la loro messa in funzione. È proprio questo scarto temporale a permettere al think tank di stimare già oggi, pur non essendo l'anno concluso, l'installato dell'intero 2026. Il boom delle importazioni, insomma, non era una bolla logistica: era l'anticipazione di una capacità elettrica reale, che ora comincia a vedersi nei numeri.

Non un solo mercato, ma un intero continente in movimento

Ciò che rende il fenomeno particolarmente significativo è la sua ampiezza geografica. Secondo le stime di Ember, su 54 Paesi africani ben 36 sono avviati a stabilire, nel 2026, il proprio record storico di nuova capacità solare installata — un risultato che, se confermato, segnerebbe il terzo anno consecutivo di crescita record per il continente. In 19 di questi Paesi la crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente supererebbe il 100%. Alcuni casi sono a dir poco eclatanti: la Repubblica Democratica del Congo segnerebbe un incremento del 544%, lo Zimbabwe del 282%, l'Egitto del 176%, lo Zambia del 117%, la Sierra Leone del 97%. Numeri che in mercati europei già maturi sarebbero semplicemente impensabili, ma che in contesti che partono da una base installata ancora modesta diventano possibili — e raccontano una traiettoria di crescita che, se le proiezioni troveranno conferma nei dati definitivi, appare destinata a proseguire.

Perché il solare corre più veloce delle reti elettriche

Uno degli elementi chiave per capire questa accelerazione riguarda la natura stessa della tecnologia fotovoltaica. A differenza delle grandi centrali tradizionali, il solare può essere installato direttamente dove serve — su un tetto, accanto a un'attività produttiva, in un villaggio rurale — spesso abbinato a sistemi di accumulo a batteria, senza dover attendere la costruzione di infrastrutture di rete complesse e costose. È una caratteristica che nei contesti africani, dove le reti elettriche centralizzate restano spesso incomplete o assenti, si traduce in un vantaggio decisivo.

Le stesse analisi di Ember stimano che circa tre quarti della capacità solare aggiunta in Africa tra il 2023 e il 2025 sia stata di tipo distribuito, cioè installata in piccoli impianti diffusi che sfuggono facilmente alle rilevazioni statistiche ufficiali. Questo significa una cosa importante: il boom reale potrebbe essere anche più consistente di quanto i numeri, già di per sé notevoli, lascino intendere.

Il fattore cinese

Dietro questa accelerazione c'è in larga misura l'industria cinese, capace di produrre pannelli solari a costi sempre più contenuti grazie a una capacità manifatturiera senza pari a livello globale. Per Paesi africani che dispongono di risorse fossili limitate e che devono importare quasi interamente i combustibili tradizionali necessari a far funzionare i propri sistemi energetici, il fotovoltaico a basso costo rappresenta oggi una delle poche vie concrete per garantire sviluppo economico senza restare esposti alla volatilità dei prezzi internazionali di petrolio e gas, aggravata negli ultimi anni dalle tensioni geopolitiche globali.

Una possibile scorciatoia verso il futuro

L'aspetto più interessante di questa trasformazione, a mio avviso, è la sua dimensione strategica di lungo periodo. L'Africa non è obbligata a percorrere lo stesso cammino energetico seguito storicamente dall'Europa — grandi centrali, reti capillari, decenni di dipendenza dai combustibili fossili, e solo in un secondo momento la transizione verso le rinnovabili. Con pannelli sempre più economici, batterie efficienti e sistemi energetici distribuiti, il continente ha oggi l'opportunità di bruciare alcune tappe di questo percorso.

Non sarebbe la prima volta. È già accaduto nel settore delle telecomunicazioni: dove non esisteva una rete di telefonia fissa capillare, l'Africa è passata direttamente alla telefonia mobile, saltando un'intera generazione tecnologica. Qualcosa di simile potrebbe ripetersi ora nel campo dell'energia, con conseguenze potenzialmente profonde anche per la mobilità: nei mercati africani l'elettrificazione dei trasporti sta partendo non tanto dalle automobili private, quanto da moto elettriche, tricicli, autobus e veicoli commerciali — mezzi di uso intensivo quotidiano, per i quali la disponibilità di energia pulita a basso costo può fare davvero la differenza.

Una prospettiva da non sottovalutare

Chi segue da tempo le dinamiche dello sviluppo africano sa che raramente i cambiamenti strutturali di questo continente vengono raccontati con la stessa attenzione riservata ad altre aree del mondo. Eppure quanto sta accadendo nel comparto energetico merita di essere seguito con attenzione: non si tratta soltanto di un dato tecnico o di mercato, ma di un possibile punto di svolta nel modo in cui l'Africa costruirà, nei prossimi decenni, la propria autonomia energetica. L'Africa, in altre parole, non si limita ad adottare il solare: in diversi Paesi sta bypassando direttamente il modello energetico centralizzato su cui si è retto per un secolo lo sviluppo occidentale.

La vera rivoluzione, dunque, potrebbe non essere soltanto quella di produrre più energia dal sole, ma quella di costruire un'Africa capace di produrla dove serve, quando serve e sempre più vicino a chi la utilizza.



Dati ed elaborazioni: Ember Energy / African Tech Futures Lab, "The take-off in African solar that official statistics can't yet see", 27 agosto 2026. Le cifre relative all'installato 2026 sono stime, basate sui dati doganali cinesi e su una metodologia di proiezione elaborata da Ember; potranno essere soggette a revisione con la pubblicazione dei dati consuntivi. (di Pierangelo Panozzo)

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